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Porto di Mare assegnato a Italia Nostra
anche il boschetto della droga di Rogoredo
diventerà area naturale e fruibile

29 luglio 2017. Finalmente, dopo decenni, l’area di Porto di Mare ha un progetto di riqualificazione. I 650mila mq di verde, compresi nel Parco Agricolo Sud Milano, saranno strappati al degrado e il tristemente famoso ‘boschetto della droga’ di Rogoredo diventerà un’area sicura e fruibile. Non solo: vi sarà anche la rigenerazione dei fabbricati inutilizzati di proprietà del Comune, con l’affidamento temporaneo a soggetti dediti ad attività di coesione sociale, produzione, innovazione, creatività e sport, in attesa della definizione di un piano urbanistico sull’area.
La Giunta di Milano ieri ha approvato le linee di indirizzo per la concessione in uso a Italia Nostra, che la prenderà in gestione fino al 2022.  Attraverso la struttura CFU – Centro Forestazione Urbana, l’associazione applicherà a Porto di Mare lo stesso modello di intervento sperimentato con successo al Boscoincittà, al Parco delle Cave (da ultimo la Cava Ongari-Cerutti) e al Parco Segantini, dove territori inizialmente in stato di abbandono (e talvolta con presenza di attività illecite) sono stati riqualificati, recuperati e resi fruibili in sicurezza. “I lavori di recupero -conferma Silvio Anderloni, direttore del CFU- avranno inizio già il prossimo 20 agosto, grazie anche alla collaborazione di associazioni locali, tra cui Nocetum, il Consorzio Sir e l’Associazione per il Parco Sud Milano”.

La situazione attuale

A oggi, l’area verde abbandonata di Porto di Mare può essere suddivisa in due ambiti differenti per caratteristiche ambientali, paesaggistiche e di utilizzo. Un primo ambito è la ‘ex discarica’ controllata, che deriva dal riempimento con rifiuti solidi urbani degli scavi del nuovo porto di Milano, la cui costruzione è iniziata alla fine degli anni ‘20. Oggi buona parte dell’area è utilizzata impropriamente come luogo di spaccio di stupefacenti e di abbandono incontrollato di rifiuti. I tentativi di messa in sicurezza del cosiddetto ‘boschetto della droga’ si sono limitati alla pulizia superficiale, diradamento della vegetazione spontanea e predisposizione di un percorso per permettere alle Forze dell’Ordine di meglio sorvegliare l’area.
Un altro ambito è costituito da una ampia superficie pianeggiante, che in seguito a frequenti allagamenti per risalita della falda ha assunto le caratteristiche di un’area umida. Nella porzione nord-ovest è presente inoltre un’area particolarmente degradata, per anni oggetto di occupazione abusiva da parte di alcuni grandi accampamenti, il cui sgombero è avvenuto nel 2014. Rimangono comunque da rimuovere rifiuti e materiali vari.
Gli interventi previsti
L’intervento concordato con Italia Nostra sull’intera area verde mira ad una serie di obiettivi, di breve e lungo termine. Nell’immediato, la presenza degli operatori garantirà un presidio costante e agirà da deterrente per attività illecite. Si lavorerà da subito per definire e realizzare tragitti carrabili (per la sorveglianza e le operazioni agro-forestali) e percorsi protetti per una fruizione controllata, se possibile anche nell’area ex discarica.
Oltre allo studio sulla morfologia dei suoli, saranno riqualificate e valorizzate le potenzialità naturalistiche dell’area, compresa la zona umida, e verranno definiti collegamenti ciclo-pedonali e di servizio con altre zone vicine, come Chiaravalle e il parco della Vettabbia.
Eventi e  incontri punteranno al coinvolgimento della cittadinanza e al reperimento di risorse volontarie.

Nei 5 anni di lavoro il Comune darà un contributo complessivo a Italia Nostra di 950mila euro.

Le azioni previste sui fabbricati

L’Amministrazione punta nel contempo al recupero e al riuso dei fabbricati presenti nell’area che, nel 2013, è divenuta proprietà del Comune. A partire da settembre 2017, sarà avviata la rimozione dell’amianto dalle coperture dei fabbricati.
In attesa di concludere l’iter che definirà puntualmente la futura destinazione urbanistica delle aree, si vuole quindi rivitalizzare il territorio creando le condizioni per l’insediamento di nuove attività produttive, sociali e sportive.  È online da oggi, sul sito del Comune (www.comune.milano.it/bandiportodimare) il bando indirizzato a soggetti privati, associazioni e fondazioni per l’assegnazione in uso temporaneo (per un periodo fino a 6 anni) di quattro particelle di territorio. Si tratta di fabbricati o edifici fino a poco tempo fa occupati abusivamente da società che non hanno voluto regolarizzare la propria posizione e tornati nelle disponibilità dell’Amministrazione dopo alcuni pronunciamenti giudiziari. I soggetti interessati dovranno presentare al Comune, entro il 12 ottobre 2017, una proposta progettuale.

Il recupero delle cascine

Questi interventi si aggiungono ad altri progetti di recupero insistenti sull’area di Porto di Mare. Il primo riguarda la riqualificazione di Cascina Nosedo, l’antica struttura rurale che, dopo anni di occupazioni abusive e il definitivo sgombero nel 2015, è destinata a diventare il punto di riferimento di un polo agricolo innovativo grazie al progetto OpenAgri finanziato dall’Unione Europea. Il secondo riguarda la Cascina Casottello, pronta a rinascere e trasformarsi in un centro culturale per il quartiere grazie a una convenzione d’uso per 15 anni stipulata con un operatore privato.
Il lavoro è imponente, ma siamo sicuri che Italia Nostra (CFU), con il supporto dei cittadini e le realtà attive sul territorio, riuscirà nella difficile impresa di rigenerare quest’area periferica e problematica.

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Il video del mese

Per il video del mese, abbiamo scelto di mostrare quello di una nuova forestazione di 5.500 alberi su un'area di 3,5 ettari, all'interno del fontanile nuovo di Bareggio: è un progetto che il Parco Agricolo Sud Milano ha realizzato insieme a Ersaf-Ente Regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste, con lo scopo di incrementare la biodiversità di quest'area di grande interesse naturalistico. In questo territorio, grazie alla mobilitazione dei sindaci e delle associazioni ambientaliste e degli agricoltori, si è riusciti a evitare la costruzione della Tangenziale ovest esterna (ci penserà Terna, con i suoi mega progetti di elettrodotti, a rendere meno attraente il paesaggio di quest'area del Parco Sud). Godiamoci il presente!

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