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Castello di Cusago, il restauro procede.
Ci sarà il rilancio del progetto Merito et tempore
che ne prevede un uso di attività socioculturali?

12 novembre 2017. Il castello di Cusago, già dallo scorso anno è tornato nella mani della famiglia Rappo, capofila de Il Castello di Cusago srl. E ha avviato i lavori di recupero della decadente dimora, che -pur nella sua magnificenza- da decenni era a rischio di crollo. Finalmente, e davvero sembra essere la volta buona, si è intervenuti per mettere in sicurezza il tetto, i cui buchi sono ormai enormi falle e poi si passerà al rifacimento della facciata rivolta sulla piazza. Il progetto era già pronto da anni, ma venne stoppato con l'arrivo della società Finscott che, nuovamente, si era fatta avanti, nel 2016, per acquisirne la proprietà. Finscott, già in precedenza, nel 2012 aveva annunciato di volere acquisire il bene e investire 20 milioni nel recupero di quella che fu tra le più prestigiose residenze dei Visconti, per trasformarlo in un polo di eccellenza del made in Italy, senza escludere la possibilità di farne la sede del Parco Agricolo Sud Milano. Ma poi non se ne fece niente. Come nuovamente è successo del 2016. 
Con il ritorno della proprietà alla società Il Castello di Cusago srl -la stessa cordata di imprenditori che nel 2003 aveva acquistato il maniero dall’immobiliare Coriasco- da fine marzo di quest'anno sono partiti i lavori di recupero. Che stanno riportando alla bellezza di un tempo l'antico maniero, bene architettonico di altissimo valore storico e culturale. Venne, infatti, realizzato nel 1350 da Bernabò Visconti come residenza di campagna, in un territorio fittamente boscoso e ottimo per le battute di caccia. Quando il Castello passò a Filippo Maria Visconti, vennero effettuati una serie di interventi strutturali che trasformarono l’edificio e venne realizzato un sistema di canali che permetteva di raggiungere Cusago da Milano esclusivamente via acqua. Al progetto di restauro ha collaborato l’architetto Alvise Reverdini, che ha seguito le fasi necessarie a ottenere il nulla osta dalla Soprintendenza di Milano.

Si prospetta il rilancio del progetto "Merito et tempore"?

Pur apprezzando l'iniziativa, va sottolineato che la società il Castello, nei tanti anni in cui ha posseduto il castello si è ben poco prodigata per la salvaguardia di questo bene storico-architettonico: fino a quando, nel 2014, Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago, era riuscita a coinvolgerla per trovare una soluzione comune e ridare splendore a quello che è il simbolo e l’orgoglio di Cusago.
Nel concreto, il progetto della sindaca avrebbe consentito di ottenere dalla proprietà il consenso alla cessione indivisa del 51% del Castello, creando i presupposti per accedere a finanziamenti pubblici (i beni tutelati dalla Sovrintendenza hanno diritto a fondi statali e/o regionali solo se di proprietà demaniale). Sarebbe poi seguita la nascita della Fondazione "Merito et tempore" (per merito e con il tempo), ovvero il motto degli Sforza, che avrebbe dovuto gestire le attività dapprima di messa in sicurezza dei tetti, e in seguito il recupero architettonico e l'avvio di attività socio-culturali.
Nei fatti, sempre operando insieme alla società proprietaria del Castello, il progetto era ormai giunto a una fase molto avanzata. 
Ma nel febbraio del 2016, durante il Consiglio comunale, in risposta alle interpellanze presentate da alcuni gruppi consiliari, veniva annunciato che: "La società Il Castello di Cusago srl, proprietaria del Castello Visconteo, comunica all’Amministrazione comunale di aver ceduto il 100% delle quote della società a un nuovo acquirente, cambiando radicalmente gli sviluppi del progetto che il Sindaco Daniela Pallazzoli aveva studiato insieme all’Amministrazione per dare un nuovo futuro al bene".
Grande fu la delusione dell'Amministrazione comunale, condivisa da tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio storico-culturale del nostro Paese, troppo spesso dimentico di queste ricchezze, come anche dell'art. 9 della Costituzione: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Pur con la profonda ferita causata dagli stop and go dei Rappo, la sindaca Pallazzoli ha riallacciato con la famiglia un dialogo che potrebbe sfociare nel ridare corpo al progetto fermato dall'arrivo della Finscott.
Intanto dobbiamo gioire per il il fato che castello stia riacquistando, almeno esteriormente, le antiche sembianze. Per merito e con il tempo...

 

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Il video del mese

Il video del mese è dedicato a uno dei tanti gioielli del Parco Sud: il santuario di Santa Maria alla Fontana, situato ai margini del comune di Locate Triulzi, feudo della famiglia nobile milanese Trivulzio Belgioioso. L’edificio, risalente al XVI - sec. XVII, si articola su tre piani, di cui due al di sotto del livello stradale, e presenta peculiarità costruttive che sono di grande interesse sia per la complessità delle fasi evolutive e l’ampiezza del periodo in cui sono avvenute (tuttora in studio) sia per la conoscenza dell’edilizia storica dell’intera regione a sud di Milano. Oggi, purtroppo, il paesaggio in cui il complesso è inserito non ha mantenuto i segni storici dell’uso del territorio (dalla regolazione delle acque ai percorsi di collegamento tra le costruzioni rurali, ecc). Una mega struttura commerciale è stata aperta. nei suoi pressi, distruggendo l'incanto di quanto circondava questo antico edificio ecclesiastico. Il video è stato realizzato da WebANTV.

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