Spesso, negli ultimi mesi
del 2007, i giornali si sono
occupati del Parco Agricolo
Sud Milano.
Alla fine di ottobre, per
tre giorni, le pagine di
“Repubblica” si sono
riempite di articoli sulla
emergenza di quel momento:
la proposta di modifica dei
confini del Parco agricolo
sud Milano avanzata dalla
Provincia di Milano, Ente
gestore del parco.
La bocciatura di questi
criteri da parte della
Regione Lombardia non ha
trovato analogo spazio
mediatico, sommersa dalla
contemporanea presentazione
di un progetto di legge di
modifica della legge
regionale sull’urbanistica
(LR12/05) che, se approvato,
avrà gravi ripercussioni
nella gestione delle aree
protette.
Il grande clamore mediatico
suscitato da questo progetto
di legge ha portato, da un
lato, alla sua sospensione
(se ne riparla alla fine di
gennaio 2008), dall’altro, a
far passare inosservata
l’approvazione in Giunta
regionale di un altro
progetto di legge, quello
per la revisione della LR
86/83, la legge sui parchi
lombardi.
Tutti questi temi sono tra
loro collegati. In queste
poche pagine di appunti
cerchiamo di fare il punto
della situazione che sta
diventando sempre più
preoccupante con una Regione
Lombardia che propone due
progetti di legge
pericolosi: il primo prevede
che, in tema di revisione di
confini, in caso di
contrasto tra un Comune e un
Parco, decide d'imperio la
Regione; il secondo, quello
di revisione della LR 86/83,
rendendo inevitabile la
modifica della legge
istitutiva del Parco
Agricolo Sud Milano, pone le
condizioni per una radicale
riscrittura del suo
perimetro.
Questo in un contesto in cui
la Presidenza del Parco
Agricolo Sud Milano propone
a sua volta dei criteri di
revisione dei confini per
soddisfare le esigenze
abitative trascurando quelle
che sono le finalità
istitutive del più grande
parco agricolo d'Europa.