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PDL e PD confermano in Provincia
la demenziale scelta
dell’outlet a Locate


Mercoledì 21 novembre, l’outlet di Locate è approdato alla Commissione consiliare Territorio della Provincia di Milano, su richiesta di Pietro Mezzi (Sel). Piccolo inciso fuori tema: mentre a Roma i malati di Sla continuavano la loro battaglia per un’assistenza dignitosa, nel cortile di Palazzo Isimbardi si notavano ancora auto e autisti dei nostri politici.
Chiusa parentesi.
A Locate, come ormai noto, il sindaco Severino Preli (PD) vuole un outlet su un’area di 305.000 mq, di cui 172.000 su una superficie ex industriale, mentre i restanti 133.000 si sviluppano su un’area agricola all’interno del Parco Sud, che dovrebbe comunque mantenere questa destinazione.

 

I motivi del dissenso

Riteniamo corretto e opportuno il recupero dell’ex area industriale, che, stando a fonti ben informate, avrebbe potuto, con minori traumi per il territorio, ospitare la nuova sede di Sky.
Si è arrivati invece a un progetto di outlet situato in un contesto che già pullula di centri commerciali e outlet (a Lacchiarella è in ampiamento il Girasole e a Segrate atterrerebbe quello più grande d’Europa, così come lo propagandano i fautori), con offerte merceologiche analoghe.
È evidente che i politici provinciali e regionali, nel propugnare questa scelta, hanno ignorato la realtà territoriale, scavalcando persino il semplice buonsenso.  
Un’ignoranza che si è palesata proprio nella scelta della localizzazione, ben lontana dalle grandi infrastrutture viarie, necessarie per convogliare i consumatori di un ampio bacino, come richiedono gli outlet. Se si fossero documentati con semplici informazioni a loro disposizione, come ha fatto l’associazione Parco Sud, avrebbero velocemente scoperto che tra le tante aree dismesse censite dalla Regione, a pochi km di distanza, a San Donato, c’è, per esempio, un terreno di circa 300.000 mq, proprio accanto all’autostrada. A Locate, pur raddoppiando la Statale Valtidone e sfondando il Parco con ulteriori varie rotatorie, ci sono ancora 5 km da percorrere per giungere alla meta.
È scontato che l’assessore al Territorio Fabio Altitonante, in aula ha invece ribadito la validità del progetto, sottolineando che questo porterà un milione di euro al Parco Agricolo e 15 milioni di oneri di urbanizzazione al Comune di Locate e soprattutto 500 nuovi posto di lavoro, più quelli dell’indotto.


500 posti di lavoro in campagna

Quanto è credibile questa promessa? 500 posti di lavoro erano quelli promessi anche per il Melilli outlet di Siracusa, aperto nel settembre 2011 dal medesimo imprenditore Carlo Maffioli, già coinvolto in Tangentopoli. Ecco cosa dichiarava costui durante la fase di realizzazione: “l’Outlet di Melilli, già in questa prima fase, creerà circa 500 nuovi posti di lavoro, tra personale interno alla struttura e indotto generato. Un’occasione importante per un territorio dalle grandi potenzialità. Queste tipologie di strutture offrono, infatti, buone opportunità di impiego, soprattutto per i giovani e per le donne, con numeri in controtendenza rispetto ai dati nazionali″. Peccato che Il Giornale di Sicilia del 2 novembre 2012 riporti questa notizia: “Ha chiuso da due settimane e gli ottanta lavoratori tra diretti ed indotto sono stati licenziati. Il Fashion District, l'outlet inaugurato in contrada Spalla, sul territorio di Melilli, nel settembre del 2011 è rimasto aperto poco più di un anno”.

 

Un dissenso nel PD

I purtroppo sempre solitari consiglieri Pietro Mezzi di Sel, Massimo Gatti Lista un’Altra Provincia – Rifondazione Comunista – PdCI e Luca Gandolfi dell’Idv hanno ribadito che questa struttura non serve, non crea occupazione, peggiora il traffico e crea un altro precedente: infatti, “Dopo gli accordi di programma su Rosate e Vignate -spiega Mezzi- l’assessore Altitonante aveva affermato che non si sarebbero più verificate occasioni analoghe di modifica dell’integrità del Parco per consentire insediamenti”. Decisione politica sottoscritta anche dall’Assemblea dei Sindaci del Parco Sud lo scorso 15 giugno, dopo avere votato a favore dello stralcio di Vignate.
Come si è espresso il PD? Il capogruppo nonché responsabile Infrastrutture e trasporti del PD nazionale Matteo Mauri, si è speso a favore. Ancora una volta, fortunatamente, si è assistito a un (uno) “dissenso” interno al PD: Arturo Calaminici ha invece ha espresso serie perplessità, soprattutto in merito alla localizzazione del progetto.

Commenti  

#4 Davide Rizzo 2013-04-28 13:54
"La Repubblica [...] tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico
della Nazione", come ricorda l'articolo 9 della Costituzione Italiana, nella sezione dedicata ai principi fondamentali.

Non v'è promessa occupazionale che possa tenere di fronte allo scempio continuo dell'Italia.

13,3 ha corrispondono a quasi due aziende agricole italiane medie (dati ISTAT 2010). Senza contare i cambiamenti di uso del suolo indotti da tale colata di cemento.

Ecco la petizione per dire no a questo ennesimo scempio della nostra 'res pubblica': http://www.avaaz.org/it/petition/Fermiamo_il_nuovo_outlet_nel_cuore_del_parco_agricolo_sud_Milano/?cisBtbb
#3 Enzo 2012-11-23 23:04
Non si tratta di un semplice paragone con un paesello del siracusano, non dovrebbe passare inosservato che, l'operatore in questione è lo stesso quindi, quei cinquecento posti di lavoro promessi, in un contesto dove, nel raggio di venti chilometri abbondano strutture commerciali molto simili fra loro, quei 500 posti non è difficile pensare che rimangano promesse per acchiappare voti facili, visto peraltro le scadenze elettorali prossime, non si tratta di non considerare l'importanza del bisogno di lavoro ma, allora perchè gli amministratori pubblici del territorio non si sono battuti per impedire la cancellazione anche fisica, dello Stabilimento Saiwa che produceva biscotti dal 1965 in un contesto di reale rispetto ambientale del territorio.
#2 Giuseppe 2012-11-23 20:01
Paragonare l'hinterland di Milano a un paesello del siracusano come metro di paragone per l'eventuale insuccesso dell'operazione mi pare molto azzardato. Vorrei sottolineare infine che un Outlet non è un Centro Commerciale ma ben altra cosa. Se poi ognuno soffre della sindrome di Nimby allora delocalizziamol o oltre confine...insie me ai 500 posti di lavoro e agli oneri di urbanizzazione
#1 Fabio Corgiolu 2012-11-23 16:30
D'accordo su tutta la linea tranne che sull'ipotesi di eventualmente rilocalizzare questa struttura a San Donato M.se. Credo che questa cittadina alle porte di Milano abbia bisogno di molte cose ma non certo di una nuova struttura commerciale, da realizzarsi peraltro su aree attualmente verdi, benché vi abbiano già attribuito dei diritti edificatori terziari.

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Il video del mese

Eccoci a Cusago, uno dei 61 comuni del Parco: un breve racconto per immagini che sintetizza i motivi per cui vale la pena fare una visita in questo piccolo centro a pochi passi da Milano: un territorio dal marcato carattere agricolo immerso nel verde del Parco Sud, tra campagne, fontanili e numerose cascine ancora attive, con due monumenti di grande interesse storico-artistico come il Castello Visconteo, edificio-simbolo del paese ora in attesa di recupero (il restauro del tetto è già a buon punto), e la chiesa trecentesca di Santa Maria Rossa, nella frazione di Monzoro. Il video è un’iniziativa di promozione territoriale voluto da Proloco e Amministrazione comunale di Cusago.

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