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Buccinasco, il Castello ha cavalieri che vogliono salvarlo

castello bucinasco

Una storia d’amore per il proprio territorio. È questo il messaggio che arriva da Buccinasco, dove per salvare il Castello Visconteo, costruito a fine 1300, associazioni locali e cittadini si sono “autotassati” per contribuire al ricorso al TAR che Legambiente intende fare contro il Piano di Recupero approvato dal commissario prefettizio Francesca Iacontini.

Dal marzo 2011, infatti, in seguito all’arresto del sindaco Cereda per reati di corruzione e falso pubblico, la Iacontini amministra il Comune: le prossime elezioni di maggio designeranno il nuovo sindaco.
Per la cronaca, sono circa 29mila gli abitanti del Comune: chi andrà a votare dovrà scegliere tra 7 candidati sindaci,  sostenuti da 16 liste. Un’abbondanza degna degli scaffali del dentifricio al supermercato. Evidentemente, Buccinasco, rinominata la Platì del Nord per la forte infiltrazione di cosche della 'ndrangheta, per scrollarsi di dosso questa nomea, ha sentito la necessità di evidenziare i molti anticorpi presenti nel Comune per sconfiggere la criminalità organizzata.
Tornando al Castello, occorre evidenziare che il Commissario straordinario (pur se in teoria dovrebbe occuparsi semplicemente dell’ordinaria amministrazione) ha approvato un progetto di reinsediamento residenziale senza preoccuparsi di ottenere prima il parere obbligatorio e vincolante del Parco Agricolo Sud e nemmeno l’autorizzazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per restaurare il Castello e la chiesetta San Michele, anch’essa risalente alla fine del 1300.


Il Piano di recupero approvato dal Commissario straordinario prevede la realizzazione di ben 67mila metri cubi d’immobili, quasi il doppio di quanti ne avrebbe in programma il Piano Regolatore Generale vigente, e decisamente troppi per un borgo agricolo. Ma c’è di peggio: l’area di Buccinasco Castello è integralmente all’interno del perimetro del parco Sud e a nessuno, neppure a un Commissario, è consentito ignorare i vincoli di un parco. A poca distanza dal futuro insediamento residenziale, poi, esiste un’azienda agricola che rischia di soccombere di fronte all’assalto del cemento. “È necessario fermare tutto e ripensare a Buccinasco Castello con più calma –dichiara Giovanni Pisati, presidente del Circolo Legambiente Il Fontanile di Buccinasco e Corsico-.
Il nuovo Consiglio comunale dovrà prima discutere e approvare il Piano di Governo del Territorio, di cui Buccinasco è ancora privo, all’interno del quale troverà la giusta collocazione anche il recupero di Buccinasco Castello.
“Ci auguriamo –commenta Paolo Lozza di Legambiente- che anche il nuovo direttore del Parco Agricolo Sud Milano promuova un ricorso al TAR. Il Parco Sud non può permettersi di perdere questi gioielli architettonici che preservano e raccontano la nostra storia”

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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