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L'Inter vuole il suo stadio
"preghiamo" che non sia
a San Donato Milanese

L'Inter vuole uno stadio tutto suo. Sul dove le ipotesi non mancano: dopo mesi e mesi di indiscrezioni, rimangono sul tavolo tre localizzazioni: Assago, Rho e San Donato Milanese.
Non entriamo nel merito della necessità che ogni squadra di calcio debba avere il proprio stadio, considerato che San Siro è sufficientemente capiente per ospitare due squadre del calibro di Milan e Inter, oltre a eventi di ogni genere.

Ma evidentemente il business c'è: infatti, la struttura sportiva sarà arricchita da centro commerciale, palestre e altri servizi di attrazione che richiameranno ogni giorno tifosi e non. Non è un caso che il presidente dell'Inter Moratti stia valutando diverse opzioni di finanziatori dall'estero. E neppure manca l'appoggio dei tifosi, convinti che uno stadio targato Inter dia maggiore forza e ritorni d'immagine alla squadra.
San Donato sembra essere la location preferita da Moratti: l'area di 300 mila mq è prospiciente al tratto autostradale che proviene da Melegnano e non è lontano dagli svincoli con la tangenziale est.
Sulla carta un luogo ideale, ma a San Donato non tutti la pensano così: la cittadina vede già ogni giorno l'afflusso di ben 22mila pendolari, di cui l'80% arriva in auto. Il traffico e l'inquinamento sono dunque tra le maggiori preoccupazioni di chi qui vive.
A questo si aggiunga la preoccupazione per la perdita di un'area verde e in parte agricola, intorno alla Cascina San Francesco dell'Accessio (gioiello dell'architettura rurale, purtroppo in grave stato di degrado). E, fatto ancor più emblematico, la vicinanza con l'antica abbazia di Chiaravalle, al centro del progetto di valorizzazione La valle dei monaci, che intende rivitalizzare il turismo religioni e non, lungo l'asse del corso d'acqua Vettabbia, che scorre nel Parco Agricolo Sud Milano.
L'antitesi tra i due progetti è evidente. Spiritualità e tifo mal si conciliano.

In un recente incontro promosso dall'Associazione Parco Sud Milano, con il Wwf Sud Milano, Italia Nostra Sud Est Milano, Salviamo il Paesaggio e forze politiche locali, si è deciso di costituire un gruppo di valutazione che, come prima mossa, ha chiesto l'accesso agli atti amministrativi del Comune, per valutare se il progetto del nuovo stadio risponda alle destinazioni urbanistiche di San Donato.

(2 marzo 2013)

Commenti  

#3 Giuliana 2013-04-12 14:20
Buongiorno,
mi hanno detto che il 23 aprile sera ci sarà una riunione a Chiaravalle per un aggiornamento circa questo folle progetto, che avrebbe un impatto allucinante sulla nostra bella zona del Parco Agricolo Sud/Poasco e non solo : qualcuno ne sa qualcosa?
Grazie molte.
Giuliana
#2 Lorenzo 2013-03-18 10:06
Ho da tempo letto sugli articoli della stampa locale che ci sarebbe già un progetto delineato, come Associazione sapete qualcosa? Se fosse reperibile in rete sarebbe più semplice farsi un'dea.
#1 bruna guiotto 2013-03-11 18:35
Le destinazioni urbanistiche si possono eventualmente cambiare se c'è la volontà politica per farlo. In ogni caso l'impatto di questo stadio sarebbe devastante sotto tutti i punti di vista: alterazione del paesaggio e definitiva rovina della cascina, già in fase di avanzato degrado, con una storia che risale al 1500; inquinamento atmosferico in una zona già altamente critica; nuove infrastrutture viarie e ulteriori speculazioni immobiliari.

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A sud-est di Milano sorgono, da secoli, le abbazie di Viboldone e di Chiaravalle. Lo spazio che separa questi due luoghi di meditazione e preghiera, un tempo, era formato da fertili campi, fontanili e marcite. Accanto alla struggente bellezza dei luoghi, ripresi in banco e nero nel periodo autunnale, all’improvviso si scopre lo stridente contrasto del mondo di oggi: la pace, il silenzio, la bellezza scompaiono. Inghiottiti dalla modernità. Ringraziamo Adriano Carofali, che esprime anche così l’amore per la “sua terra”. Già nel 2000, infatti, ha collaborato alla realizzazione fotografica del volume “Il Parco agricolo sud Milano”, curato da Gianni Beltrame.

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