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Maroni insiste per la cava a Vanzago
E ora ricorre al Consiglio di Stato
Ma il Comune da anni gli nega il consenso

28 gennaio 2018. Errare è umano, perseverare… Il vecchio adagio sugli errori commessi e sulla continua loro perpetrazione viene citato nel titolo del comunicato del Comune di Vanzago perché risulta incomprensibile l’insistenza con la quale Regione Lombardia persevera nel voler inserire l’area in Vanzago adiacente a Valdarenne e Mantegazza (nel Parco Sud) nell’Ambito territoriale estrattivo “g7” (in seguito ATEg7) localizzato in Pregnana.
L’11 gennaio 2018, infatti, è stato notificato all’avvocato del Comune di Vanzago il ricorso al Consiglio di Stato firmato dal Presidente Pro Tempore di Regione Lombardia, Roberto Maroni, contro la sentenza n° 2125/2017 del 10.11.2017 del Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia Sezione Quarta, sentenza che diede piena ragione al Comune di Vanzago in merito alla difesa del territorio dell’Ambito Territoriale Estrattivo di cava ATEg7 presente nel Parco Agricolo Sud Milano nella zona che lambisce Valdarenne e Mantegazza.
Cosa deve fare un Comune per difendere i priori cittadini e il proprio territorio, in particolare quello più pregiato inserito nel Parco Agricolo Sud Milano e nel corridoio della Rete Ecologica Regionale che si collega all’Oasi del WWF, dalleattività di escavazione e, nell’ultimo decennio, anche quelle di trattamento delle terre e rocce da scavo e di recupero di rifiuti inerti?
Come mai Regione Lombardia ha così tanto interesse nell’inserire questi 83.000 mq situati in Vanzagonel Piano delle Cave, dopo che vari enti e vari gradi di giudizio hanno stabilito che non v’è motivo perché tale area sia inserita nell’ATEg7?
Perché i cittadini di Vanzago devono spendere decine di migliaia di euro in processi per far fronte agli errori di Regione Lombardia, quando sarebbe più opportuno che Regione Lombardia rispettasse il nostro territorio?

Breve cronistoria della vicenda

- nel 2004 l’allora Provincia di Milano adottò un Piano Cave senza alcuna area in Vanzago
- nel 2006 Regione Lombardia, con propria delibera di consiglio VII/166/2006 –senza coinvolgere né Provincia né Comune –
estese il Piano Cave con l’ATEg7 in Vanzagoper soddisfare gli interessi del privatoche svolgeva attività di escavazione in Pregnana Milanese.
Per inciso, si noti che l’escavazione avrebbe dovuto terminare con la riqualificazione nel 2010, in base al convenzionamento con il Comune di Pregnana Milanese -nel 2009 anche il Tribunale di Rho e poi nel 2010 quello di Milano dichiararono impossibile svolgere attività estrattiva nella parte del territorio di Vanzago nella fascia di 150 m vicina alle abitazioni, dando ragione ad un privato che si è dovuto rivolgere ai giudici per difendere la propria salute-dopo lungo penaree vari elotte giudiziarie, con sentenza n. 3473/2012 il 13 giugno 2012 il Consiglio di Stato diede piena ragione al Comune di Vanzago e annullò le modifiche al Piano Cave introdotte dalla Regione Lombardia.
Il Consiglio di Stato così si esprime nella sentenza:
Si è già esposto, in punto di fatto, che mentre la formulazione originaria del piano adottato in sede provinciale non contemplava attività estrattiva nell'ambito del territorio del Comune di Vanzago, la Giunta regionale, in sede di approvazione finale, in accoglimento dell'osservazione presentata dalla ditta Eredi Bellasio Eugenio s.n.c., ha incluso nell' ATEg7, che, prima della modifica, ricadeva in via integrale nel territorio del Comune di Pregnana Milanese, un 'area estesa mq 83.000 ubicata nel territorio del Comune di Vanzago.
-finalmente il 25 marzo 2014, con deliberazione n. X/343, il Consiglio Regionale della Lombardia ha definitivamente stabilito che l’ATEg7 non comprende l’area sita in Comune di Vanzago, di fatto correggendo “l’errore” fatto nel 2006;
-non soddisfatta di questa decisione, l’impresa Bellasio presentò nel 2014ricorso al TAR Lombardia per annullare
tale decisione e tornare così a cavare in Vanzago;
- il TAR, con sentenza n° 1407/2015, confermò l’impossibilità di estendere l’ATEg7 in Vanzago, ma accolse solo il 7°, motivo di lamentazione dei Bellasio poiché la Regione non aveva motivato adeguatamente l’esclusione anche per il solo stoccaggio;
- per correggere questo errore, Regione Lombardia nel febbraio 2016 approvò la Deliberazione di Giunta n°4795/2016 e riallargò l’ATEg7 in Vanzago, limitando l’area al solo stoccaggio di materiale di cava e tracciando l’area inibita a qualsiasi attività di cava a 150 metri dalle case
- a questa scelta errata della Regione il Comune di Vanzago fece ricorso al TAR a fine 2016 e, come anticipato, nell’ottobre 2017 il TAR diede ancora torto alla Regione poiché aveva errato nuovamente.

Sulla gestione dell’ATEg7è imbarazzante elencare la sequela di errori di Regione Lombardia, in particolare:

- nel 2004;
- 2006 per aver introdotto Vanzago nell’ATEg7, errore corretto solo nel 2014 dopo tanta fatica e vari gradi di giudizio;
- nel 2013, non citata dal Comune di Vanzago nel lungo iter burocratico, anche l’Ente Parco Agricolo Sud Milano deliberò all’unanimità la il rigetto della richiesta di ampliamento della cava, con anche queste motivazioni: “un indubbio beneficio alle località Mantegazza e Valdarenne di Vanzago, che si trovano a un centinaio di metri dal perimetro dell'ATE, ma avrebbe anche effetti positivi di carattere ambientale in quanto l'area circostante è un'area di notevoli potenzialità ecologiche, ma anche affetta da criticità ambientali.
Il Sito di interesse comunitario Oasi di Vanzago si trova infatti a meno di 800 metri a nord, pertanto sarebbe importante incrementare le connessioni ecologiche tra l'Oasi e le aree del Parco Agricolo Sud Milano, poste a sud di essa o, quanto meno incrementare il valore ecologico e la biodiversità delle aree più prossime all'Oasi.Va inoltre ricordato che immediatamente a nord della Cava Cascina Madonnina (ATEg7) si estende un importante elemento di degrado rappresentato dall'ex cava, ex discarica di Valdarenne. Le due aree, praticamente confinanti creano un unico grande elemento di criticità ambientale. Va infine sottolineato che la Provincia di Milano ha adottato il Piano cave senza prevedere l'inclusione dell'area in Vanzago; tale area non appare necessaria al fine del raggiungimento degli obiettivi del Piano cave in relazione al soddisfacimento dei fabbisogni stimati di sabbia e ghiaia. Se ciò era vero nel 2004, al momento dell'adozione del Piano cave, è ancora più vero oggi in considerazione del fatto che gli obiettivi del piano cave sono ancora lontani dall'essere raggiunti ed in particolare per l'ATEg7 per il quale non vi è ancora un progetto di gestione produttiva approvato”.
- nel 2014 per non aver sufficientemente motivato l’esclusione della possibilità di stoccare materiale di cava in Vanzago, errore acclarato nel 2015;
- nel 2016 per aver reintrodotto una seconda volta nell’ATEg7 il territorio di Vanzago, seppur per il solo stoccaggio
Nonostante questi errori, Regione Lombardia insiste nuovamente nel 2018 per chiedere ragione al Consiglio di Stato che –di fatto– si possa reinserire Vanzago nell’ATEg7.
Il Comune di Vanzago è fermamente contrario all’ampliamento sul proprio territorio delle attività della cava situata in Pregnana, sia per l’attività estrattiva sia per l’attività di deposito di materiali di cava sia per il deposito di rifiuti.
Non è possibile permettere ad una cava di lavorare in questa maniera e realizzare cumuli alti fino a 10 metri, creando rumori e polveriche si diffondono, specialmente nelle giornate secche o ventose, sulle case che si trovano a Mantegazza e Valdarenne ad una distanza inferiore ai 500 metri dai cumuli stessi, per non parlare degli altri disagi per l’ambiente.
L’auspicio è che:
- il Consiglio di Stato respinga il ricorso di Regione Lombardia riportando definitivamente lo strumento pianificatore al 2004 –ben 14 anni fa –quando Vanzago non era inserito dall’ATEg7;
- il nuovo Piano Cave, che la Città Metropolitana di Milano sta realizzando e che entrerà in vigore dopo il 2019, limiti definitivamente l’ATEg7 solo in Pregnana Milanese;
- la ditta Eredi di Bellasio E. rimuova al più presto i depositi di terre e rifiuti abbandonati in Vanzago e sia obbligata a riqualificare tutta l’area, riportandola alla sua destinazione agricola all’interno del Parco Sud.

Assolutamente d'accordo con l'amministrazione di Vanzago. Alzi la mano chi è contrario (a parte Maroni e la Eredi di Bellasio E.)!

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Il video del mese

Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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