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Ancora una roggia intubata:
questa volta il merito va a Pieve Emanuele 

Questa volta si sfiora il paradosso: il comune di Pieve Emanuele va a riqualificare la strada di via Roma che, contornata da rogge, collega il centro storico con la nuova stazione ferroviaria. L’idea è bella: una pista ciclabile con sede protetta del traffico automobilistico ed illuminazione ad hoc per permettere ai ciclisti-pendolari di andare e venire in tutta sicurezza.
Nulla da eccepire quindi su questa amministrazione sensibile, che ha recentemente ha addirittura intitolato la piazza della stazione ferroviaria al Parco Agricolo Sud Milano. Ma ecco palesarsi, sul finire dell'estate, a lato della strada, imponenti tubi di cemento. Tranquilli -ci viene detto- nessuna volontà di coprire la derivazione della Roggia Corio, che corre parallela alla pista ciclabile: c’è solo qualche tratto che, nell’installare i pali della luce, ha dato segni di cedimento. Qualche rinforzo alle sponde, nulla di preoccupante.
Se non che, la scorsa settimana, in due tratti lunghi nel complesso quasi 200 metri, i tubi sono calati in acqua e in una porzione vengono interrati con materiale incoerente contenente macerie.

Ingegnere amante del cemento

Sindaco e assessore all’Ambiente di Pieve sono quasi caduti dalle sedie: non era questo quanto programmato con il direttore dei lavori e capo dell’Ufficio Tecnico. Quest’ingegnere, A. G., dev’essere un tecnico che crede fermamente nel cemento, trascurando bellamente il valore paesistico e naturalistico di un corso d’acqua che scorre nel verde tra una pista ciclabile e un piccolo parco urbano (vedi foto sotto).
Ora però, oltre al contrasto sia di ambientalisti sia degli amministratori, l’ingegnere si trova di fronte anche un rapporto delle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie), che sono accorse alla chiamata della nostra sentinella Tony Bruson.
Il verbale conterrebbe rilievi specifici e stringenti come, ad esempio, quelle che evidenzia come nel tratto in questione del corso d’acqua siano presenti pesci ed avifauna, destinati a una brutta fine se i lavori proseguiranno. Inoltre, è incomprensibile la ragione per cui non si siano scelti interventi di rimodellamento e rafforzamento delle sponde meno invasivi. Non sarebbe infine neppure chiaro che tipo di materiali siano stati usati nella copertura.

Capitano tutte alle acque della Corio

Non è la prima volta che scriviamo su questo sito della roggia Corio, ripetutamente oggetto di casi di inquinamento nel Comune di Assago e, anche qui, con progetti di copertura, perché così credono di risolvere il problema.
Come associazione abbiamo seguito passo passo l’evolversi del problema e abbiamo apprezzato gli sforzi, in particolare del CAP (Consorzio Acque Potabili) per eliminare gli scarichi inquinanti in questo corso d'acqua.
Ora (o dovremmo dire al momento) le acque di questa roggia corrono pulite e ricche di vita sino a Pieve Emanuele e non meritano di essere intubate per smanie cementiste.
Ripetiamo ancora una volta quanto qui scritto nel maggio scorso: non è accettabile che mentre a Milano si discute sul riscoprire i Navigli, nell’hinterland ci si adopera a coprire le rogge, chee arricchiscono la bellezza del paesaggio e sono fondamentali per l'agricoltura.
Chiediamo un po’ di sensibilità anche agli uffici tecnici. Oppure parleranno le carte bollate e gli avvocati.
5 ottobre 2016

AGGIORNAMENTI  

Su questo post abbiamo scritto che “Sindaco e assessori sono quasi caduti dalle sedie” quando hanno visto i lavori di intubamento della roggia su via Roma a Pieve Emanuele.

Il documento pubblicato dal consigliere M5S Gregorio Mammi dimostra inequivocabilmente che non è così.

Lo ringraziamo per la smentita e ci scusiamo con i lettori per il nostro errore, frutto di una raccolta di informazioni parziale. La prossima volta terremo gli occhi “più” aperti.

6 ottobre 2016

 

 

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Il video del mese

Il video del mese è dedicato al Parco agricolo del Ticinello (nel Parco Sud), nell’area di piazzale Abbiategrasso, con metropolitana rossa: è un luogo dove poter anche vivere l’estate con musica, balli, pittura e passeggiate e soprattutto 88ettari di verde e alberi: un vero patrimonio salvato dalle lunghe mani di Ligresti, che avrebbe voluto farne luogo di orrendi palazzoni. Lo evidenziamo soprattutto per chi dovesse passare l’estate a Milano… e avesse voglia di vivere la natura, almeno per qualche ora. Ma sono tantissimi i posti per vivere l’estate a Milano. Dove informarsi per scoprire i tanti luoghi ricchi di bellezze naturali e storiche del nostro meraviglioso mondo? Nei numerosi Punti Parco: se visitate il nostro sito - www.assparcosud.org - trovate l’elenco aggiornato.

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