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Lacchiarella, manufatti ricchi di storia rurale
saranno abbattuti per l'avidità di immobiliaristi
e con l'assenso del Comune

Un progetto di recupero di cascine che ha trasformato Villamaggiore in un lussuoso borgo, del tipo di Cascina Vione a Basiglio, ma ancor più fuori mano. Ambedue, però, non sono stati ben recepiti dal mercato: ovvero, le case o le ville, sono rimaste invendute, nonostante i prezzi al mq siano stati praticamente dimezzati.
Ora la società Milano Logistica -50% gruppo Gavio/50% Fincedi (della lega delle cooperative, tra cui Coopsette)- ha chiesto al comune di Lacchiarella una variante al progetto del Borgo di Villamaggiore, riducendo i lotti di costruzione e riducendo da 47 a 27 le edificazioni, mantenendo comunque la stessa superficie.
Ma in questa variante, concessa in luglio dall'amministrazione di Lacchiarella, vi è una cancellazione di un pezzo di storia: il pregiato edificio denominato la Barchessa (un tempo deposito di attrezzature agricole), che nel progetto originario avrebbe dovuto essere adibito a residenziale, mantenendo la struttura esterna nelle sue fattezze, verrà invece demolito. Nella variante, infatti, si legge: "Sul lotto 1, su cui insiste l'edificio agricolo denominato "la Barchessa", ormai in fase di evidente degrado, viene mantenuto libero da nuove edificazioni e si propone di mantenere solo la traccia dell'esistenza mediante la conservazione delle murature perimetrali sino ad un'altezza adeguata in modo da garantire la memoria storica del manufatto".

Degradato a chi?!?

Lasciamo valutare a voi quanto sia degradato l'edificio riportato nella foto, scattata questa mattina nel nostro sopralluogo. Inoltre, da fonti certe, abbiamo appreso che per "conservazione delle murature perimetrali sino ad un'altezza adeguata" si intende demolire tutto ciò che è al di sopra dei 2/3 metri!
Per noi è inaccettabile che un edificio di tali fattezze e maestosità -per quanto non tutelato dalla Soprintendenza- venga abbattuto per non mettere mano a un recupero che realmente mantenga viva la memoria storica del manufatto.
Dopo avere lucrato con appartamenti e ville, varrebbe proprio la pena di destinare un piccolo obolo per salvare la Barchessa.

 

La lunga storia di Villamaggiore, in breve (dall'archivio della Soprintendenza)

Comune di Villa Maggiore sec. XIV - 1757
Negli “Statuti delle acque e delle strade del contado di Milano fatti nel 1346” Villa Maggiore risulta incluso nella pieve di Decimo e viene elencato tra le località cui spetta la manutenzione della “strata da Siptiano” come “el locho de Vimaiò” (Compartizione delle fagie 1346).
Nei registri dell’estimo del ducato di Milano del 1558 e nei successivi aggiornamenti del XVII secolo Vila Maggiore risulta compreso nel vicariato di Binasco (Estimo di Carlo V, Ducato di Milano, cart. 4 e 5).
Dalle risposte ai 45 quesiti della giunta dl censimento del 1751 emerge che il comune contava 366 anime ed era amministrato dal solo console, responsabile dell’ordinaria amministrazione degli affari della comunità e tutore dell’ordine pubblico. La comunità non era assistita nè da un cancelliere nè da un esattore poichè le imposte venivano pagate direttamente presso le casse della provincia dall’unico grande possessore.
A metà del XVIII secolo il comune era sottoposto alla giurisdizione del vicario della Martesana, presso la cui sede di Vimercate il console era tenuto ogni anno a prestare l’ordinario giuramento.
Comune di Villa Maggiore 1757 - 1797
Nel compartimento territoriale dello stato di Milano (editto 10 giugno 1757) il comune di Villa Maggiore risulta inserito nel vicariato di Binasco, compreso nel ducato di Milano.
Con il successivo compartimento territoriale della Lombardia austriaca (editto 26 settembre 1786 c) il comune, sempre compreso nel vicariato di Binasco, venne trasportato nella provincia di Pavia, delegazione XV.
In forza del nuovo compartimento territoriale per l’anno 1791, il comune di Villa Maggiore rimase nel vicariato di Binasco, incluso nel XXII “distretto censuario” della provincia di Milano (Compartimento Lombardia, 1791).
Comune di Villa Maggiore 1798 - 1811
Con la legge 20 marzo 1798 di organizzazione del dipartimento del Ticino (legge 30 ventoso anno VI) il comune di Villa Maggiore venne inserito nel distretto di Binasco.
In seguito alla successiva legge 26 settembre 1798 di ripartizione territoriale dei dipartimenti d’Olona, Alto Po, Serio e Mincio (legge 5 vendemmiale anno VII), Villa Maggiore fu trasportata nel dipartimento d’Olona, distretto di Melegnano.
Il comune, in forza della legge 13 maggio 1801 di ripartizione territoriale della Repubblica Cisalpina (legge 23 fiorile anno IX), venne poi incluso nel distretto II del dipartimento d’Olona, con capoluogo Pavia.
Con l’attivazione del compartimento territoriale del Regno d’Italia (decreto 8 giugno 1805 a) il comune di Villa Maggiore restò a far parte del distretto II di Pavia, inserito nel cantone IV di Binasco: comune di III classe, contava 280 abitanti.
Secondo quanto disposto dal decreto di aggregazione e unione dei comuni del dipartimento d’Olona (decreto 4 novembre 1809 a) Villa Maggiore rimase nel cantone IV del distretto II di Pavia: gli abitanti nel frattempo erano diventati 320.
Con il successivo decreto di concentrazione e unione dei comuni del dipartimento d’Olona (decreto 8 novembre 1811) il comune di Villa Maggiore venne soppresso e aggregato al comune di Gnignano, incluso nel distretto II di Pavia, cantone IV di Landriano.
Comune di Villa Maggiore 1816 - 1844
Con il compartimento territoriale delle province lombarde del regno Lombardo-Veneto (notificazione 12 febbraio 1816) il ricostituito comune di Villa Maggiore venne inserito nella provincia di Pavia, distretto VI di Binasco.
Nel successivo compartimento territoriale delle province lombarde (notificazione 1 luglio 1844) Villa Maggiore risulta aggregata al comune di Lacchiarella.

4 novembre 2016

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Il video del mese

Il video del mese è dedicato al Parco agricolo del Ticinello (nel Parco Sud), nell’area di piazzale Abbiategrasso, con metropolitana rossa: è un luogo dove poter anche vivere l’estate con musica, balli, pittura e passeggiate e soprattutto 88ettari di verde e alberi: un vero patrimonio salvato dalle lunghe mani di Ligresti, che avrebbe voluto farne luogo di orrendi palazzoni. Lo evidenziamo soprattutto per chi dovesse passare l’estate a Milano… e avesse voglia di vivere la natura, almeno per qualche ora. Ma sono tantissimi i posti per vivere l’estate a Milano. Dove informarsi per scoprire i tanti luoghi ricchi di bellezze naturali e storiche del nostro meraviglioso mondo? Nei numerosi Punti Parco: se visitate il nostro sito - www.assparcosud.org - trovate l’elenco aggiornato.

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