Miracolo al castello di Cusago
Al via i lavori per la messa in sicurezza
con il ritorno del vecchio proprietario

8 febbraio 2017. Dopo l'indesiderato ritorno in scena di Vincenzo Scotti, che nuovamente e vanamente ha tentato di diventare proprietario del maniero visconteo, dalla scorsa estate l'imprenditore, azionista di maggioranza della Finscott, ha di nuovo mollato la presa, rinunciando al perfezionamento dell'atto di vendita. E la famiglia Rappo, capofila de Il Castello di Cusago srl, ha ripreso in mano la disastrata dimora, che -pur nella sua magnificenza- da decenni è a rischio di crollo, a partire dai tetti.
Ma ecco che in questi giorni sono apparse delle transenne a cingere il castello: finalmente, e parrebbe essere la volta buona, si interviene per mettere in sicurezza il tetto, progetto già pronto da un paio d'anni, stoppato proprio con l'arrivo della Finscott. Ed è la seconda volta: Scotti, già nel 2012, aveva annunciato di volere acquisire il bene e investire 20 milioni nel recupero di quella che fu tra le più prestigiose residenze dei Visconti, per trasformarlo

in un polo di eccellenza del made in Italy, senza escludere la possibilità di farne la sede del Parco Agricolo Sud Milano. Ma poi non se ne fece niente. E la società Il Castello di Cusago srl -formata da una cordata di imprenditori che nel 2003 acquistò il maniero dall’immobiliare Coriasco- ben poco si è prodigata per la salvaguardia di questo bene storico-architettonico: fino a quando Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago, era riuscita, coinvolgendo la proprietà, a trovare la soluzione per ridare splendore a quello che è il simbolo e l’orgoglio di Cusago, ma anche patrimonio dell'Italia: il maniero, un tempo residenza “di delizia” dei Visconti e degli Sforza, è il fratello minore del più famoso Castello Sforzesco situato nel cuore della metropoli lombarda.

Ricucire i rapporti con i vecchi proprietari

Nel concreto, il progetto della sindaca avrebbe consentito di ottenere dalla proprietà il consenso alla cessione indivisa del 51% del Castello, creando i presupposti per accedere a finanziamenti pubblici (i beni tutelati dalla Sovrintendenza hanno diritto a fondi statali e/o regionali solo se di proprietà demaniale). Sarebbe poi seguita la nascita della Fondazione "Merito et tempore" (per merito e con il tempo), ovvero il motto degli Sforza, che avrebbe dovuto gestire le attività dapprima di messa in sicurezza dei tetti, e in seguito il recupero architettonico e l'avvio di attività socio-culturali.
Nei fatti, sempre operando insieme alla società proprietaria del Castello, il progetto era ormai giunto a una fase molto avanzata.
Ma nel febbraio del 2016, durante il Consiglio comunale, in risposta alle interpellanze presentate dai gruppi consiliari Tempo di Dialogo per Cusago e da Tradizione e innovazione per Cusago e Monzoro, veniva annunciato che: "La società Il Castello di Cusago srl, proprietaria del Castello Visconteo, comunica all’Amministrazione comunale di aver ceduto il 100% delle quote della società a un nuovo acquirente, cambiando radicalmente gli sviluppi del progetto che il Sindaco Daniela Pallazzoli aveva studiato insieme all’Amministrazione per dare un nuovo futuro al bene".
Grande fu la delusione dell'Amministrazione comunale, condivisa da tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio storico-culturale del nostro Paese, troppo spesso dimentico di queste ricchezze, come anche dell'art. 9 della Costituzione: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Speriamo che, pur con la profonda ferita causata dagli stop and go dei Rappo, la sindaca Pallazzoli possa riallacciare un dialogo con questi imprenditori e ridare corpo al progetto fermato dall'arrivo (casuale?) della Finscott.
Intanto godiamo del fatto che nel castello, fatto decadere dall'incuria dei proprietari susseguitesi negli anni, finalmente sono partiti i primi lavori di recupero.

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