Parchi Sud e Nord sono ora un unico ecosistema
Integrazione o fusione?
La parola ora ai Sindaci del Parco Sud

17 marzo 2017. Ieri il Direttivo del Parco Agricolo Sud Milano ha votato a grande maggioranza, unico contrario il sindaco della Lega Nord Ettore Fusco, la delibera di accettazione della proposta di un Ambito Territoriale Ecosistemico unico, la cosiddetta Macroarea 8 prevista dalla legge regionale 28/2016, al cui interno risultano inclusi il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco Nord. Le preoccupazioni per una fusione snaturante si sono sentite e come (vedi anche articolo precedente). Non è un caso che al documento iniziale siano state inserite delle prescrizioni -per quel che valgono, in quanto non impegnano la Regione- per non creare un ibrido, un’area protetta lontana dai cittadini e più permeabile agli interessi economici dei soliti noti. Ora la parola passa all’Assemblea dei 61 Sindaci del Parco Sud, che convocata per giovedì 24 marzo, alle ore 10.
Tornando alle preoccupazione del Direttivo dell’Ente Parco, tre sono gli indirizzi prescrittivi aggiunti al documento iniziale.
Il primo attiene al pericolo di snaturamento, e chiede la “salvaguardia delle rispettive vocazioni territoriali confermando le finalità già presenti nelle leggi istitutive vigenti”. E’ un punto importante proprio per il Parco Sud, che nella sua legge istitutiva descrive con precisione i suoi obiettivi, innanzi tutto la mission di valorizzare e tutelare l’agricoltura.
Il secondo punto si preoccupa del complesso tema del governo di un eventuale Parco unico metropolitano e vuole la “definizione di un modello di governance che assicuri nella composizione degli organi e nei pesi di rappresentanza tutte le realtà territoriali, sia istituzionali che di associazioni portatrici di interesse, e che confermi Città Metropolitana di Milano quale soggetto di garanzia della governance medesima; inoltre consideri la composizione ed il funzionamento dei suoi organi, capace di contemplare anche diverse ipotesi di aggregazione e integrazione dei parchi, che non siano necessariamente solo la fusione, purché coerenti con le finalità ed i dispositivi di cui alla L.R. 28/2016”. Insomma: integrazione e aggregazione dei due Parchi regionali in un unico ecosistema non significa necessariamente fonderli in una nuova area protetta, specie se non si troverà un equilibrio soddisfacente per tutelare la rappresentanza di tutti i soggetti attivi del vasto Parco Sud.
Il terzo e ultimo indirizzo riguarda le preoccupazioni economiche dei sindaci: “definizione di un modello di concorso finanziario alle spese di funzionamento, che non alteri le proporzioni di contribuzione dei comuni ad oggi vigenti in ciascun parco regionale”. Tanto per essere chiari: niente aumenti dei costi per le disastrate casse comunali.
Ora la parola passa all’Assemblea dei Sindaci del Parco Sud, convocata per il 24 marzo alle ore 10, nella sede della Città Metropolitana in via Vivaio a Milano, dove gli amministratori decideranno se approvare il documento, emendarlo ulteriormente o bocciarlo. Il fatto che nel Direttivo del Parco sia stato approvato a larga maggioranza dovrebbe essere un buon auspicio per la sua approvazione in assemblea. Sappiamo anche che la viceSindaca metropolitana Arianna Censi ha già incontrato i sindaci di centrosinistra, dando indicazioni a procedere in tal senso.


Il passaggio successivo sarà al Consiglio Metropolitano, che dovrà dire l’ultima parola prima della risposta ufficiale alla Regione, prevista entro il 18 aprile prossimo.
Abbiamo già espresso in tutte le sede, ufficiali e non, la nostra contrarietà ad una fusione a freddo, così come proposta dalla legge regionale, e apprezziamo gli sforzi fatti dai consiglieri del direttivo del Parco Sud per mettere dei paletti. Prosegue ora l’iter accelerato che andrà seguito passo passo, da cittadini e associazioni che vivono e sono attivi nel Parco Sud, perché il rischio di snaturamenti e deturpamenti è tutt’altro che ipotetico. Cerchiamo di esserci, chi può, giovedì prossimo in via Vivaio.

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