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Ennesimo incendio di rifiuti tossici
nel pavese, ma con ricadute ben più ampie
Che fanno le autorità? Buon anno alla diossina

4 gennaio 2018. È scoppiato poco dopo le 19 di ieri, in un magazzino abbandonato: all'interno c'erano anche scarti di materiale plastico e rifiuti vari. Cresce la paura per l'inquinamento e il vento porta porta con sé la diossina e ogni altra sostanza tossica. C'è il sospetto che l'incendio sia doloso. Questo oggi.
Ma i ripetuti incendi in Lombardia a impianti di smaltimento rifiuti o a capannoni abbandonati non sono una coincidenza. "Non passa inosservato il fatto che negli ultimi mesi ci sono stati, su tutto il territorio lombardo, diversi incendi, sempre a danno di aziende che trattano o stoccano rifiuti" diceva lo scorso settembre l'assessora regionale Terzi. Immagino che quella che difficilmente può sembrare una coincidenza, non sia passata inosservata nemmeno agli inquirenti".

Tutti dubitano dell'epidemia naturale di incendi, ma...

"Quello tra Mortara, Cortoleona e Parona purtroppo è un vero e proprio 'triangolo della diossina' in cui c'è un alto numero di imprese che lavorano nel settore dei rifiuti che operano con le modeste verifiche di Via". "Nessuno stupore quindi che proprio a Mortara - spiegava Paola Brambilla delegata WWF Lombardia - si sia sviluppato un incidente così grave su cui chiediamo un immediato monitoraggio da parte dell'Ispra per verificare i livelli di inquinamento da diossina. La società dell'impianto di Mortara è stata esclusa da Via (Valutazione di impatto ambientale) nel 2009".
Durante l'estate sono stati parecchi gli incendi sviluppatisi in depositi di rifiuti anche nel Milanese, tanto che Legambiente ha parlato di "strana epidemia di incendi".
Aggiungiamoci la raffineria dell'ENI a Sannazzaro (PV): è andata in fiamme nel dicembre 2016, febbraio 2017, giugno 2017. Bruciando e scaricando nell'aria sostanze tossiche, respirate da noi cittadini, ricadute nelle acque e nei terreni agricoli.

Chi paga tutti questi danni arrecati alla salute pubblica? Come verificare le relazioni di ARPA (irreperibili nel suo sito), che interviene sempre a posteriori per rilevare i livelli di spettanze tossiche nell'aria e nelle acque, ma poi non le pubblica nel sito. Ma soprattutto: dove sono i controlli, qual è la prevenzione rischi? Quali obblighi di tecnologie antincendio e abbattimento sostanze tossiche?

Cosa fanno politici, locali e regionali? In concreto: tutto come sempre e buon anno alla diossina!

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Il video del mese

. “Viboldone è un borgo di origini medievali nella campagna di San Giuliano Milanese. Accanto sorge anche l’abbazia, un capolavoro dell'architettura  gotico lombarda, fatta costruire e affrescare fra il XII e il XIV secolo dall'ordine monacale degli Umiliati. L'abbazia è uno dei complessi medievali più belli e importanti dell'intera regione: è ben tenuto dalle monache benedettine, ma il borgo del circondario è in totale degrado. Disabitato, anzi, deserto, con rogge e fontanili ridotti a fogne e discariche, i mattoni privi d'intonaco si sbriciolano, crollano i tetti, le strade malamente rattoppate, le cascine secolari sono abbandonate: un intero patrimonio edilizio con tutti i crismi per durare secoli, è invece lasciato all'incuria devastante. Un borgo fantasma dove le finestre non hanno più vetri ma solo lembi di plastica trasparente. Il panorama è di desolazione. Una vergogna, per una civiltà che si onora, quando fa comodo, di definirsi cristiana. Eppure, basterebbero pochi milioni d'investimento per sistemarlo…” scrive Roberto Schena, anche autore del video.

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