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La città dei 70 borghi: un libro di storie e foto
sulle tracce del mondo rurale in Milano
per mantenersi connessi alle nostre radici

31 gennaio 2018. Un libro di ricerca, di narrazioni e corredato da numerosissime fotografie: Roberto Schena passa dalle denunce del suo blog "il cielo su milano" al lavoro di (ri)scoperta di un volto di Milano assai poco conosciuto e, in qualche caso, segreto.
Con un paziente lavoro di anni, il libro fornisce un quadro preciso delle testimonianze della Milano rurale: cascine, chiese e interi borghi sono descritti senza retorica e con grande attenzione allo stato attuale, spesso tutt’altro che idilliaco. Parlano innanzi tutto le immagini, a colori o in bianco e nero, belle ed eloquenti. Interessante è anche l’uso delle sequenze temporali, che mettono a nudo l’avanzare del degrado negli anni oppure mostrano le ristrutturazioni effettuate, riuscite o meno.
Non si pensi comunque a una descrizione asettica: il testo racconta in maniera tutt’altro che impersonale lo stato dei luoghi e vi si trova un mix di storia, urbanistica e aneddoti, quest’ultimi pazientemente raccolti bazzicando i luoghi della memoria, come i bar di periferia. Si narrano così i borghi più noti come Baggio e le sue propaggini campagnole, come Assiano e Muggiano “con i fontanili più grandi e più belli di Milano”, quelli che tutti credono di conoscere come il borgo di Chiaravalle “il più bello e il più invidiato” e i luoghi conosciuti solo dagli abitanti dei quartieri limitrofi, come il Ticinello e via Selvanesco nel Vigentino o le cascine del Parco delle Risaie in zona Barona.
Schena si addentra alla scoperta di luoghi davvero poco noti ai più: all’ombra dei palazzoni di Gratosoglio rintraccia, ad esempio, i resti di un’abbazia dell’XI secolo, eretta dai monaci vallombrosani (studiosi di scienze naturali che ebbero tra i loro allievi persino Galileo Galilei). E non è certo l’unica sorpresa che riserva anche a coloro che conoscono (o credono di conoscere) bene il territorio: si scopre che a un tiro di schioppo dalla via Vigentina c’è il magnifico castello di Macconago -abitato da un privato e tenuto in ottime condizioni- con attorno un borgo malmesso e una chiesetta del ‘700 che ha meritato la copertina del libro. Sempre in zona, a Ronchetto delle Rane, nella chiesetta dedicata a San Pietro e Paolo ci mostra un ciclo di affreschi sulla vita di Pietro: ha richiesto pazienza poter trovare la chiesa aperta, in quanto il parroco la tiene serrata per paura dei furti (paura purtroppo non immotivata).
E  così, tra cascine e resti del passato, il libro invoglia a sfogliarlo e risfogliarlo e, più ancora, di andare a vederle di persona queste antiche testimonianze delle nostre radici. Evidenziamo, inoltre, che molti dei 70 borghi descritti si trovano nel Parco Agricolo Sud Milano.
Si può trovarlo in libreria a 25 euro, neanche tanto per le oltre 230 pagine, il grande formato e la carta di qualità adeguata a conferire efficacia alle numerose immagini.

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Il video del mese

Benvenuti al Parco di Muggiano: 22 ettari di boschetti, prati e acque, raggiungibile da stradine tra cascine e campi rigogliosi, dove lo slogan “Milano, città di campagna” acquista un senso compiuto. Il video non ha le eteree vedute a volo di uccello del drone, ma i difetti delle riprese sobbalzanti effettuate da un sellino. Così facendo, però, riporta fedelmente le splendide viste che si aprono ai vostri occhi, come lo scorrere delle limpide acque dei fontanili Ferro di Cavallo e Cappello del Prete, tra i più belli e imponenti del Parco Agricolo Sud Milano, le stradine nei boschetti, gli spiazzi dei prati e il vasto specchio d’acqua della ex cava. Peccato che questa vasta dotazione di verde attrezzato sia ancora poco fruita dai cittadini, un po’ per scarsa conoscenza, un po’ per la microcriminalità che fino a qualche tempo fa imperversava allontanando le famiglie. Eppure è un patrimonio perfettamente godibile dai cittadini, ben tenuto dal Comune e Municipio, con gli agricoltori, bravi e intraprendenti, che tutelano e valorizzano anche il circondario. Ringraziamo per il video Pietro Caiazza.

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