Lo strano caso di nutrie morte
e arance gettate sui prati a Basiglio
Semplice coincidenza o qualcuno usa i veleni?

18 febbraio 2018. La prima segnalazione risale a due giorni fa, quando una signora che portava a spasso il cane ha notato nutrie morte lungo la striscia di terreno alberato che costeggia via dei Longobardi a Basiglio, delimitato dal corso d’acqua Cavo Villamaggiore. Fin qui nulla di strano, se non la vicinanza di arance tagliate a metà, sparse sul prato. Dopo un rapido passaparola, la segnalazione è arrivata alla sentinella Tony Bruson, dell’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus, che ha allertato Valerio Marazzi, assessore all’ambiente di Basiglio. Questi, a sua volta, ha avvisato del fatto la polizia metropolitana, che il 16 febbraio ha reperito due nutrie morte.
Ieri, due sentinelle dell’associazione e due GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) hanno perlustrato la zona: le nutrie trovate morte in un tratto di duecento metri del corso d’acqua sono salite a tre. Strano quantitativo di frutta trovata sui prati, anche a una decina di metri dalle case di Milano 3: soprattutto arance tagliate a metà, ma anche una banana e un peperone spaccati in due.
Siamo, come si vede anche dalla foto, a ridosso delle case, in un tratto dove è uso portare a spasso i cani, e siamo perciò ben lontano dai casi -segnalati in altri comuni (clicca qui)- di qualche agricoltore che spande veleni sui campi coltivati, più preoccupato del raccolto che della salute pubblica.

Davvero c'è chi sparge frutta al veleno?

La moria al momento è contenuta e potrebbe anche essere una coincidenza la morte di tre nutrie in un’area ristretta: è pur sempre la stagione più inclemente.
Come altra coincidenza potrebbe essere la frutta tagliata e gettata nel prato, a ridosso del corso d’acqua. In questo caso si potrebbe addirittura pensare a uno zoofilo di buon cuore, che sta cibando le amate bestiole!
Abbiamo perciò chiesto di raccogliere e analizzare la frutta in terra: se ci si trovasse del veleno, in questo caso bisogna far subito togliere la voglia a questo X&?@!Z (scegliete voi l’aggettivo) di mettere a rischio gli animali domestici e selvatici dell’area, personaggio che ha evidentemente un rapporto conflittuale con la natura. E forse anche col suo cervello.

 

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