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L’area dell’ex ecomostro a Ponte Lambro
Avrà anche un bosco e un arbusteto
realizzato dal WWF Martesana-Sud Milano

9 marzo 2018. Era il 22 giugno del 2012 quando il gigantesco ecomostro costruito nel 1990 per i mondiali calcio, che deturpava l’area del Ponte Lambro, venne finalmente abbattuto. Grazie al progetto di recupero di palazzo Marino, guidato ai tempi da Pisapia, vennero restituiti alla città 265mila mq di verde, con un parco pubblico attrezzato da 15mila mq per i bambini, le scuole, le famiglie. Inoltre, si aggiunsero nuovi terreni per l’agricoltura (130mila mq) e un’ampia fascia di riqualificazione naturalistica lungo il fiume Lambro (120mila mq).

Il presente e il futuro dell’area

Molto è già stato realizzato, ed è ora il momento in cui entra nel vivo il progetto di recupero naturalistico dell’area, gestito dal WWF Martesana-Sud Milano, grazie al finanziamento di 130.000 euro avuto dalla Regione Lombardia, nell’ambito del Contratto di Fiume Lambro.
Dopo gli interventi di pulizia e ripristino del fontanile dei Certosini, realizzati nella primavera del 2017 dall’azienda agricola che gestisce l’area per conto del Comune di Milano, a breve avverrà la messa a dimora di quasi duemila piante in due zone distinte su circa 2 ettari.
Le piante, tipiche padane e dell’ambiente fluviale, avranno altezza variabile fra 1,5 e 6 metri, e permetteranno di ricreare ambienti tipici della pianura quali il bosco di latifoglie e un arbusteto campestre.
Si tratta di vegetazione in grado di offrire rifugio e fonti alimentari per la fauna: sicuramente, con il tempo la presenza della siepe garantirà un incremento della biodiversità nell’area, in particolare di uccelli che nidificano nel folto dei cespugli e di insetti, quali api, bombi e farfalle, che troveranno ricche fonti di polline e nettare di cui nutrirsi.
Il progetto ha ricevuto l’adesione anche del Municipio 4, che ha dato il proprio patrocinio, nonché l’assenso formale dal Parco Agricolo Sud Milano, entro i cui confini ricade l’area di attuazione degli interventi.
Un aspetto che sta molto a cuore agli attivisti del Wwf sono le attività di fruizione ed educazione ambientale che saranno proposte alla cittadinanza e agli alunni delle scuole. È fondamentale che i cittadini, le associazioni, gli scolari, le famiglie comincino a frequentare l’area e a viverla, sviluppando così un vero e proprio senso di appartenenza, vera chiave del successo di un’area naturale alle porte di Milano.

Per saperne di più…

Per presentare alla cittadinanza le finalità del progetto, gli interventi di ripristino ambientale e le attività di fruizione e didattica, il WWF, insieme al Comune di Milano e al Municipio 4, ha organizzato due serate pubbliche, che si svolgeranno il 9 marzo, a partire dalle ore 21, al CAM Parea, in via Parea 26 e il 22 marzo, dalle 21, nella sala capitolare dell’abbazia di Monluè, in via Monluè 78.
C’è bisogno di bellezza e biodiversità, sempre e ovunque. Ma qui dopo 22 anni affacciati sull’ecomostro… se ne sentiva una bisogno maggiore.

 

Commenti  

#1 Bernardo 2018-06-25 13:09
Amo quel sentierino lungo la roggia bordeggiata da alberi secolari. Ci vado ca una volta alla settimana a correre. Per quanto breve, è una immersione nella natura, a primavera era tutto una fioritura di papaveri rossi tra campi di fiorellini bianche dei piselli. Desidero segnalare che il primo tratto del sentierino, quello che parte dal parchetto, è ormai quasi completamente coperta dalla vegetazione. E' possibile fare uno sfalcio per liberare il passaggio? Il tratto successivo coperto di ghiaietto è più transitabile. E' prevista l'apertura verso CAMM o lungo l'argine del Lambro? Sarebbe una meravigliosa rete di sentieri. Grazie mille!

Buongiorno gentile signor Bernardo,
ci scusiamo per aver fatto attendere la risposta. Abbiamo chiesto direttamente al WWF-Sud Milano (che cura l'area per conto del Comune).
"Per quanto riguarda lo sfalcio, abbiamo già chiesto all'agricoltore di tagliare l'erba, torneremo alla carica a breve. Per il collegamento con l'abbazia di Monluè, la cosa è un po' più lunga in quanto si devono trovare accordi con le proprietà dei terreni, ma è un obiettivo che sia il WWF sia il Comune di Milano hanno ben presente. Cordialità

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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