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Le farine biologiche contro il cemento.
La filiera degli 11 grani tradizionali 
del Parco Agricolo dà il buon pane di una volta

11 marzo 2018. Sono passati sei anni da quando, a Fa la cosa giusta, il Distretto di economia solidale rurale (Desr*) del Parco Agricolo Sud Milano ha presentato la sua filiera del pane, prodotta da coltivazioni biologiche di 11 varietà tradizionali di di grano (a fine testo dove potete trovarlo). 
Un’impresa non facile avere messo in piedi una nuova filiera cerealicola, capace di riavvicinare la campagna alla città: non si tratta solo di produrre cibo locale di qualità, ma di dare valore alla terra e difendere dalle speculazioni l’area agricola ai confini della metropoli. A tirare le fila di questo progetto è il Distretto di economia solidale rurale, che già dal 2008 lavora sui temi della sovranità alimentare -il diritto dei popoli a un cibo salubre, culturalmente appropriato, prodotto attraverso metodi sostenibili ed ecologici, in forza del loro diritto a definire i propri sistemi agricoli e alimentari- e della sicurezza dei cibi.
Nell’ambito della Filiera del Grano del Parco Sud Milano, il Desr ha creato un tavolo tecnico in cui discutere principalmente di due aspetti: le problematiche degli agricoltori biologici riguardanti la disponibilità di semente adatta a metodi di coltivazione sostenibili e le richieste dei GAS (Gruppi Acquisto Solidale), di cibo buono e digeribile. “Da queste sollecitazioni e in collaborazione con Aiab Lombardia -spiegano dal Desr- sono nate relazioni con il professor Dinelli della Facoltà di Agraria di Bologna e col professor Salvatore Ceccarelli, studioso di fama internazionale. Abbiamo deciso di sperimentare la semina di un miscuglio composto da 10 varietà di frumento tenero e 1 varietà di frumento duro: in tutto 11 grani. Sono frumenti della tradizione contadina, quando le selezioni venivano fatte incrociando varietà diverse, senza fare analisi di DNA, e quando erano gli stessi contadini a raccogliere i semi migliori e a scambiarseli fra di loro. Senza brevetti, registrazioni, cartellini: i semi erano liberi”.

Le varietà contadine non necessitano di concimi

Queste 11 varietà di grano, tra cui compaiono anche nomi insoliti e meno conosciuti come mentana, terminillo, marzuolo, orso e asita, sono state mescolate e seminate nello stesso campo: le precoci in mezzo alle tardive e le più alte vicino alle più basse. Nel corso del tempo, la spinta selettiva data dall’ambiente ha modificato la composizione del miscuglio. Alcune varietà si sono adattate meglio di altre. Inoltre, in piccola parte, c’è stata una fecondazione incrociata fra le varietà e sono nate cose “nuove”. Nel corso del tempo il miscuglio si è trasformato in una popolazione più omogenea e selezionata dalle condizioni ambientali dell’azienda.
Gli agricoltori che coltivano gli 11 grani, oltre ad essere biologici, aderiscono a un protocollo di coltivazione che garantisce ulteriormente la qualità del prodotto.
Il primo campo di 11 grani è stato seminato nel 2012, così è iniziata questa sperimentazione sostenuta dallo sforzo dei GAS. Da allora le superfici coltivate sono aumentate, sono nate collaborazioni con panificatori e realtà come il Carcere Beccaria e Rimaflow. “Le varietà contadine -aggiungono da Desr- non hanno bisogno di niente per crescere, anzi i concimi le mettono in difficoltà. Sono quindi molto adatte a sistemi di coltivazione a basso input, come l’agricoltura biologica e tutti i metodi sostenibili. I miscugli hanno la capacità di adattarsi all’ambiente: quando l’annata è secca daranno il meglio di loro le varietà precoci e resistenti alla siccità, quando l’annata è piovosa al contrario riusciranno meglio le varietà resistenti all’umidità. Sono un’ottima risposta ai cambiamenti climatici e la loro resilienza permette di avere sempre una produzione. I miscugli sono un’esplosione di biodiversità, cambiano nel tempo, non sono omogenei e uniformi. Per questo non possono essere ridotti a un’etichetta o a un brevetto. Sono una risorsa libera nelle mani dell’agricoltore che può decidere come farli evolvere”. 
Le varietà contadine hanno delle proprietà nutrizionali molto interessanti perché non sono state selezionate per massimizzare le rese o per dare il massimo nei processi industriali: nascono per fare il pane a mano, con la pasta madre. Un pane sano, gustoso e digeribile. E che difende gli interessi guardando alle future generazioni. Offre una strategia alternativa rispetto all’attuale regime commerciale alimentare sostenuto dalle corporazioni e può essere un esempio per i sistemi alimentari, agricoli, pastorali e della pesca, favorendo l’incontro e l’unione di forze tra produttori e utilizzatori locali. Ecco dove potete trovare questo pane buono e sano:
 
Rimaflow - Fuorimercato
Buoni dentro
Panificio Rinaldi Via Manzoni 6 / Piazza della pianta 3 - Corsico tel. 02 447 1567 (pagina facebook)
Agriturismo l’Aia di Cassinetta di Lugagnano
Panettiere Amico, via XXIII, 51 - Melegnano tel. 02.98230580 (pagina facebook)
Panificio Tornaghi Arturo, via Concordia, 44 - Bareggio tel.  02.9013445
Azienda Agricola Biologica Podere Monticelli - Monticelli, Villanova del Sillaro (LO) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - cell. 342.5584408
Buonmercato
Panificio Giò Fornaio, corso san Gottardo 12 - Milano tel. 02.8322649 (pagina Facebook)

(*) Distretto di Economia Solidale Rurale
: il Desr Parco Agricolo Sud Milano è una rete locale di soggetti collettivi interessati a diffondere e praticare l'economia solidale e il consumo critico, principalmente nel territorio del Parco, con l'intento sia di salvaguardarlo e di riqualificarne l'agricoltura nel senso della sostenibilità ambientale, sociale ed economica, sia di farne l'ambito produttivo per la costruzione della sovranità alimentare nel territorio del Parco Sud.

 

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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