Alberi del Fiordaliso: da Rozzano nessuna risposta
Da ciò la nostra richiesta di accesso agli atti.
E un video mostra gli effetti delle negligenze

                                   

 7 maggio 2018. Godetevi, si fa per dire, questo video di Roberto Schena sullo stato delle piante che avrebbero dovuto fornire una compensazione ambientale all’impatto del mega centro commerciale Fiordaliso di Rozzano. Le immagini valgono più delle parole scritte e vi troverete anche analisi e proposte per non lasciare fallire un’operazione di mitigazione tesa a dare un po’ di aria pulita e di natura ai cittadini del Sud Milano.
Della nostra raccomandata elettronica del 25 aprile scorso non abbiamo ancora avuto risposta ufficiale. E perciò oggi abbiamo richiesto l’accesso agli atti per comprendere meglio le responsabilità della sconcertante situazione.
Non è certo sufficiente la risposta indiretta, giunta tramite l’articolo de Il Giorno del 4 maggio a firma di Massimiliano Saggese, dove la sindaca di Rozzano Barbara Agogliati ha affermato: “l’estate scorsa dopo le segnalazioni di alcuni cittadini abbiamo sollecitato Fiordaliso a verificare lo stato delle piante nell’area in questione. Abbiamo dovuto attendere la primavera di quest’anno per poter attivare i controlli sull’effettivo attecchimento e sul numero di piante da sostituire. Abbiamo ricevuto rassicurazioni in tal senso e confidiamo che, anche in base alla convenzione con Fiordaliso sulla cura del verde in quest’area, si proceda per tempo alla messa in dimora dei nuovi esemplari”.
C’è da chiederci se qualcuno si sarebbe mai mosso in Comune senza le segnalazioni e il flash mob della scorsa estate della nostra Associazione del locale Comitato Occhi Aperti, nonché le reiterate proteste di queste settimane.
Attendiamo atti concreti e speriamo che gli Amministratori pubblici di Rozzano traggano dal video qualche spunto operativo per costringere la Fiordaliso Spa ad effettuare quanto pattuito: una vera e propria compensazione ambientale. Che non è piantare 400 alberi per portarli a morire senza innaffiature, su un terreno così scadente che anche l’erba fatica a crescere.

 

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