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Il Centro scientifico biomedico Cerba
pare scomparso dal nuovo PGT di Milano.
1,5 milioni di mq entreranno nel Parco Sud

31 maggio 2018. Come noto, l’assessore all’urbanistica Maran, lo scorso 18 maggio ha presentato il nuovo Piano di Governo del territorio (PGT). Nella lunghissima presentazione, ci siamo soffermati -forse un po’ troppo di parte- quasi esclusivamente sulle aree che riguardano il Parco Agricolo Sud Milano. E, se davvero Maran intende attuare questi progetti, possiamo tirare un sospiro di sollievo: il Cerba, Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata, un istituto scientifico da edificare accanto allo Ieo, l'Istituto Europeo d’Oncologia, sarebbe stato cancellato (o ricollocato?). E non si trattava solo del Cerba, ma anche di Edilizia privata, supermercati e via dicendo…

Il Cerba non è stato menzionato, ma…

Comunque, non è stato dichiarato esplicitamente “il Cerba non si farà”. Ma l’aggiornamento del Piano di Governo del Territorio prevede la riduzione del consumo di suolo dal 74% previsto nel Piano vigente al 70%, mettendo in campo oltre 3 milioni di mq di aree che verranno vincolate all’uso agricolo, limitando le nuove edificazioni. E, tra quelle previste, vi sono le aree contigue al Parco Sud di via Bellarmino e via Vaiano Valle sud, i cui diritti edificatori (circa 280.000 mq) oggi di Unipol (ex aree Ligresti), oltre a essere diminuiti, andranno a collocarsi in altre aree di Milano, consentendo la preservazione del territorio del Parco agricolo Sud, “che beneficerà di un ampliamento pari a circa 1,5 milioni di mq”.
Se ciò è vero, come è stato dichiarato in conferenza stampa, significherebbe che non solo il Parco recupererebbe i 620mila mq “sottratti” per la costruzione del Cerba, ma addirittura guadagnerebbe oltre 880mila mq di aree! Il tutto nell’ottica della realizzazione del Parco metropolitano, che raggrupperebbe anche il Parco Nord (640 ettari di aree pubbliche dedicate alla fruizione del verde, intercluse nei densamente urbanizzati territori di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino, Sesto San Giovanni).
Attendiamo conferme. Di aree da recuperare per centri di ricerca biomediche a Milano non ne mancano...

 

 

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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