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Siamo sempre più in debito con la Terra
l’Earth overshoot day scatta il 1° agosto
… l’umanità ha già consumato le risorse del 2018

30 luglio 2018. È il 1° agosto il giorno dell'Overshoot della Terra, ovvero del suo sovrasfruttamento: è la data in cui l'umanità ha già esaurito le risorse rinnovabili che la natura ha messo a disposizione per tutto il 2018. Significa che in poco più di sette mesi abbiamo consumato le riserve di acqua, cibo (animale e vegetale) e materie prime che avrebbero dovuto durare fino a dicembre, oltretutto introducendo nell'ambiente (nelle acque, nel suolo e nell'atmosfera) inquinanti e rifiuti in quantità tali da superare ogni possibilità del nostro pianeta di smaltirli.
L’Earth Overshoot Day si è spostato dalla fine di settembre del 1997 al 1° agosto di quest'anno. È stato già nei primi anni ’70 che il mondo è andato per la prima volta in overshoot. E attualmente l’umanità utilizza i beni del pianeta 1,7 volte più velocemente di quanto possa poi rigenerare: questo significa che è come se usassimo 1,7 Terre. È interessante scoprire quali Paesi abbiamo esaurito le loro risorse ambientali del prima del 1° agosto (vedi immagine): l’Italia ha raggiunto il proprio Overshoot day già dallo scorso 24 maggio.
I costi di questo eccesso globale stanno diventando sempre più evidenti in tutto il mondo, sotto forma di deforestazione, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità. Cui si deve aggiungere l'accumulo di anidride carbonica nell'atmosfera, portando a cambiamenti climatici e siccità più gravi, incendi boschivi e uragani.
"Le nostre attuali economie con il nostro pianeta utilizzano un sistema truffaldino- afferma Mathis Wackernagel, CEO e co-fondatore di Global Footprint Network-. "Stiamo prendendo in prestito le risorse future della Terra per far funzionare le nostre economie nel presente. Come ogni ‘truffa’, funziona per un po’ di tempo, mentre le nazioni, le aziende e le famiglie si ritrovano sempre più in debito con l’ambiente e finiscono per andare in rovina. È tempo di porre fine a questo sistema: è fondamentale per tutta l'umanità”.

#MoveTheDate verso la sostenibilità

Possiamo invertire la tendenza. Se tornassimo indietro di Earth Overshoot Day di 5 giorni all'anno, torneremmo a utilizzare le risorse sovrasfruttate del pianeta entro il 2050. In previsione di Earth Overshoot Day 2018, Global Footprint Network evidenzia le azioni oggi disponibili e stima il loro impatto alla data di Earth Overshoot Day: per esempio, la sostituzione del 50% del consumo di carne con una dieta vegetariana sposterebbe la data di Overshoot Day di 5 giorni; ridurre la componente di carbonio dell'impronta ecologica globale del 50% sposterebbe la data di Overshoot Day di 93 giorni.
I ricercatori di Global Footprint Network e Schneider Electric hanno stimato quanto le attuali tecnologie commerciali, per costruzioni, processi industriali e produzione di elettricità potrebbero spostare la Earth Overshoot Day: hanno concluso che l’innovazione tecnologica potrebbe spostare la data di almeno 21 giorni, senza alcuna perdita di produttività o comfort.

I suggerimenti della campagna 2018

The Ecological Footprint Calculator (www.footprintcalculator.org) è ora disponibile in inglese, francese, italiano e spagnolo. Permette agli utenti di calcolare la propria Impronta ecologica e la Giornata personale di overshoot della Terra. Il calcolatore è stato utilizzato da oltre 13 milioni di persone.
Per il terzo anno consecutivo, Global Footprint Network e i suoi partner invitano i membri del pubblico a esplorare "Steps to #MoveTheDate" che supportano il movimento globale per portare l'umanità a superare il grave problema ecologico.
"Alla Global Footprint Network, crediamo che l'uso eccessivo degli ecosistemi terrestri sia una delle maggiori sfide che l'umanità deve affrontare oggi, con il cambiamento climatico che rappresenta una parte importante di questa sfida- conclude Wackernagel-. Trasformare le nostre economie per affrontare questa sfida non è un compito facile. Ma proprio come l'umanità ha sfruttato la creatività e l'ingegno nel passato, possiamo farlo di nuovo per creare un futuro prospero senza combustibili fossili e distruzione del pianeta“.
Preoccupiamoci e agiamo di conseguenza per le generazioni future…

 

Commenti  

#1 Giuseppe 2018-07-31 16:44
L'unico credo è la crescita del PIL che è un indicatore monetario e il non volere modificare le proprie abitudini e stili di vita, basta vedere l'eccesivo consumo di cibi grassi specialmente negli USA che danni ambientali deforestazione, sprechi acqua e poi di salute e obesità portano. Ma più farmaci si consumano, più fonti non rinnovabili si sprecano in code autostradali e in edifici spreconi più aumenta il PIL senza aumentare i posti di lavoro. Innovazione,str ategie e sobrietà non è tornare all'età della pietra, un esempio è il telelavoro, l'efficienza energetica, il trasporto di merci, passeggeri su acqua e su ferro, la mobilità dolce, il cibo biologico a km. zero.

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Il video del mese

Benvenuti al Parco di Muggiano: 22 ettari di boschetti, prati e acque, raggiungibile da stradine tra cascine e campi rigogliosi, dove lo slogan “Milano, città di campagna” acquista un senso compiuto. Il video non ha le eteree vedute a volo di uccello del drone, ma i difetti delle riprese sobbalzanti effettuate da un sellino. Così facendo, però, riporta fedelmente le splendide viste che si aprono ai vostri occhi, come lo scorrere delle limpide acque dei fontanili Ferro di Cavallo e Cappello del Prete, tra i più belli e imponenti del Parco Agricolo Sud Milano, le stradine nei boschetti, gli spiazzi dei prati e il vasto specchio d’acqua della ex cava. Peccato che questa vasta dotazione di verde attrezzato sia ancora poco fruita dai cittadini, un po’ per scarsa conoscenza, un po’ per la microcriminalità che fino a qualche tempo fa imperversava allontanando le famiglie. Eppure è un patrimonio perfettamente godibile dai cittadini, ben tenuto dal Comune e Municipio, con gli agricoltori, bravi e intraprendenti, che tutelano e valorizzano anche il circondario. Ringraziamo per il video Pietro Caiazza.

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