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Milano, piccoli spazi in cerca di associazioni:
on line il bando per 15 locali
ai piani terra delle case popolari

4 settembre 2018. Il progetto verrà illustrato domani 5 settembre all’Urban center. Mostre, laboratori, seminari, attività formative, di sostegno allo studio per bambini e ragazzi, di animazione, socializzazione, aggregazione. I quartieri delle case popolari di proprietà comunale si animano con le nuove opportunità offerte negli spazi ai piani terra, non abitativi e finora non utilizzati, che si aprono e diventano vivi, utili per gli inquilini e per il quartiere tutto, per migliorarne la qualità della vita e allo stesso tempo offrire maggiore sicurezza.
È on line sul sito del Comune il bando  “Sguardi d’altrove nelle zone periferiche”, che rimarrà aperto fino al 25 ottobre: 15 piccoli spazi tra il Gallaratese, Quarto Cagnino, Isola e Chiesa Rossa, in cerca di associazioni, enti, cooperative senza fine di lucro per la realizzazione di progetti sociali, culturali, educativi e formativi. Sono spazi di dimensioni variabili da un minimo di 42 mq a un massimo di 133 mq, che verranno concessi in affitto per un periodo di 6 anni con un canone annuo scontato del 70% rispetto ai valori di mercato. Chi risulterà vincitore dovrà sviluppare attività che, oltre a rafforzare la coesione sociale, siano in grado di rappresentare un presidio quotidiano diffuso del territorio.

Presentate i vostri progetti e quanto già fate

“Procede a ritmo sostenuto - spiega l’assessore alla Casa e ai Lavori pubblici Gabriele Rabaiotti - lo sforzo che punta a riportare vicino alle case popolari non solo nuovi servizi e nuove attività, ma anche spazi che possano essere utilizzati direttamente dagli abitanti che in molti casi già lavorano attivamente e si impegnano per rendere migliori i quartieri della città. Penso ai comitati inquilini, alle autogestioni e alle associazioni nate nei quartieri popolari e da anni presenti nelle zone difficili di Milano. L’invito è rivolto anche a loro che spesso lamentano la carenza di spazi: presentate i vostri progetti e quanto già fate, in modo che crescano e si rafforzino le esperienze positive e le reti virtuose. Non sempre è necessario ribaltare i quartieri, aspettare o cercare il mega finanziamento o la grande operazione. Anche le iniziative micro, che lavorano nel tessuto fine della città, rappresentano una risorsa che va sostenuta ed alimentata. Penso a quanto sono importanti le attività commerciali in molte vie di Milano, ai centri di aggregazione rivolti ai più giovani o agli anziani, alle aule studio e ai doposcuola. La varietà di funzioni presenti in uno stesso contesto restituisce una città più ricca e più sicura ed è questo che vogliamo costruire e stiamo costruendo”.
Finora, negli ultimi 5 anni, sono stati lanciati 12 bandi e, tra progetti profit e non, assegnati 74 spazi. Solo negli ultimi 2 anni, prima di quest’ultimo bando, ne erano già stati lanciati altri due (“Costellazioni di quartiere” e “Spazio alle periferie”), attraverso i quali sono tornati a vivere 32 spazi disseminati in particolare tra il Gallaratese, la zona Niguarda/Bovisa e quella di via Padova/Rizzoli. Adesso questi locali sono a disposizione della comunità e vi si organizzano attività le più varie, come ad esempio laboratori di scrittura creativa, teatrali, artigianali, sportelli di accoglienza e orientamento scolastico contro la dispersione, promozione delle pratiche Shiatsu e Yoga, ma anche della digitalizzazione e della parità di genere, progetti dedicati ai minori in condizioni di disagio, a volte anche impiegando persone in difficoltà, ex carcerati o disoccupati.

Il luogo dell’incontro all’urbanistica Center

Per illustrare il bando nel dettaglio e per un maggior coinvolgimento dei soggetti potenzialmente interessati è stato organizzato un incontro pubblico con l’assessore Rabaiotti, che si terrà mercoledì 5 settembre, dalle 11 alle 12,30, all’Urban center in Galleria angolo piazza Scala.

 

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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