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Smog, a Milano è già emergenza,
centraline oltre la soglia da sei giorni:
meno cemento e caldaie spente!

19 ottobre 2018. Nel diario dello smog oggi è un venerdì nero: Milano segna il sesto giorno consecutivo di superamento della soglia per le polveri sottili (50 microg/mc), il 42mo dall’inizio  dell’anno. La conseguenza è l’entrata nella fase di emergenza con limitazioni alla circolazione per i veicoli fino a euro4 diesel, divieto di spandimento liquami in agricoltura e di accensione di stufe e camini, oltre all’abbassamento della temperatura in abitazioni e uffici. Di queste ultime misure in realtà non ci sarà bisogno, perché le temperature in città sono talmente alte che, anche tenendo spenti i riscaldamenti gli interni delle case arrivano facilmente a far misurare oltre 22°C. Dunque vale prima di tutto la raccomandazione, lanciata dal sindaco Sala, di lasciare le caldaie con l’interruttore in posizione ‘spento’. La buona notizia, anche per i portafogli oltre che per lo smog, è che il tepore quasi estivo durerà, secondo le previsioni, almeno fino a domenica, e forse anche oltre. Temperature talmente miti che consentono di evitare l’accensione degli impianti termici non solo a Milano, ma in tutta la pianura lombarda. La cattiva notizia invece è che non sono previsti rinforzi di vento e, anzi, secondo i modelli previsionali di ARPA Lombardia, gli inquinanti da traffico sono destinati a ristagnare sempre di più, soprattutto nell’ovest della regione, tra milanese, pavese e lodigiano, ma in estensione anche al resto della pianura, con la prospettiva di un periodo di emergenza smog di cui, almeno per il momento, non è possibile prevedere l’uscita dal tunnel.

Occorre limitare l'impermealizzazione dei suoli (meno cemento)

Emergenza smog e anomalia meteo-climatica non sono direttamente connesse, ma specialmente a Milano sono un dato di fatto. C’entra sicuramente l’effetto serra, che agisce a livello globale, ma ancor di più si fa sentire l’isola di calore urbano, un effetto molto locale che cresce con l’estensione del nucleo urbano più compatto. Ottobre, tradizionale mese di svolta stagionale, in cui si cambia il guardaroba e si accendono gli impianti termici nelle case, è un mese sempre più caldo. In Lombardia, stando alle rilevazioni delle cinque stazioni meteo-climatiche di riferimento di ARPA, il cambiamento è misurabile già nel confronto tra gli ultimi due quindicenni: “Il clima cittadino evidentemente registra e amplifica gli effetti del cambiamento climatico, che si sommano a quelli della trasformazione urbanistica del territorio avvenuta negli ultimi trent’anni- dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – occorre lavorare alla strategia per rendere la metropoli milanese più resiliente al cambiamento climatico, e questo significa soprattutto ridurre l’impermeabilizzazione e aumentare la presenza vegetale in città, ma anche operare per la riduzione di tutte le emissioni atmosferiche, attuando interventi di efficienza e isolamento degli edifici, e prestando le necessarie attenzioni per evitare gli sprechi
La variazione osservata nelle temperature di Milano città è molto significativa, ed oltre a suonare come ulteriore conferma delle evidenze sul cambiamento climatico in corso, dovrebbe allo stesso tempo produrre un cambiamento nei comportamenti. Al punto in cui siamo sarebbe opportuno posticipare la data di ordinaria accensione degli impianti termici al primo novembre, che è stabilita per legge, prendendo atto del cambiamento di clima e allineando Milano alle stagioni termiche di città dell’Italia Centrale, come Perugia e Firenze: ciò consentirebbe notevoli risparmi in bolletta, riduzione dei consumi e dell’inquinamento.
A quello che appare ormai un trend climatico consolidato si sovrappone, come detto, in questi giorni il dato meteorologico, che fa registrare temperature anche 3-4°C sopra le medie del periodo e che sembra destinato a durare anche per i prossimi giorni: con minimi notturni intorno ai 15°C e massime diurne anche superiori ai 22°C.
 

 

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Il video del mese

Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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