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Rocca Brivio, da giugno spariti due putti
Qualcuno lo ha denunciato alla Soprintendenza?
Pare di no. E persiste la voglia vendere tutto

12 novembre 2018. È già da giugno che due preziosi putti che arredano le arcate dell’esedra, all’interno di Rocca Brivio, sono sparite. È merito di Cristiana Amoruso, presidente della locale Italia Nostra, se finalmente se ne parla. Evidentemente rubati da ignoti che sono entrati senza grandi difficoltà, in quanto la struttura non ha neppure un allarme di sicurezza. “Da tempo, la nostra associazione ha ricevuto segnalazioni in merito e a nostra volta lo abbiamo riferito ai proprietari di Rocca Brivio: non solo a Capire Holding, che detiene il 50% dell’immobile, ma anche ai comuni soci, ovvero San Giuliano e di San Donato e all’associazione Rocca Brivio, nonché alla società liquidatrice dello storico manufatto. Dopo mesi di silenzio su un fatto così grave, ho preso la decisione di rendere pubblico l’accaduto”. Al limite della decenza!
Nel frattempo, la scorsa settimana, il bando emanato dai proprietari pubblici nel tentativo di affidare per almeno 30 anni il prezioso monumento sotto protezione della Soprintendenza, nonostante le due proroghe, non ha ricevuto alcuna offerta.
All’orizzonte non c’è nulla. Servirebbe una strategia dei proprietari per far rinascere Rocca Brivio (scuole di agricoltura, laboratori artistici, corsi di formazione per restauro e via dicendo). Purtroppo, temiamo invece che questo patrimonio pubblico andrà a cadere in mani private. Nonostante le dichiarazioni dei proprietari, orma risalenti al settembre del 2016, che declamavano a gran voce la loro “passione” per la storica Rocca.
Nel comunicato congiunto di allora, si leggeva che i Comuni di San Giuliano, San Donato e Melegnano, che sarebbe rimasto un patrimonio pubblico.
“Siamo fermamente convinti di come sia importante -commentava il Sindaco di San Giuliano, Marco Segala- confermare l'uso pubblico di un bene come la Rocca, che dà lustro al territorio dei nostri comuni e a tutto il Sud Milano. È per questa ragione che stiamo procedendo di comune accordo con gli altri soggetti coinvolti per poter arrivare al rilancio di una struttura di grande valore storico e culturale. Un impegno che ribadiremo a settembre in Consiglio Comunale e che San Giuliano è disponibile eventualmente ad assumersi anche come Ente capofila, in uno scenario che veda un impegno condiviso e confermato da tutti gli attori interessati”.
"Il valore storico, artistico e identitario del complesso monumentale è innegabile e sotto gli occhi di tutti -dichiarava il Sindaco di San Donato, Andrea Checchi- più difficile è individuare la strada giusta per conservare e rendere fruibile questo patrimonio, senza gravare sui bilanci comunali. Ci stiamo lavorando in sinergia con gli altri Soci in un'ottica che va oltre il qui e ora, perché le amministrazioni passano mentre Rocca Brivio continuerà per molto tempo a far parte del nostro patrimonio culturale".
Purtroppo, per ora, si tratta di parole su carta, ma che rimangono lettera morta.

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Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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