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Sulla Vigevano-Malpensa attaccatevi al TAR
In risposta a un’interrogazione parlamentare
il Governo rimane ancorato su posizioni antiche

5 dicembre 2018. Andare a Milano velocemente è la richiesta dei pendolari dell’area. Ma la superstrada Vigevano-Malpensa, basata su un progetto sbagliato e superato, non risolverà i loro problemi, perché non conduce al capoluogo. Anzi creerà danni ai paesaggi agricoli ancora autentici, cancellando decine di ettari di territorio di pregio e facendo spezzatino dei parchi lombardi Agricolo Sud Milano e del Ticino. Contro la delibera CIPE, approvata in coda alla scorsa legislatura, che dà il via ai cantieri, si sono rivolti al TAR comitati e associazioni ambientaliste, tra cui anche la nostra, le amministrazioni comunali di Albairate, Cassinetta di Lugagnano e Boffalora e, cosa più importante, i due Parchi Regionali e la Città Metropolitana di Milano.
A livello nazionale, ieri Rossella Muroni, parlamentare di LeU, ha sottoposto un’interrogazione su questo tema al ministro delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) Danilo Toninelli: la risposta, purtroppo, non si discosta molto dal pensiero distruttivo del suolo del precedente ministro Delrio.

Richieste concrete, non di facciata

Sia ben chiaro: qui non si stava chiedendo in maniera semplicistica di schierarsi a favore o contro le grandi opere, ma di entrare invece nel merito del progetto. Come sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia “Questo territorio non ha bisogno di un’autostrada per raggiungere da Vigevano l’aeroporto di Malpensa, ma di opere che consentano ai suoi abitanti e alle imprese di muoversi in modo efficace e sostenibile da e verso le aree centrali della città metropolitana: un moderno servizio ferroviario è quello che serve veramente!”.
Da qui il senso dell’interrogazione della parlamentare Muroni al Ministro: “…se non ritenga egli che, in un contesto di risorse limitate e di grossi problemi di mobilità per i pendolari di Vigevano e Abbiategrasso, non sia arrivato il momento di scrivere la parola ‘fine’ a un progetto diventato vecchio anzitempo, per un’opera che non è né strategica né prioritaria. Riconoscendo invece che le risorse, se ci sono, vanno assegnate al raddoppio dei 12 km di ferrovia che, da Abbiategrasso a Vigevano, sono rimasti fermi a un secolo fa, quando la popolazione delle due città arrivava a malapena ad un terzo degli oltre 100.000 abitanti attuali…. Magari riordinando la viabilità, senza fare nuove colate di asfalto, ma ristrutturando strade congestionate da anacronistiche intersezioni e semafori.”

Nuovo Governo con politiche antiche: non ci resta che il TAR

“Il governo giallo-verde a trazione Lega -sottolinea in un comunicato Rossella Muroni- ci ha sostanzialmente detto che andrà avanti nella realizzazione di un’opera che non serve ai cittadini, di cui non sembra convinto neanche il sottosegretario al MIT Dell’Orco, e che sicuramente devasterà un territorio caratterizzato da paesaggi agricoli e parchi naturali con l’ennesima esagerata colata di asfalto. Tutto in una regione, la Lombardia, che con quasi il 13% di suolo consumato è in vetta alla classifica nazionale per terreno impermeabilizzato. Peraltro resta lontano anche il raddoppio della linea ferroviaria per i pendolari. 
Il MIT ha sottolineato che il progetto è definitivo, ma che la realizzazione dell’opera non potrà non tener conto del pronunciamento del TAR, che si pronuncerà per metà dicembre. Peccato debba essere il TAR l’ultimo appiglio di quanti si oppongono a questa opera inutile e dannosa, anziché una politica attenta alle esigenze del territorio. Una politica davvero lungimirante e del cambiamento punterebbe a dare soluzioni reali ai propri cittadini e a tutelare una risorsa fondamentale per la vita e non rinnovabile come il  suolo. Proprio per fermare questo disastro che viaggia alla velocità di due metri quadri al secondo il prima giorno di Legislatura ho depositato una legge contro il consumo di suolo sottoscritta da tutto il gruppo di LeU”. 
Ma il consumo del suolo non sembra proprio un tema prioritario per questo Governo, e il rischio è che progetti di legge in tal senso si indirizzino su binari morti, come purtroppo già successo vergognosamente nelle due precedenti legislature.
Al momento, perciò, non ci resta che incrociare le dita e attendere il verdetto del TAR. Forse sarà un bel Natale…

 

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Il video del mese

Eccoci nel Parco Agricolo del Ticinello: con i suoi 88 ettari è il quarto per superficie dei parchi milanesi. L’area confina a sud con via Selvanesco, a nord con via Dudovich, a ovest con l’area verde urbana di via Romeo e a Est con la rimanente area agricola sud milanese. Il Parco Ticinello fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. La sua unicità risiede però nel suo carattere agricolo, l’elemento caratterizzante e valorizzante di questo parco urbano è il coesistere di attività agricola e utilizzo pubblico. L’agricoltura disegna ii paesaggio tipico della pianura lombarda, ovvero, filari di pioppi che delimitano i campi e costeggiano il fitto reticolo dei canali irrigui… Permangono all’interno del Parco due cascine, Campazzo e Campazzino, a testimonianza della vocazione strettamente agricola della valle del Ticinello.

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