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Marcia indietro sui parcheggi nel Parco Sud
dell’Ospedale di San Donato Milanese
Niente più forzature e irregolarità dal Comune?

9 dicembre 2018. C’è voluto più di un anno e mezzo, ma alla fine dal comune di San Donato Milanese è arrivato un segno di ravvedimento: il nuovo parcheggio dell’Ospedale Policlinico non si farà più nel Parco Sud. In un articolo del quotidiano Il Cittadino del 2 dicembre scorso, la presa di posizione del vice-sindaco Gianfranco Ginelli è netta: “La quadra è stata trovata sul progetto da circa 800 posti auto, tutti di superficie. In pratica, l’attuale parcheggio sarà mantenuto e verrà esteso su lotto attiguo, di proprietà dell’ospedale, non soggetto a vincolo del Parco Sud”.
È una dichiarazione netta e apprezzabile, perché mette fine a una forzatura continua e maldestra delle norme urbanistiche, tesa ad ampliare su aree protette i parcheggi dell’ospedale di San Donato. E non è certo la prima volta che per questa struttura privata, che tratta i terreni del Parco Sud come il proprio giardinetto condominiale, l’amministrazione comunale ha forzato la mano sulle regole urbanistiche: ecco il campionario.

Di colpo di mano in colpo di mano

Se qualcuno pensa che stiamo scrivendo per partito preso, si sbaglia. Non ce l’abbiamo assolutamente con strutture ospedaliere private che, come probabilmente tutti, abbiamo avuto modo di frequentare: fanno il loro mestiere. Vogliamo invece concentrarci sulle vistose anomalie che ha caratterizzato l’espansione dell’ospedale di San Donato, o meglio dei suoi parcheggi. Anomalie, per essere precisi, a carico della Amministrazione comunale.
Anche se il culmine delle irregolarità si concentrano nell’ultimo anno e mezzo, la storia parte da ben prima. Come si vede nell’immagine satellitare del 2001 (in alto a sinistra), all’inizio i parcheggi dell’ospedale e la piazzola di elisoccorso erano fuori dai confini del Parco Sud, evidenziati con linea gialla. Poi, con una prima espansione, a metà degli anni 2000 parcheggi e elisoccorso vengono spostati in territori del Parco, per far posto a un nuovo edificio sanitario. Considerando anche la nuova strada di accesso (via Caduti di Nassiriya), sono 20mila metri quadri sottratti. Non siamo riusciti a trovare la delibera nell’archivio dell’Ente Parco, ma è probabile che in quegli anni questo tipo di autorizzazioni fosse rilasciato direttamente dai comuni. E qui sorge la prima questione: non è tra le funzioni del Parco Sud accogliere grandi parcheggi di strutture costruite proprio ai confini. Ma, anche accettando che non si potesse farne a meno, sono state date compensazioni per questo territorio sottratto al verde? Se sì, quali?
Nel 2009 si assiste a quello che a noi sembra un abuso vero e proprio (in alto a destra). In coincidenza di una nuova espansione dell’ospedale, inaugurata dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, forse per far posto al corteo di auto blu viene realizzata una lunga striscia di parcheggio di 3mila mq, sul lato campagna della strada, e quindi anch’essa in pieno Parco Sud. A vederla oggi fa impressione: una striscia di asfalto, terra battuta e buche, una terra di nessuno. Chi l’ha autorizzata? All’Ente Parco non risulta niente, né permessi né compensazioni. O ci manca documentazione importante, o siamo parlando di qualcosa di temporaneo dimenticato lì negli anni: è troppo forte il termine abusivismo?

La giravolta dei parcheggi (sempre nel Parco Sud)

E arriviamo ai giorni nostri. Il 26 aprile 2017 il Consiglio comunale di San Donato approva l’ennesimo ampliamento del Policlinico: tre nuovi edifici e una rivoluzione nei parcheggi, che si spostano ancora più a destra rispetto al parcheggio-fettuccia, ancora di più in Parco Sud (immagine in basso). Le nuove piazzole sono su due piani, uno interrato e uno di superficie, per complessivi 800 posti auto (più un possibile ampliamento di ulteriori 400 posti). L’area attuale verrebbe riqualificata a verde –con sopra la piazzola per l’elisoccorso- ma, attenzione, è un verde apparente. Sì perché da parcheggio privato con servitù pubblica, i terreni diventano verde privato all’interno del recinto ospedaliero, però con destinazione urbanistica “Area per attrezzature sanitarie”: quindi con possibilità di costruirci sopra nuove attrezzature ospedaliere, ovviamente in area Parco Sud.

Le norme? Eluse e aggirate

Una rivoluzione del genere dovrebbe prevedere una variante del PGT (Piano Territoriale di Governo) comunale, con le conseguenti procedure di trasparenza e partecipazione pubblica, nonché una attenta valutazione da parte dell’Ente Parco Sud. Ma non è così, perché la procedura scelta dall’Amministrazione sandonatese è quantomeno fuorviante: già dal titolo, si parla di rettifica del Piano urbanistico comunale, sulla base dell’articolo 13 comma 14-bis della legge regionale 12/2005. Cosa dice il codicillo? “I comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possono procedere a correzione di errori materiali, a rettifiche e a interpretazioni autentiche degli atti del PGT non costituenti variante degli stessi”. Avete capito bene: si è avuto il coraggio di far passare nuovi 800 parcheggi e destinazione di nuove infrastrutture in area Parco Sud, come se fossero correzioni di linee mal tracciate sulla carta. Con questa forzatura, è stata approvata in una sola seduta di Consiglio una vera e propria variante al PGT in aree del Parco Sud, prendendo tre piccioni con una fava. Quali? Si sono evitati i normali due voti di Consiglio (adozione e approvazione), si sono evitate le osservazioni dei cittadini e, dulcis in fundo, si è evitato il parere del Parco Sud. O, almeno, ci si è provato.

Dopo le forzature, la ragionevolezza?

Anomalie troppo evidenti per non notarle. Il detestabile vezzo, da parte degli ospedali privati, di occupare terreni del Parco Sud con parcheggi era già oggetto di attenzione nostro e di Legambiente (clicca qui https://www.assparcosud.org/2-uncategorised/2752-legambiente-comunicato.html). Forse per questa ragione, il 4 ottobre 2017 il Comune decide di inviare la delibera all’Ente Parco, non per verificare la conformità del progetto col PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) del Parco, ma come proposta di area di fruizione. I terreni dei nuovi parcheggi ricadono infatti in un comparto territoriale che comprende anche terreni di San Giuliano Milanese, dove è prevista la fruizione, con i seguenti indirizzi e orientamenti: “Coordinamento delle iniziative ricreativo-sportive dei due Comuni. Recupero del nucleo rurale di Monticello (nda: un vasto complesso che al tempo era semi diroccato), sistemazione del canale scolmatore del Redefossi). La distanza tra quanto le norme permettono e il progetto dei parcheggi è abissale, a cominciare dalla totale assenza di coordinamento tra i due Comuni. E la riposta dell’Ente Parco (del 5 gennaio 2018) è una chiusura totale: la proposta di realizzare un’area di fruizione “non risulta pertinente rispetto alla natura e ai contenuti del Masterplan di dettaglio del parcheggio multipiano” e quindi “si ritiene che la relativa documentazione non sia procedibile”.
Ora ci auguriamo un cambio radicale di marcia: le dichiarazioni del vice-sindaco lasciano ben sperare. L’Amministrazione del sindaco Andrea Checchi ha appena avviato la procedura di avvio di revisione del PGT comunale. Potrà essere l’occasione per decongestionare un comune troppo cresciuto, e neanche troppo bene, puntando a un effettivo consumo zero di suolo. Le associazioni ambientaliste parteciperanno all’iter, con proposte e osservazioni. Non si sprechi l’occasione, la città e il Parco Sud gliene saranno grati.


Tutte le figure e gran parte delle analisi qui riportate sono elaborazioni di Paolo Lozza, rappresentante delle associazioni ambientaliste nel Direttivo dell’Ente Parco, che ringraziamo.

 

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Un video in bianco e nero che con un breve excursus delinea le bellezze culturali, storiche e ambientali del territorio del Parco Agricolo Sud Milano, rimandando ai nostri occhi uno spettacolo unico, sincero e di sintesi del bellissimo mondo che circonda e penetra la metropoli lombarda. È stato realizzato ormai qualche anno fa da Paolo Romiti, amico della nostra associazione, per il sito “unaranaparlante”. Vale molto, molto di più dei tre minuti e mezzo spesi per vivere le sensazioni che ci suscita.

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