Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.
  • image
  • image
  • parco sud
  • image
  • parco sud
  • image
  • parco sud
  • image
  • parco sud
  • parco sud
  • image
  • parco sud
Previous Next

Anche quest’anno i Falò di Sant’Antonio Abate
Si accendono nel Parco Agricolo Sud Milano
Ecco i luoghi per scaldare il cuore e... la pancia

***CON AGGIORNAMENTI***

10 gennaio 2019. Sembra un controsenso che tante e tante persone escano nel tardo pomeriggio o alla sera, con il freddo invernale, per assistere e partecipare a un evento arcaico e ancestrale come quello del falò di sant'Antonio Abate. Ci sono la televisione, internet, i social, ma per una sera si preferisce lo spettacolo del fuoco, riconnettendosi al nostro passato atavico e al mondo rurale, che lo ha trasmesso sino ai nostri giorni (*).
 E così, anche quest’anno, in molte cascine e borghi di Milano e del Parco Agricolo si ripeterà l’antico rito, accompagnato spesso da cioccolata calda, vin brulé e cibo -per scaldare non solo l’anima- accompagnati a volte dalla benedizione degli animali, da canti, balli e altre esibizioni. Benché al Santo sia stato dedicato il 17 gennaio, in alcuni comuni è già stato festeggiato, anticipando la data della festa del Santo. Per il momento possiamo segnalare solo alcuni degli eventi: se ce ne verranno comunicati, aggiorneremo gli appuntamenti.
Domenica 13 gennaio è la volta di Cascina Linterno, nel quartiere di Baggio: anche qui sarà un pomeriggio -dalle 15,30 alle 19,30- ricco di eventi con mercatino, cori, danze e altri eventi porteranno all’accensione del falò in serata. A causa della scarsità di precipitazioni con ristagno al suolo di particelle inquinanti, gli Amici della Linterno, anche per quest’anno, propongono una diversa modalità per festeggiare Sant’Antonio Abate, riducendo le dimensioni della catasta in legna, e mettendo così maggiormente in risalto il significato religioso, culturale ed anche conviviale di una delle più antiche e sentite ricorrenze del Mondo Contadino. 
Nella settimana entrante, segnaliamo mercoledì 16 gennaio, ore 20,45, davanti a Cascina Campazzo, al Parco del Ticinello, in via Dudovich (Milano): ci sarà la benedizione degli animali della stalla, cioccolata calda e vin brulè, canti e balli intorno al fuoco; è la festa più suggestiva che ha luogo al Parco del Ticinello.

Il 17 gennaio, anche quest'anno il comune di Rosate organizza il falò. Due le feste organizzate a Cusago: la prima, il 17 gennaio, nel prato antistante il castello (via Cisliano); alle 20 apertura del gazebo gastronomico con salamelle e vin brulè; alle 21 accensione del gran falò. Per i ritardatari o per chi volesse bissare i festeggiamenti, c’è l'altro Falò di Cusago, all'oasi naturalistica La Cavetta: qui la festa, programmata per il 20 gennaio, ha inizio alle 15,30 con l'accensione del fuoco, simbolo del prossimo risveglio della natura. Ancora al 17 gennaio, un altro appuntamento alle ore 21: ci sarà il tradizionale falò alla cascina Paradiso nel quartiere Muggiano. Benedizione degli animali e serata in amicizia... con bevande e panettoni in anticipo per San Biagio. Sempre il giorno 20, l'Associazione La Strada organizza il Falò medievale di Sant'Antonio dalle 15 alle 19, in cascina Nosedo (Via San Dionigi a Milano): per tutto il pomeriggio saranno presenti gli arcieri della Compagnia Bianca, con costruzione di archi medievali, dimostrazioni di tiro con l'arco, balli popolari. E' previsto un punto di ristoro con vin brulé, te e cioccolata calda.
Il 19 gennaio ecco un nuovo avvenimento, nato su iniziativa dell’Anguriera di Chiaravalle: la Notte dei Fuochi, dall’alba al tramonto, con eventi multipli per tutti, incluso, ovviamente il Falò. Entrando nel nostro sito www.assparcosud.org, nella rubrica “Iniziative” trovate i dettagli dei singoli eventi.

Riti antichissimi
(*) I Falò sono una ricorrenza estremamente sentita nel mondo contadino, non tanto per la vita del Santo (patriarca del monachesimo ascetico in Egitto del 300 d.C.), quanto nei riti a lui connessi, che si richiamano alle tradizioni precristiane e celtiche.
Il fuoco che si accende quella sera ha molteplici significati: segno potente per esorcizzare il lungo e buio inverno e per “aiutare” la luce a rafforzarsi. “A Sant’Antoni un’aura bona”, era un detto del milanese, a commento soddisfatto che dal solstizio le giornate si sono un po’ allungate. 
Altro significato è la purificazione. Si brucia cioè ciò che resta del vecchio anno, compresi i mali e le malattie, a volte raffigurati da manichini, maschere e diavoli. Non è un caso che il Santo sia considerato guaritore dell’herpes zoster, il cosiddetto “fuoco di sant’Antonio”. Ma, più in generale, la tradizione popolare lo considera padrone del fuoco e custode dell’inferno, da cui riuscì a trafugare la fiamma grazie al maialino.                 
Questo animale ci porta a un’altra importante usanza della sera: la benedizione degli animali. Il maialino è un attributo della Grande Madre Cerere dei Romani, e la cerimonia ricalca analoghe cerimonie pagane di purificazione degli animali, tipiche del mese di gennaio. Il legame con il maiale è così forte che il Santo è considerato protettore dei fabbricanti di spazzole, fabbricate una volta con le setole suine. 
I fili che uniscono passato e presente in questa festa sono fortissimi: il maialino è anche la cristianizzazione del cinghiale, attributo del dio celtico Lug che assicurava il ritorno della primavera e della luce, garante di fecondità e di nuova vita. Anche Pisanello, in un celebre quadro custodito oggi alla National Gallery di Londra, raffigurò l’eremita col cinghiale.
Tornando ai nostri giorni, consci o meno dei suoi retaggi, la Festa di Sant’Antonio può rappresentare un’insolita maniera per avvicinarsi al modo contadino e alle sue tradizioni. Il fuoco brucerà i resti del vecchio anno, con le delusioni e i mali passati, e nel contempo ci scalderà il cuore, complice canti, balli, vin brulè e cioccolata calda. 
Per stare insieme, parlare e discutere della tradizione, ma anche di come questi eventi possano contribuire a far conoscere e salvaguardare il grande Parco Agricolo Sud Milano e le sue tradizioni plurimillenarie.
 

Aggiungi commento


Il video del mese

Il video del mese, considerata la bella stagione, propone una visita turistica a Gaggiano, tra i paesi più accattivanti del nostro Parco. Il centro storico, con i suoi palazzi, il Naviglio Grande, i ponti, chiese e botteghe, si pone come uno degli scenari più affascinanti del territorio metropolitano milanese. La campagna circostante, ancora ben conservata e coltivata, è ricca di aree verdi, fontanili, rogge, piccoli oratori di campagna, cascine e mulini. A Gaggiano fanno corona antichi borghi come San Vito, Fagnano, Vigano Certosino e Barate, ricchi di edifici antichi e opere d'arte. (Il video è di Aurelio Citelli e Renato Minotti prodotto da Città metropolitana di Milano e Comune di Gaggiano. Dal sito viviamogaggiano.it)

cascine amiche

comuni bellezze

siti amici

 

parco sud milano