Grande Parco Forlanini: ora c’è il gestore
Il Parco Nord al timone nel 2019
per dare concretezza alle tante idee

5 febbraio 2019. Progetti e investimenti sono importanti, ma sono poca cosa senza una gestione efficace. Perciò, a neanche tre mesi dall’accordo che ha dato il via alla realizzazione del Grande Parco Forlanini, da gennaio c’è anche il gestore, colui che dovrà mettere in pratica le idee e verificare che i progetti vengano eseguiti senza tentennamenti o ritardi.
“Brick by brick”, ovvero mattone su mattone, è stato il titolo dell’evento di venerdì scorso all’Urban Center di Milano, che ha affidato al Parco Nord il logo e –idealmente- il timone per realizzare il grande parco interurbano, 650 ettari a est della città che si snoda sino a comprendere l’Idroscalo e le aree agricole di Novegro, una frazione di Segrate. Al Parco Nord si affiancherà una cabina di regia con il Parco Agricolo Sud Milano e i tre comuni dei territori interessati (Milano, Segrate e Peschiera Borromeo).

Le tante idee dal basso…

Il parco esiste in realtà da tanti anni, ma sono tutte aree oggi ancora sconnesse: c’è il Parco Forlanini, vasta area verde di fruizione realizzata negli anni ’70, lambita dal grande viale che collega la città all’aeroporto di Linate, le aree agricole con numerose cascine storiche, i luoghi sportivi come il complesso Saini e il corridoio ecologico vitale del fiume Lambro. Ma ci sono anche aree problematiche, come il megaparcheggio dell’aeroporto, una discoteca o il complesso esposizioni di Novegro.
“Si può fare in maniera frugale perché c’è già tutto –spiega la professoressa Grazia Concilio del Politecnico di Milano- già oggi qui convivono agricoltura, fruizione, storia, natura, ecologia e sport”.
Le idee, tutte rigorosamente dal basso, non mancano. All’Associazione Grande Parco Forlanini, che dal 2014 ha elaborato un progetto complessivo di fruizione e valorizzazione, si sono aggiunti da tre anni i laboratori didattici del DAStU (Laboratorio di Progettazione Urbanistica) del Politecnico di Milano, con la professoressa Concilio a coordinare 40 studenti di tutte le nazionalità. Le proposte non mancano, tese a valorizzare le aree destinate a varie funzioni: l’agricoltura (con particolare riguardo alle attività di floricoltura, già ben insediate), i retaggi storici delle cascine e del borgo di Monlué, il gasometro (elemento considerato importante per la riconoscibilità del Parco), lo sport, l’arte e gli eventi culturali. Sempre nelle proposte, viene data particolare attenzione alla fruizione e, in particolare, all’accessibilità. Non mancano infine le idee su come migliorare la qualità ambientale e naturalistica, permettendo ad esempio l’esondazione del Lambro in una fascia ristretta ma significativa.
Proprio la presenza del fiume Lambro rappresenta un grande valore aggiunto al Grande Parco Forlanini. “Gli studi effettuati individuano questo fiume come un importante corridoio ecologico, capace di portare la biodiversità dentro la città” sottolinea Daniela Masotti, che segue gli interventi territoriali di Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste).

…e le azioni e impegni concreti

Questa grande area ha quindi enormi quantità di risorse territoriali, che devono però essere connesse e integrate tra loro. “E’ un Parco in trasformazione, ancora poco frequentato –afferma l’assessore al Territorio di Milano Pierfrancesco Maran-. La messa in rete delle tante realtà insediative passa attraverso azioni già in essere, come la realizzazione al più presto di un ponte sul fiume Lambro. E intendiamo avanzare parallelamente con la realizzazione della linea metropolitana MM4 e dei collegamenti ciclabili”.
Già, perché è un dato di fatto che l’avvio della nuova metro consentirà l’accesso al Parco dalla nuova stazione ferroviaria Forlanini, da una ulteriore fermata a metà parco e da quella dell’aeroporto di Linate. Ma per invogliare le centinaia di migliaia di cittadini che abitano a ridosso del Parco, è in progetto (e in qualche caso già in cantiere) una rete di interventi ciclabili che permetteranno di pedalare in aree protette dal Duomo all’Idroscalo e, grazie agli allacciamenti di Segrate e Peschiera Borromeo, anche oltre.

Se il Parco Nord assolverà al suo compito, Milano avrà presto una nuova porta d’ingresso al Parco Agricolo Sud Milano. Dopo la zona ovest, con Bosco in Città e Parco delle Cave, e quella a sud, attraverso i Parchi del Ticinello, della Vettabbia e di Porto di Mare, ora anche la zona est avrà la sua connessione. Anche noi, insieme all’Associazione del Grande Parco Forlanini, terremo gli occhi aperti. Non possiamo, infatti, che condividere appieno le affermazioni di Marina Tassara, presidente dell’Associazione e della professoressa Concilio: “Abbiamo una visione flessibile, ma poco negoziabile: non accetteremo eventuali rosicchiamenti di territorio per far posto ad attività improprie”.

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