Rho: Società Edison condannata
a pagare oltre 10 milioni di euro
per la bonifica dell’area ex-Chimica Bianchi

6 giugno 2019. Finalmente chi inquina paga! Dopo 8 anni di battaglie legali, il Comune di Rho e la Regione Lombardia vincono contro la società Edison, condannata dal Tribunale di Milano a bonificare quanto inquinato: oltre 10 milioni di euro, più 222.500 euro all’anno fino all’avvenuta bonifica: è quanto Società Edison è tenuta a pagare per le responsabilità dell’inquinamento, avvenuto decenni fa, nell’area ex-Chimica Bianchi. Lo ha deciso il Tribunale di Milano con la sentenza esecutiva di 1° grado del 18 febbraio 2019. La sentenza stabilisce che “chi inquina paga”, secondo il principio comunitario recepito dal D.Lgs.152 del 2006: un principio apparentemente semplice e ragionevole, che nella realtà si scontra con passaggi di proprietà, ricostruzioni storiche e diverse attribuzioni di responsabilità. La causa civile intentata da Comune di Rho e Regione Lombardia contro Società Edison, oggi proprietaria dell’ex Chimica Bianchi, è stata lunga e accidentata: Edison ha messo in campo straordinarie risorse legali per evitare sentenze sfavorevoli che rappresentano un danno e anche un pericoloso precedente. Per questo la sentenza si può definire storica: l’interesse pubblico ha prevalso nei confronti di un danno ambientale tanto evidente negli effetti e nelle cause. “Siamo soddisfatti della sentenza che ristabilisce un equilibrio, almeno sulla base degli aspetti economici -commenta l’assessore all’ecologia Gianluigi Forloni-. Hanno contribuito al risultato la determinazione del sindaco PietroRomano, il lavoro di uffici, consulenti tecnici e giuridici, risultati all’altezza di un confronto complesso il cui esito non era affatto scontato. A loro, come ai legali della Regione, va il nostro ringraziamento”.
La vicenda. La ditta Chimica Bianchi -acquistata poi da Edison -da inizi ’900 ha utilizzato vasche di stoccaggio di solventi organici che hanno rilasciato nel terreno composti estremamente tossici, inquinando la falda superficiale e la prima falda sotterranea nella zona Sud di Rho, vicino all’Olona. Dopo un intervento di messa in sicurezza a fine anni ’80,a fine anni ‘90 il rilascio di sostanze inquinanti ha costretto alla creazione di una barriera idraulica esterna, ancora oggi attiva, che consente di estrarre acqua di falda e trattarla con carboni attivi per eliminare l’inquinamento, come verificano poi pozzi piezometrici a valle. La barriera, realizzata a spese pubbliche, ha un costo di gestione elevato di diverse centinaia di migliaia di euro all’anno, sempre a carico degli enti. La soluzione. Comune e Regione sono da tempo impegnate nel risolvere definitivamente il problema: la bonifica integrale del focolaio inquinante o una sua asportazione appaiono gli unici interventi realisticamente efficaci. Per iniziativa dell’assessorato all’Ecologia del Comune di Rho alcuni progetti sono già stati presentati, mentre il Settore Bonifiche della Regione Lombardia è stato promotore di una sperimentazione, attualmente in corso, finalizzata al trattamento disinquinante del focolaio sfruttando biodigestori.
Ogni tanto una bella notizia rilancia lo spirito di continuare.

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