Veleni di Cascina Gazzera a Cerro:
la Regione stanzia 5 milioni per la bonifica
ottimo, ma un’esiguità rispetto ai fondi per viabilità

2 agosto 2019. A Cerro al Lambro non c’è solo l’area dei veleni della ex fabbrica di armi chimiche voluta da Mussolini, di cui abbiamo scritto il 23 luglio scorso. Altri veleni sono presenti in due vaste aree note col nome di Cascina Gazzera, adibite in passato a discarica abusiva e situate in area golenale del fiume Lambro, su cui sono stati stoccati e sversati abusivamente, a partire dagli anni ‘50, ingentissimi quantitativi di rifiuti tossico nocivi (circa 100.000 tonnellate) in prevalenza costituiti da melme acide. In particolare gran parte delle melme acide hanno colmato una enorme fossa (pari a circa 15.000 mq) posta in area golenale tra la scarpata morfologica ed il fiume (lo spessori dei rifiuti risulta anche superiori ai 4 m) e parte di esse è fuoriuscita dalla fossa sversandosi nelle aree circostanti: lungo la scarpata verso il fiume Lambro, inquinando i terreni adiacenti l’alveo fluviale (dove si ritrovano elevati quantitativi di terreni frammisti a melme acide) e all’interno dell’alveo stesso del fiume Lambro (formando una sorta di grossa penisola consolidata di melme acide.
Finalmente, la Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore Raffaele Cattaneo, lo schema di convenzione tra Regione Lombardia e il Comune di Cerro al Lambro (Milano) per lo smaltimento dei rifiuti, la progettazione e la bonifica dei terreni agricoli contaminati in località Cascina Gazzera del Comune di Cerro al Lambro. La dotazione finanziaria è di 5.000.000 di euro che coinvolge la Città Metropolitana di Milano, Arpa Lombardia, Ats Città Metropolitana di Milano, Aipo, Parco Agricolo Sud Milano. “Le attività di bonifica riguardano le Aree agricole (interne aree denominate Area Nord e Area Sud ed esterne 1-2-3 e 4 all’ex Sin, Sito di Interesse Nazionale, di Cascina Gazzera” recita il comunicato stampa della Regione. Quattro anni addietro, infatti, Cascina Gazzera è stato declassato dal Ministero dell’Ambiente a sito regionale e conseguentemente a sito di competenza comunale.
I lavori relativi all’area 3 sono iniziati nel dicembre 2017, quelli dell’area 4 nell’ottobre 2018. Nel novembre 2016, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Lombardia hanno stipulato il Patto per la Regione Lombardia: tra i finanziamenti indicati per la tematica “Ambiente” si prevedono appunto 5.000.000 di euro per la bonifica dell’ex Sin di Cerro al Lambro.
Altri interventi sono stati eseguiti nel corso degli anni a partire dal 2000.
Si tratta di un intervento di bonifica molto esteso, che produrrà un forte miglioramento dell'ambiente. Sono già stati realizzati le azioni più urgenti e le risorse stanziate serviranno a recuperare le porzioni di territori che ancora hanno bisogno di essere bonificate. “Regione Lombardia –dichiara l’assessore Cattaneo- vuole completare il lavoro iniziato e il mio impegno è quello di proseguire l'intervento sull'intero sito, al fine di tutelare l'ambiente e di aiutare concretamente il territorio di Cerro al Lambro a risolvere un problema annoso e complesso".
Ci congratuliamo con la Regione Lombardia per questa bonifica, ma non possiamo esimerci dal ricordare l’esiguità degli interventi per i ripristini, stabiliti dal Patto per la Regione firmato tra Maroni e Renzi: su 10,5 miliardi di fondi programmati, solo 87 milioni sono destinati alle “bonifiche e rete fognaria”. Un’esiguità, rispetto a voci come le “infrastrutture viarie stradali/autostradali”, che ammontano a ben 6,5 miliardi.

Aggiungi commento