Il Parco Sud terra di tracciati di storia
il Cammino dei Monaci allaccia Milano
ai grandi itinerari d’Europa, anche con un’app

4 agosto 2019. La voglia di affrontare cammini è un fenomeno crescente: c’è chi si mette in viaggio alla ricerca di pace e spiritualità, chi per la natura o altri anche solo per uscire dai ritmi accelerati della quotidianità.
Il territorio del Sud Milano è da millenni terra di cammini. Con i Romani si tracciano le grandi vie consolari, come la via Emilia a collegare Mediolanum all’Urbe, e i canali navigabili, come era un tempo la Vettabbia. Nel Medioevo riprendono i traffici e i cammini: grazie anche alle bonifiche dei monaci delle abbazie di Chiaravalle, Viboldone e Mirasole, aumentano i collegamenti tra le città e i borghi. Una delle più importanti e frequentate vie partiva dalla Basilica di San Lorenzo a Milano e, costeggiando il corso della Vettabbia, attraversava i borghi di Chiaravalle e Viboldone. Più a sud, snodandosi tra paesi, cascine, dimore rurali e signorili, raggiungeva il Po in località Corte Sant’Andrea e si immetteva nella via Francigena.
Il Cammino dei Monaci è un progetto ambizioso, in parte già percorribile, per ripristinare il tracciato da Milano al Po, a beneficio di camminatori e ciclisti, offendo la possibilità di riscoprire luoghi ricchi di storia, cultura, spiritualità e natura, alla riscoperta di abbazie, cascine, monumenti e oasi: si estende per 65 km, ben oltre la Valle omonima (che termina là dove la Vettabbia raggiunge il Lambro, all’altezza di Melegnano) e coinvolge 41 comuni. Il 41,5% del percorso, dal centro di Milano raggiunge il Po all’altezza di Corte Sant’Andrea, nel lodigiano, avviene su piste ciclopedonabili e sono allo studio alcune varianti per ridurre al minimo i tratti su strade carrabili.
l Cammino è il risultato dello studio di un percorso che unisce Milano alla via Francigena, realizzato dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano, coordinato dal prof. Flavio Boscacci – all’interno del progetto MATER Cult – Milano, Agricoltura, Territorio, Cultura, promosso da Centro Nocetum, Cooperativa sociale La Strada, Consorzio SIR e Associazione Cascine Milano grazie al contributo di Fondazione Cariplo e al sostegno di Arcidiocesi di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia e Parco Agricolo sud Milano, in collaborazione con Università e centri di ricerca e con il coinvolgimento della Rete Valle dei Monaci.

Tanto ma proprio tanto da vedere

Il Cammino è ora consultabile grazie alla mappa Il Cammino dei Monaci -da Milano alla via Francigena- e di un’app gratuita Cammino dei Monaci (relativa per ora al primo tratto, fino al Lambro), corredata di fotografie per riconoscere più rapidamente i luoghi e di sistema “geofencing” per ricevere notifiche sul proprio smartphone in prossimità dei punti d’interesse del Cammino. Al momento, il tracciato va dalle Colonne di San Lorenzo a Melegnano, e nella splendida cornice del Parco Sud è possibile soffermarsi ad ammirare affreschi medioevali e installazioni d’arte contemporanea, reperti archeologici e tecnologie sostenibili, opere di architettura monastica e contadina. Sono altresì segnalate le cascine che vendono direttamente i propri prodotti e quelle oggi trasformate in luoghi di aggregazione sociale. I temi di interesse proposti non mancano e le cartine sono molto dettagliate. LA MAPPA del Cammino dei Monaci, qui scaricabile in pdf, può essere richiesta al Centro Nocetum (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).
Ma, per completare questo sogno dal basso, il passo fondamentale devono farlo i sindaci, perché le ricadute anche economiche, per il territorio sono più che concrete.

Tra il dire e il fare ci sono di mezzo i Comuni

Sinora, solo Milano ha realizzato qualcosa di concreto, con la costruzione della pista ciclopedonale che connette la periferia sud con l’Abbazia di Chiaravalle, e l’apertura del Parco della Vettabbia. Rimane ancora tanto da fare e ora tocca agli altri Comuni del tracciato dare concretezza ai progetti, andando magari a battere cassa ai bandi comunitari sulla mobilità sostenibile. I costi di realizzazione delle opere necessarie per la messa in sicurezza del Cammino dei Monaci sono stimati dal gruppo di progetto in 1.380.000 euro. Ma i progettisti hanno anche valutato i ritorni economici.
E’ stato considerato il consistente flusso di pedoni e ciclisti, pendolari e turisti. Gli studi hanno quantificato che, con la completa realizzazione del tracciato, l’afflusso di visitatori annui possa raggiungere la cifra di 2--3mila pellegrini diretti alle vie Francigene, 3-4mila visitatori per il circuito culturale delle abbazie e 10-12mila passaggi per gli altri spostamenti. Con un’inchiesta di 472 interviste, si è arrivati a stimare benefici economici complessivi pari ad almeno 12 volte i costi di approntamento. Un dato interessante, che dovrebbe stimolare i nostri amministratori.

Dal Parco Sud alla rete dei cammini europei

Come detto, il Cammino dei Monaci non è un percorso fine a se stesso, ma attraverso il punto d’arrivo, il Borgo di Sant’Andrea, all’altezza del “transitum padi” del Po, si allaccia a un nodo d’interscambio di primo livello tra la via francigena di Sigerico, grande arteria medioevale che collegava in 80 tappe Canterbury (Regno Unito) a Roma, e la via francigena renana (detta anche Grande Romweg), collegamento di 300 chilometri tra il Reno all’altezza di Coira (Svizzera) e il Po.
Connettersi a questi cammini significa riscoprire le nostre origini, la natura e il paesaggio. Per avere un tracciato protetto dalle auto c’è ancora molto da fare, ma già ora è possibile, con una cartina e un’app, scoprire le tante nostre testimonianze storiche e le bellezze di questa splendida porzione del sud Milano.

 

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