Le “denunce” di Italia Nostra


portano al sequestro

dell’impianto di biogas a Occhiò

La Polizia provinciale ha messo sotto sequestro l’impianto di biogas di Occhiò, frazione di San Giuliano. Un atto eclatante, avvenuto in questi primi giorni del 2013, in seguito alle ispezioni in loco che hanno accertato l’esistenza di opere abusive: i lavori rilevati corrispondono quasi a un secondo impianto oltre a quello autorizzato dall’ente Parco agricolo Sud Milano. “Avevamo visto giusto -dichiara Kisito Prinelli di Italia Nostra Milano Sud Est e presidente dell’Associazione per il Parco Sud Milano-. Già da novembre, insieme ad altri attivisti di Italia Nostra, avevamo fatto dei sopralluoghi nei fondi agricoli e avevano rilevato, attorno al sito principale, scavi, sbancamenti e trincee che lasciavano intuire una sorta raddoppio dell’impianto”. 
Grazie a queste segnalazioni ai mass media, è intervenuto l’assessorato provinciale alla sicurezza (il Comando polizia provinciale di Paullo), che aveva preso le debite informazioni con sopralluoghi e controlli. 
E, in questi giorni, è stato deciso il blitz su tutta l’area di scavo non autorizzata, finita così sotto sequestro, scongiurando il rischio di un raddoppio della struttura per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, insilato di mais nella fattispecie.

Le “denunce” di Italia Nostra


portano al sequestro

dell’impianto di biogas a Occhiò

La Polizia provinciale ha messo sotto sequestro l’impianto di biogas di Occhiò, frazione di San Giuliano. Un atto eclatante, avvenuto in questi primi giorni del 2013, in seguito alle ispezioni in loco che hanno accertato l’esistenza di opere abusive: i lavori rilevati corrispondono quasi a un secondo impianto oltre a quello autorizzato dall’ente Parco agricolo Sud Milano. “Avevamo visto giusto -dichiara Kisito Prinelli di Italia Nostra Milano Sud Est e presidente dell’Associazione per il Parco Sud Milano-. Già da novembre, insieme ad altri attivisti di Italia Nostra, avevamo fatto dei sopralluoghi nei fondi agricoli e avevano rilevato, attorno al sito principale, scavi, sbancamenti e trincee che lasciavano intuire una sorta raddoppio dell’impianto”. 
Grazie a queste segnalazioni ai mass media, è intervenuto l’assessorato provinciale alla sicurezza (il Comando polizia provinciale di Paullo), che aveva preso le debite informazioni con sopralluoghi e controlli. 
E, in questi giorni, è stato deciso il blitz su tutta l’area di scavo non autorizzata, finita così sotto sequestro, scongiurando il rischio di un raddoppio della struttura per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, insilato di mais nella fattispecie.

Probabili ulteriori abusi

Come riporta il Cittadino del 10 gennaio, di fatto la proprietà del sito (la Agricola Montone S.a.s) stava costruendo l’ampliamento delle vasche di fermentazione e dei silos. Ma l’autorizzazione non c’è: nessun ente in conferenza di servizi, né Provincia, Comune o Parco Agricolo Sud Milano, ha mai dato il via libera al raddoppio del progetto in questione. Gli uomini che fanno riferimento all’assessore provinciale Stefano Bolognini hanno constatato uno scavo da 4.085 metri quadri extra perimetro per una lunghezza di 95 metri, una larghezza media di 43 e una profondità media di trincea di 3,8 metri. Il volume complessivo dello scavo, che non ci dovrebbe essere, è pari a 15.500 metri cubi. Lo sbancamento non è nemmeno privo di parti murarie, perché all’interno del sito c’erano già delle platee in cemento e strumentazioni varie finalizzate ad accendere Occhiò-bis. L’area su cui insiste il tutto è circondata da una trincea sviluppata per 140 metri con una profondità di circa un metro. Dulcis in fundo, in merito al cantiere non autorizzato sono state rilevate varie irregolarità sotto il profilo della sicurezza sui luoghi di lavoro, sotto l’aspetto contributivo e quello dell’assegnazione dei lavori alle ditte esecutrici. L’area è stata sottoposta a sequestro preventivo penale anche per evitare che l’ampliamento venisse occultato con terre da riporto, per essere pronto a riemergere. 
Il fascicolo è ora alla Procura della Repubblica di Lodi. 
Ma Italia Nostra Milano Sud Est intende andare oltre: a suo avviso, infatti, vi sarebbero altre irregolarità in termini di rispetto paesaggistico, tra cui un’altezza degli impianti superiore a quanto previsto dall’accordo di programma.
Non è questo il luogo per disquisire sulla nocività o meno degli impianti di biogas. Di certo, però, ancora una volta le sentinelle del Parco Sud hanno messo un freno agli abusi sul nostro territorio. Unisciti a noi e diventa anche tu una sentinella del Parco.

Biogas Sequestro occhio

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