Le autostrade di Maroni
non consumano suolo

Per il neo governatore Maroni, le autostrade non consumano suolo agricolo.
Nel programma elettorale di Maroni si leggeva, infatti, a chiare lettere l’intento di accelerare la realizzazione delle autostrade in Lombardia, in particolare di Pedemontana, Brebemi e Tem. Ma, a pagina 40 del suo programma, si leggeva altresì: “la tutela complessiva del territorio, che si basa su politiche integrate e multidisciplinari fortemente connesse agli aspetti che direttamente o indirettamente coinvolgono il suolo agricolo, il quale merita una specifica disciplina di garanzia, considerato il massiccio depauperamento a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, soprattutto ad opera delle nuove edificazioni e delle numerose infrastrutture viabilistiche”.

Le autostrade di Maroni
non consumano suolo

Per il neo governatore Maroni, le autostrade non consumano suolo agricolo.
Nel programma elettorale di Maroni si leggeva, infatti, a chiare lettere l’intento di accelerare la realizzazione delle autostrade in Lombardia, in particolare di Pedemontana, Brebemi e Tem. Ma, a pagina 40 del suo programma, si leggeva altresì: “la tutela complessiva del territorio, che si basa su politiche integrate e multidisciplinari fortemente connesse agli aspetti che direttamente o indirettamente coinvolgono il suolo agricolo, il quale merita una specifica disciplina di garanzia, considerato il massiccio depauperamento a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, soprattutto ad opera delle nuove edificazioni e delle numerose infrastrutture viabilistiche”.

Per fare comprendere l’entità dell’erosione del territorio, prendiamo i dati dichiarati dal responsabile della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia che ieri, al convegno Metropoli agricole: un nuovo modo di essere città, organizzato dal Fai, ha segnalato che la Regione “perde ogni anno 6mila ettari di territorio agricolo”.

Soldi dei risparmiatori per spalmare asfalto

Una contraddizione palese che non ha impedito a Maroni, sempre ieri, 25 marzo, di sottoscrivere il contratto con alcune banche per ottenere un finanziamento da 1,8 miliardi per il project financing della Brebemi. E, a seguire, secondo quanto dichiarato dal neo governatore, ci sarà Tem.
Legambiente, ma facciamo nostra la sua posizione, risponde con una dura critica al contratto stesso, finanziato in gran parte dalla Cassa depositi e prestiti. Secondo l’associazione ambientalista, si tratta di un esempio di “uso distorto delle risorse di liquidità, il bene più prezioso di questi anni di crisi: anziché investire in sviluppo e imprese, i soldi dei risparmi postali degli italiani serviranno a spalmare asfalto nella pianura padana”.
Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente in Lombardia, sottolinea che Brebemi finirà a Melzo, nel “collo di bottiglia, perché la tangenziale esterna milanese a sua volta non trova i finanziatori dei 33 km inutili”. Inoltre, sempre secondo Balotta, la Cassa depositi e prestiti “si comporta come una nuova Iri, finanzia cioè autostrade di dubbia utilità mentre imprese e comuni sono soffocati dai debiti e la disoccupazione esplode”.

Brebemi, Tem e Maroni

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