Il mercato non crede
nelle autostrade lombarde:
ancora deserta l’asta
per Serravalle, legata a Tem

Anche il secondo bando -a sei mesi di distanza dal primo- per la vendita dell’82,4% della Serravalle la società autostradale controllata dalla Provincia di Milano tramite la holding Asam, non ha ricevuto offerte. E questo, nonostante il presidente Guido Podestà si esprimesse così già ai tempi della prima asta: “È la privatizzazione più importante degli ultimi anni: offriamo il terzo gruppo autostradale italiano tutto concentrato in Lombardia, un buon prodotto da mettere sul mercato dei capitali internazionali con progetti come Pedemontana e Tem, che presentano concessioni con scadenze a lungo termine. Sono fiducioso che andrà meglio del previsto”.

Il mercato non ama
le autostrade lombarde:
ancora deserta l’asta
per Serravalle, legata a Tem

Anche il secondo bando -a sei mesi di distanza dal primo- per la vendita dell’82,4% della Serravalle la società autostradale controllata dalla Provincia di Milano tramite la holding Asam, non ha ricevuto offerte. E questo, nonostante il presidente Guido Podestà si esprimesse così già ai tempi della prima asta: “È la privatizzazione più importante degli ultimi anni: offriamo il terzo gruppo autostradale italiano tutto concentrato in Lombardia, un buon prodotto da mettere sul mercato dei capitali internazionali con progetti come Pedemontana e Tem, che presentano concessioni con scadenze a lungo termine. Sono fiducioso che andrà meglio del previsto”. Stando agli analisti di mercato, il prezzo di vendita è considerato troppo alto, 660 milioni, (4,45 euro ad azione); inoltre, la percentuale all’asta pare poco interessante, in quanto ben oltre la quota di controllo.
In aggiunta, c’è la questione degli aumenti di capitale per la messa a punto dei project financing delle società partecipate Pedemontana e Tangenziale esterna di Milano (Tem): l’abbinamento, in sostanza, fa lievitare il prezzo di gara a circa 1,2 miliardi.
Con due aste andate deserte, il mercato conferma il proprio disinteresse a investire in autostrade lombarde: evidentemente il business non c’è. Un elemento, questo, che riapre le speranze allo stop di Tem e di Pedemontana, infrastrutture messe in campo per mera speculazione. Speculazione che non trova rispondenza tra gli operatori economici. Ecco i costi. Per Pedemontana, 67 km da Cassano Magnago (Va) a Osio Sotto (Bg), ci vogliono 5 miliardi: attualmente ha ricevuto solo 300 milioni di equity e 200 milioni circa di prestito ponte, più il finanziamento pubblico da circa 200 milioni da parte di Cal, la concessionaria regionale (su un totale di 1,2 miliardi garantiti dal settore pubblico). Per la Tem, lunga 32 km e basilare per lo sbocco di Brebemi, servono 2 miliardi: sono stati versati 220 milioni di capitale e ha ottenuto un prestito ponte da 120 milioni.
Aggiungiamo che, sebbene dichiarate autostrade in totale project financing (vale a dire realizzazione di opere pubbliche senza oneri finanziari per la pubblica amministrazione), continuano a essere foraggiate, perché altrimenti i cantieri chiuderebbero, con soldi pubblici, tra cui, l’ultima elargizione del Governo Letta, pari a 350 milioni per la Tem!

Tem, puntare sulle alternative

Perché non orientarsi verso progetti più congrui, meno impattanti sotto il profilo economico e ambientale. Esiste dal 2003 una progetto dettagliato, commissionato congiuntamente da tutti i comuni dell’est e del sud milanese, chiamato “progetto Polinomia”, dal nome della società di ingegneria dei trasporti che ne ha curato la realizzazione, redatto secondo criteri di efficacia, efficienza, razionalità ed economicità.
Il progetto Polinomia in sintesi:
– la riqualificazione della viabilità ordinaria attraverso il raddoppio della Cerca e l’eliminazione dei colli di bottiglia sulle altre strade principali del nostro territorio;
– il potenziamento delle metropolitane, con il prolungamento della MM2 fino a Vimercate e della MM3 fino a Paullo e il miglioramento dei collegamenti intercomunali su autobus di linea.
Si tratta di soluzioni che, oltre ad essere meno invasive della Tem, hanno il vantaggio di risolvere realmente il problema traffico.
Il progetto Polinomia si presenta inoltre decisamente più economico perché non prevede maxi-appalti, dove facilmente si possono occultare corruzione ed interessi mafiosi, ma una serie di micro-interventi facilmente controllabili e appaltabili ad aziende del territorio, con ricadute positive sull’occupazione locale.

Le opportunità per i politici

Certo, per Tem attualmente ci sono molti cantieri già aperti, ma ripristinare il precedente non dovrebbe essere così complicato.
Ai politici, ai banchieri e alle imprese, pur dimostrando una certa ingenuità, nell’invitarli a rileggersi il “progetto Polinomia” (magari aggiornato al 2013), chiediamo: cosa c’è di meglio di un reale sviluppo del tessuto locale, in grado di apportare opportunità di lavoro qualificato nei nostri comuni e di disincentivare la mobilità, risolvendo alla radice il problema traffico e migliorando la qualità della vita delle persone e dell’ambiente tutto?

 

Serravalle, deserta anche la seconda asta. Tem collegata alla vendita

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