Agricoltura Milano Festival,
una tre giorni dedicata
a riflessioni sostenibili antispreco,
ma anche a cultura e divertimento

Diffondere una maggiore conoscenza della “Milano agricola” e dei temi dell’agricoltura in tutte le sue declinazioni, dal campo alla tavola. È questa la mission della prima edizione Agricoltura Milano Festival, che avrà come palcoscenico Milano, il Parco agricolo Sud e le sue cascine. Sarà una tre giorni (4-5-6 ottobre) piena di momenti dedicati alla riflessione, in particolare sullo spreco del cibo, e al dibattito (convegni, workshop, presentazione di libri ecc), a iniziative di intrattenimento (musica, mostre, visita a musei ecc), al coinvolgimento attivo (cucina e alimentazione, mercato, visita alle Aziende agricole del Parco Sud e agli Orti urbani ecc), all’approfondimento didattico (giochi, laboratori, visita alle Fattorie didattiche ecc).

Agricoltura Milano Festival,
una tre giorni dedicata
a riflessioni sostenibili antispreco,
ma anche a cultura e divertimento

Diffondere una maggiore conoscenza della “Milano agricola” e dei temi dell’agricoltura in tutte le sue declinazioni, dal campo alla tavola. È questa la mission della prima edizione Agricoltura Milano Festival, che avrà come palcoscenico Milano, il Parco agricolo Sud e le sue cascine. Sarà una tre giorni (4-5-6 ottobre) piena di momenti dedicati alla riflessione, in particolare sullo spreco del cibo, e al dibattito (convegni, workshop, presentazione di libri ecc), a iniziative di intrattenimento (musica, mostre, visita a musei ecc), al coinvolgimento attivo (cucina e alimentazione, mercato, visita alle Aziende agricole del Parco Sud e agli Orti urbani ecc), all’approfondimento didattico (giochi, laboratori, visita alle Fattorie didattiche ecc).

Primo comandamento: NON SPRECARE

Il tema centrale della prima edizione -diventerà un appuntamento annuale- di Agricoltura Milano Festival sarà quello dello spreco alimentare, una riflessione proveniente dall’Unione Europea, che ha proclamato il 2013 Anno europeo contro lo spreco alimentare. Secondo la FAO, un terzo della produzione agroalimentare mondiale viene sprecato o perso, nei vari passaggi dal campo alla tavola, con un costo economico annuo stimato in 750 miliardi di dollari, pari a 565 miliardi di euro. Un bel paradosso considerato che vi è la necessità di aumentare questa produzione del 60% entro il 2050 per far fronte alla richiesta di una popolazione mondiale in aumento. Una necessità che induce  Andrea Segrè a escare che “Il primo comandamento laico da osservare dovrebbe essere: Non sprecare”. Segrè è il fondatore di Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna che ha promosso la Carta nell’ambito della campagna Un anno contro lo spreco e che, ad oggi, è stata sottoscritta da più di 700 sindaci italiani. Vale la pena di evidenziare che, in Italia, secondo i dati elaborati da Last Minute Market e da Waste Watcher – primo Osservatorio sugli sprechi- lo spreco alimentare rappresenta l’1,19% del Pil (circa 18,5 miliardi riferiti al 2011) così ripartito: lo 0,23% si colloca nella filiera di produzione (agricoltura), trasformazione (industria alimentare), distribuzione (grande e piccola) e ristorazione (collettiva), il resto è a livello domestico: 0,96% del Pil.
Un tema che ha già visto la firma della Carta SprecoZero anche da parte del sindaco di Milano Pisapia, a cui si aggiungeranno i sindaci dei 61 Comuni del Parco Sud che, nell’ambito di Agricoltura Milano Festival, sottoscriveranno il documento di impegno per l’Obiettivo Fine Spreco. La sottoscrizione impegna gli amministratori a sostenere tutte le iniziative che puntano al recupero, a livello locale, dei prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l’intera filiera alimentare, per ridistribuirli gratuitamente ai cittadini con reddito inferiore alla soglia minima. Inoltre, si impegnano a modificare le regole che disciplinano gli appalti pubblici per servizi di ristorazione e ospitalità alberghiera favorendo l’aggiudicazione, a parità di altre condizioni, per le imprese che privilegino l’uso di prodotti del territorio e attuino forme di ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti. Sono anche previste azioni di sensibilizzazione dei consumatori sulla sostenibilità del processo che va dall’acquisto allo smaltimento degli alimenti e gli amministratori comunali si faranno promotori di normative nazionali che regolamentino le vendite scontate, anche oltre il 50%, di alimenti vicini alla scadenza, e che semplifichino le diciture sulle etichette: una per la data entro la quale il cibo deve essere venduto, l’altra che si riferisce al consumo.
La Carta prevede inoltre l’istituzione di un Osservatorio o Agenzia nazionale che incentivi la relazione diretta tra produttori e consumatori, nonché l’efficienza ecologica dal punto di vista della logistica, del trasporto, della gestione delle scorte e degli imballaggi. Un decalogo che, messo in pratica, potrà rappresentare anche una cura all’emergenza rifiuti della Capitale. E si avvierà anche il monitoraggio della rete SprecoZeroNet per verificare cosa stanno facendo i comuni che hanno aderito alla Carta.
Un progetto di tutto rispetto se si considera che, oltre al danno economico, gettare il cibo ha risvolti anche ambientali. Per produrre generi alimentari che finiscono poi in pattumiere, si emettono 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, più del doppio delle emissioni Co2 causate dai trasporti su strada degli Stati Uniti. A risentirne negativamente sono anche il suolo, l’acqua e la biodiversità. L’agricoltura intensiva, per esempio, diminuisce la fertilità dei terreni e richiede, a lungo andare, il ricorso a fertilizzanti chimici, che provocano inquinamento e riducono l’estensione dei terreni coltivabili. Ogni anno, inoltre, 1,4 milioni di ettari di suolo sono impiegati per produrre colture che non finiranno mai in tavola: si tratta di una superficie pari all’intero territorio della Russia e al 28% del suolo agricolo mondiale. Senza dimenticare l’acqua: si sprecano 250 km cubi all’anno, una quantità in grado di riempire l’intero lago di Ginevra. E ancora: sono 9,7 milioni gli ettari di bosco distrutti tutti gli anni per produrre generi alimentari che in buona parte andranno sprecati: si tratta di un dato che influisce in modo devastante sulla biodiversità del nostro pianeta. Neanche i pesci sono esenti dalla follia dello spreco: il 70% degli esemplari raccolti con la tecnica della pesca a strascico sono poi ributtati in mare.

Milano città agricola

Agricoltura Milano Festival è promosso e organizzato da AIA, Associazione di Idee per l’Agricoltura con il sostegno operativo dell’Assessorato all’Agricoltura del Comune di Milano e del Parco Agricolo Sud Milano.
L’Associazione ha come scopi principali quelli di promuovere il confronto, sollecitare opportuni approfondimenti e organizzare iniziative sui temi dell’agricoltura, della sostenibilità ambientale, del cibo, della qualità della produzione. “Abbiamo pensato al Festival -spiega Mauro Del Corpo, Presidente di AIA- per proporre momenti di sperimentazione attiva del tema agricolo e di sensibilizzazione del pubblico verso tutto ciò che è agroalimentare e spreco. Occorre anche ricordare che Milano è anche capoluogo della Regione agricola più importante d’Italia con riferimento alla sua produzione lorda vendibile: la Lombardia è leader nella produzione zootecnica, ad esempio vi si produce oltre il 40% del latte italiano, con punte di eccellenza nell’allevamento suinicolo e bovino, come anche nella cerealicoltura a pieno campo”.
E certamente le cifre della produzione agricola in Lombardia sono di tutto rilievo:
– 7,2 miliardi il valore della produzione agricola regionale, pari al 4% del PIL che sale all’11% compreso il commercio e il trasporto, 15% del totale nazionale
– 67.000 imprese agricole e industriali di settore
– 250.000 lavoratori di cui 140.000 a tempo indeterminato
La Lombardia agricola alleva il 27% dei bovini del Paese, il 30 % delle vacche producendo il 40% del latte, il 20% del pollame, il 40% dei suini.
La sola città di Milano rappresenta uno dei principali crocevia nazionali di flussi economici e produttivi nel settore agroalimentare:
oltre il 50% dell’area metropolitana di Milano (pari a 728,69 mq) è destinato all’utilizzo agricolo o forestale
il Parco Agricolo Sud Milano è il parco agricolo più grande d’Europa con 47.045 ettari e oltre 1.000 aziende agricole
Milano coltiva 82.000 ettari e vanta 1.200 stalle con più di 100.000 bovini e una produzione lorda vendibile (cerali, carne, uova, latte, ortaggi, fiori, piante) che vale circa 419 milioni di Euro
il settore agricolo a Milano impiega 8.300 addetti (dati ISTAT)
A valle del sistema agricolo, nell’ambito di Agricoltura Milano Festival si affronterà il vasto tema della nutrizione: ad esso saranno dedicati incontri sulla cucina di stagione, laboratori sull’alimentazione, mercati per la vendita diretta di prodotti del territorio e altre iniziative.
Il programma della manifestazione è al sito http://www.agricolturamilanofestival.it/

Agricoltura Milano Festival, una tre giorni dedicata a riflessioni sostenibili antispreco, ma anche a cultura e divertimento

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