Se anche Il Giornale
tuona contro l’outlet a Locate
in pieno Parco sud

Non è una vera e propria notizia. O forse sì. Comunque sorprende leggere nella pagine de Il Giornale del 16 ottobre, a firma di Oscar Valori, un articolo (https://www.dropbox.com/s/7hjz3b7pxhf31yj/16.10.13%20giornale.pdf) assai critico sulla scelta del luogo in cui edificare un outlet: a Locate, in pieno Parco Agricolo Sud Milano, un grande centro commerciale di campagna -un’area di 305.000 mq, di cui 172.000 su una superficie ex industriale, mentre i restanti 133.000, su un’area che dovrebbe rimanere agricola, nel Parco e a fianco dell’antico Santuario dedicato alla Madonna della Fontana.
Il giornalista, inoltre, si domanda dove fossero i politici quanto si è deciso di approvare tale nefasto (dal latino, inteso come violazione della legge “divina”) progetto. Ecco, noi vogliamo rassicurarlo: erano tutti lì, PDL e PD, come al solito uniti sotto l’egida del business, dinnanzi a chili di scartoffie che “valutavano idoneo il luogo” e quindi a plaudire per la sua realizzazione.

Se anche Il Giornale
tuona contro l’outlet a Locate
in pieno Parco sud

Non è una vera e propria notizia. O forse sì. Comunque sorprende leggere nella pagine de Il Giornale del 16 ottobre, a firma di Oscar Valori, un articolo (https://www.dropbox.com/s/7hjz3b7pxhf31yj/16.10.13%20giornale.pdf) assai critico sulla scelta del luogo in cui edificare un outlet: a Locate, in pieno Parco Agricolo Sud Milano, un grande centro commerciale di campagna -un’area di 305.000 mq, di cui 172.000 su una superficie ex industriale, mentre i restanti 133.000, su un’area che dovrebbe rimanere agricola, nel Parco e a fianco dell’antico Santuario dedicato alla Madonna della Fontana.
Il giornalista, inoltre, si domanda dove fossero i politici quanto si è deciso di approvare tale nefasto (dal latino, inteso come violazione della legge “divina”) progetto. Ecco, noi vogliamo rassicurarlo: erano tutti lì, PDL e PD, come al solito uniti sotto l’egida del business, dinnanzi a chili di scartoffie che “valutavano idoneo il luogo” e quindi a plaudire per la sua realizzazione.

Ecco tutti gli enti e i soggetti che hanno dato parere favorevole, pur se “condizionato” a vari ritocchini qua e là. Che di fatto non modificano il tremendo impatto sul territorio del Parco Agricolo Sud Milano:
– Provincia di Milano (PDL);
– Parco Agricolo Sud Milano (PDL);
– Comune di Locate di Triulzi (MI) (PD);
– Regione Lombardia – D.G. Commercio, Turismo e Servizi (PDL)
– Ministero per i beni e le attività culturali (Governo Monti)
– ARPA Lombardia – Sede Centrale;
– Comune di Comune di Opera (Lega) e il Comune di Pieve Emanuele (PD) hanno votato contro il progetto: il primo per ha espresso parere contrario per l’impatto del progetto sull’ambiente circostante, sul comparto commerciale, sociale, occupazionale e sul sistema viabilistico locale ritenuto inadeguato; il secondo per le implicazioni sulla viabilità di accesso, in particolare per il traffico proveniente da sud sulla SP28 e per il traffico sulla SP40.

Una logica perversa, che mira solo al denaro

Consumo di suolo, campagna sottratta agli agricoltori, disboscamenti in varie aree per nuove strade (sempre sottraendo territori agricoli al Parco), viabilità al collasso e forte inquinamento ambientale in uno degli ultimi polmoni verdi di Milano e del suo hinterland. “Ma dai! Cosa vuoi che sia di fronte a un progetto da 170 milioni di investimento dell’immobiliarista, che porterà nelle casse del comune di Locate 25 milioni di oneri di urbanizzazione”! Queste, evidentemente, le valutazioni di tutti i protagonisti.
La Provincia, in particolare l’ex assessore al Territorio, il Pdl Fabio Altitonante, ora consigliere regionale, ha avuto modo di dichiarare che “si tratta di un piano di riqualificazione le cui ricadute saranno positive: al Parco andrà un milione di euro”. Ma anche il Direttivo dell’Ente Parco, con il PD, come al solito, accoppiato al PDL nel voto è stato esplicito nella sua scelta: contro il Parco. In difesa dell’outlet, ovviamente, si è schierato anche il sindaco di Locate Triulzi, Severino Preli (PD): “Non capisco gli ambientalisti. Grazie a questo progetto recuperiamo 122mila metri quadrati che saranno restituiti al Parco. Il traffico veicolare poi, se è vero che aumenterà, ci sarà principalmente il sabato e la domenica. Qui si tratta di portare circa 500 posti di lavoro su cui avranno precedenza i locatesi”.
Forse a Preli, che dubita che il traffico settimanale aumenterà, è sfuggito il dato stimato dai realizzatori del progetto, Promos – Locate district sul bacino d’utenza dell’outlet: intorno ai 6,3 milioni di abitanti nei 60 minuti di automobile e di 9,3 milioni di abitanti nei 90 minuti. O l’outlet, per la sua collocazione sarà un vero flop, o, se hanno ragione gli eminenti ideatori del progetto, il traffico crescerà in maniera esponenziale!
Aggiungiamo che, sulla questione del lavoro, la Confcommercio Milano sostiene che: “Questa realtà avrà un impatto negativo molto forte anche sull’economia locale: molti negozianti e commercianti di quartiere entreranno in difficoltà. Quando faremo conto dei danni rispetto ai benefici, ci accorgeremo che non ne sarà valsa la pena”.
Dal punto di vista procedurale, tutti i giochi sono fatti e ogni tassello delle varie “licenze” è stato collocato al posto giusto. Possiamo solo sperare la petizione in corso (https://secure.avaaz.org/it/petition/Fermiamo_il_nuovo_outlet_nel_cuore_del_parco_agricolo_sud_Milano/?cisBtbb) porti a qualche ripensamento nei decisori politici. Oppure possiamo sperare in un miracolo della Madonna della Fontana, che da secoli è meta di pellegrinaggi.

 

Se anche Il Giornale tuona contro l’outlet a Locate in pieno Parco sud

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