Arriva dalla Sicilia
la rinascita “temporanea”
del Castello di Cusago

Parte dal profondo Sud, Agrigento, l’idea di ridare vita al castello di Cusago, gioiello del patrimonio architettonico nazionale e tra i simboli del Parco Sud, con un progetto che attraversa molteplici forme d’arte e consente di rianimare gli spazi agibili dell’antico maniero.
Costruito a metà del 1300, dopo vari passaggi di proprietà, il castello è caduto nell’abbandono fino alla definitiva chiusura al pubblico, avvenuta ormai da oltre vent’anni, poiché necessita di importanti interventi di restauro. Ed ecco che il Castello è sembrato la sede ideale per esportare dalla Sicilia alla Lombardia le sperimentazioni artistiche di alcuni giovani intraprendenti, che hanno la vocazione di rivitalizzare edifici in disuso: si chiamano Rudere Project e sono riuniti in un collettivo formato da artisti e architetti, che ha già realizzato diversi interventi simili ad Agrigento e dintorni.

Arriva dalla Sicilia
la rinascita “temporanea”
del Castello di Cusago

Parte dal profondo Sud, Agrigento, l’idea di ridare vita al castello di Cusago, gioiello del patrimonio architettonico nazionale e tra i simboli del Parco Sud, con un progetto che attraversa molteplici forme d’arte e consente di rianimare gli spazi agibili dell’antico maniero.
Costruito a metà del 1300, dopo vari passaggi di proprietà, il castello è caduto nell’abbandono fino alla definitiva chiusura al pubblico, avvenuta ormai da oltre vent’anni, poiché necessita di importanti interventi di restauro. Ed ecco che il Castello è sembrato la sede ideale per esportare dalla Sicilia alla Lombardia le sperimentazioni artistiche di alcuni giovani intraprendenti, che hanno la vocazione di rivitalizzare edifici in disuso: si chiamano Rudere Project e sono riuniti in un collettivo formato da artisti e architetti, che ha già realizzato diversi interventi simili ad Agrigento e dintorni. L’idea di riproporre l’iniziativa in Lombardia nasce dall’incontro di Rudere Project con Nateo, società con sede a Cusago, dedicata all’organizzazione di eventi culturali e spettacoli, e viene attivamente sostenuta da parte dell’Amministrazione comunale e a cui si è unita anche la società proprietaria, che ha concesso l’utilizzo del bene in comodato d’uso gratuito.
Rudere Project prevede la riattivazione degli spazi agibili e sicuri del Castello, da allestire con esposizioni temporanee e interventi di microarchitettura e design. Percorsi espositivi, spazi per incontri e conferenze, set fotografici e molto altro sono i progetti da realizzare nel Castello, sulla falsariga di quanto già messo in opera da Rudere Project in Sicilia. Accendere i riflettori sul Castello di Cusago, organizzandovi eventi culturali, legati anche all’agricoltura urbana, alla natura, permetterà di sfruttare quindi lo stato intermedio tra l’abbandono degli ultimi anni e l’auspicata e indispensabile ristrutturazione, contribuendo a focalizzare l’attenzione di possibili investitori o compratori su questo bene storico architettonico.

I primi passi fino alla prossima primavera

Rudere Project e Nateo Ruins hanno già iniziato ripulendo e sistemando alcune parti del Castello per poterle riaprire al pubblico, con le dovute cautele. Durante il periodo del comodato d’uso del Castello di Cusago verranno costruite le microinfrastrutture utili alla fruizione del rudere, che verrà inaugurato pubblicamente in primavera. Dopo la costruzione è prevista una fase di vera e propria attivazione sociale, programmando gli eventi culturali e dando spazio alle associazioni che si
dimostreranno interessate e che presenteranno progetti validi e sostenibili.
Prima di allora, per tutto l’inverno, si creeranno le basi per una gestione della programmazione culturale partecipata del Castello, coinvolgendo associazioni e cittadinanza in iniziative e incontri.
Marcella Bellia, titolare di Nateo Ruinse promotrice del progetto, rivolge un appello agli artisti per il Castello di Cusago: “Il riuso temporaneo del Castello è una iniziativa di imprenditoria sociale che vuole coinvolgere volontari, cittadinanza attiva e aziende nel prendersi cura di questo grande rudere. Il progetto è aperto a chiunque voglia condividere le proprie passioni e capacità e a tutte le aziende e gli imprenditori che hanno a cuore l’accrescimento culturale ed economico del territorio cusaghese.” Luigi Greco e Lorenzo Romano, rappresentanti di Rudere Project a Cusago affermano: “Rudere Project ha già iniziato a contattare artisti e professionisti italiani e stranieri per portare opere e installazioni ‘site specific’ che saranno parte integrante dell’allestimento che si snoderà per le aree agibili del Castello. Tutti i cittadini potranno contattarci per proporre progetti e iniziative che animeranno la prossima Primavera del Castello di Cusago.” Per chi fosse interessato, il contatto è marcella@nateo.it

La spinta dell’amministrazione comunale

Nonostante sia da sempre proprietà di privati, il Castello è il simbolo e l’orgoglio di Cusago. Nel corso degli anni le varie amministrazioni si sono sempre adoperate per trovare una soluzione che ne evitassaro il progressivo degrado. E, di recente, il gioiello di Cusago è stato inserito ne I Castelli del Ducato, percorso culturale e turistico che dal Castello Sforzesco di Milano conduce fino ai Castelli di Bellinzona: un esempio del valore attribuito al bene dalla comunità anche internazionale.
“Dopo diversi tentativi di vendita, mai arrivati a conclusione, questa innovativa occasione di valorizzare il Castello ci è sembrata una buona opportunità da sostenere -commenta Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago-. Avremmo naturalmente preferito una soluzione che prevedesse il restauro in toto del bene, ma siamo sempre aperti e disponibili ad accettare idee intelligenti che riportino attenzione e cure al Castello, da qualsiasi parte provengano. Oltre a restituire il bene alla fruizione pubblica, questo progetto può anche fornire l’occasione di mostrare a un possibile acquirente le maggiori opportunità di business che si potrebbero aprire restaurando il Castello.”

Tra storia e forme architettoniche

Il Castello di Cusago viene fatto costruire da Bernabò Visconti tra il 1360 e il 1369, si dice sui resti di una fortificazione longobarda di carattere militare. A metà del XV secolo Filippo Maria Visconti amplia la costruzione e realizza il Naviglietto, canale navigabile che collegava Cusago al Naviglio Grande all’altezza di Gaggiano e permetteva di spostarsi da Milano a Cusago via acqua. Tra il 1485 e il 1490 il palazzo viene ricostruito e ampliato da Ludovico il Moro, raggiungendo così la sua forma attuale.
La struttura si sviluppa su due piani e misura 62 x 96 metri. La pianta, a forma rettangolare con un torrione merlato centrale sormontato da una torricella in corrispondenza del portone di ingresso, richiama la vocazione prevalentemente residenziale e non difensiva dell’edificio. Nonostante le forme lo avvicinino alle tipiche fortificazioni del tardo medioevo, la struttura è priva di fossato e di torri angolari, ma è dotata di portone a saracinesca.
La facciata, splendida nella sua imponenza, si presenta come fortemente caratterizzata dalla torre, dalla cui cima si poteva osservare l’intero territorio circostante, e dal portone di ingresso rivolto a est, la cui loggetta sporgente fu aggiunta in epoca successiva su indicazione di Ludovico il Moro.
La torre diede l’ispirazione all’architetto Luca Beltrami per la ricostruzione ottocentesca della torre del Castello sforzesco a Milano.
L’Istituto Nazionale dei Castelli ha inserito nelle sue tradizionali visite guidate il castello di Cusago, che ha meritato anche il 23° posto nel censimento proposto dal FAI su “I luoghi del cuore”, classifica che riunisce i monumenti italiani più amati.

Arriva dalla Sicilia la rinascita “temporanea” del Castello di Cusago

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I cookie, anche di terze parti, ci permettono di migliorare la navigazione e la fornitura di annunci pubblicitari. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni invitiamo a leggere la Cookie policy