I nostri auguri a voi
per far vivere il Parco Sud

Cari amici,
nell’augurare a tutti voi le migliori feste, pensando a un sereno anno nuovo il mio pensiero va inevitabilmente al nostro Parco. Anche quest’anno non è stata un’annata propriamente felice. I colpi inferti alla bellezza e all’integrità del Parco Agricolo Sud Milano sono stati diversi, tra cui la ratifica del progetto di un mega outlet di campagna a Locate, vicino al bene monumentale del santuario di Santa Maria ad Fontem, tagli sciagurati di boschi, l’avanzata dell’inutile e devastante TEEM, i numerosi Piani di governo dei comuni che, quando non stralciano migliaia di mq di aree Parco, distruggono comunque e irresponsabilmente centinaia di ettari di verde senza alcuna reale necessità.
A tutto ciò si aggiunge l’approvazione del Piano di Coordinamento della Provincia che, invece di essere reale salvaguardia dell’agricoltura, consegna ai cementificatori il 20% delle nostre terre.

I nostri auguri a voi
per far vivere il Parco Sud

Cari amici,
nell’augurare a tutti voi le migliori feste, pensando a un sereno anno nuovo il mio pensiero va inevitabilmente al nostro Parco. Anche quest’anno non è stata un’annata propriamente felice. I colpi inferti alla bellezza e all’integrità del Parco Agricolo Sud Milano sono stati diversi, tra cui la ratifica del progetto di un mega outlet di campagna a Locate, vicino al bene monumentale del santuario di Santa Maria ad Fontem, tagli sciagurati di boschi, l’avanzata dell’inutile e devastante TEEM, i numerosi Piani di governo dei comuni che, quando non stralciano migliaia di mq di aree Parco, distruggono comunque e irresponsabilmente centinaia di ettari di verde senza alcuna reale necessità.
A tutto ciò si aggiunge l’approvazione del Piano di Coordinamento della Provincia che, invece di essere reale salvaguardia dell’agricoltura, consegna ai cementificatori il 20% delle nostre terre.

Oltre il Parco Agricolo Sud Milano

La pianura padana, e la Lombardia in particolare, è il luogo più inquinato d’Europa per quanto riguarda le polveri sottili e ultrasottili (PM2,5). Basta prendere le mappe dell’Agenzia per l’Ambiente diramate nel 2013 per vedere  un po’ di rosso nelle zone del nord Europa, un po’ più intenso verso la Polonia e un bel rosso profondo sulla nostra Pianura Padana. Questa non è certamente una novità ma, mentre nel resto dell’Europa in questi anni si sono attivate delle misure contenitive all’inquinamento, le statistiche delle centraline di rilevamento lombarde sono da bollino nero fin dal 2002: “nessun cambiamento significativo”. La politica italiana sull’inquinamento si affida al meteo: si incrociano le dita e si spera che un po’ di vento e meno giorni di sole possano spostare dai vicini la nostra puzza e che il terreno e le coltivazioni assorbano il resto.

Il 12 giugno del 2012 l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha diramato lo studio del CIRC (Centro Internazionale di Ricerca sul Cancro): all’unanimità i ricercatori hanno dimostrato che il diesel e le sue emissioni sono cancerogeni. Non un po’, ma a livello 1, cioè il più alto. Anche questa non è una novità, si sapeva già da tempo, ma ora non è più una questione di sensibilità ambientalista, bensì una realtà scientificamente provata.

A fronte di ciò in Lombardia si progettano e si stanno realizzando oltre 800 km di nuove strade e autostrade per il trasporto privato, mentre non si trovano i soldi per pochissimi km di metropolitana strapromessa. Ai cittadini e ai nostri figli viene un tumore? Chi se ne frega.

Dal punto di vista ambientale, emblematico è il caso del Lambro: è il fiume più inquinato d’Europa,  il principale fattore inquinante del Po e uno dei primi inquinanti del mare Adriatico, in alto nella Top ten mondiale per i fiumi inquinati e per cui le direttive europee chiedono che le sue acque siano rese “buone” entro il 2015. Per la bonifica si è chiesta una proroga al 2027, forse per iniziare a pensarci, anche se le prime denunce sull’inquinamento di questo fiume risalgono al 1947, anno in cui si lamentavano morie di pesci “già prima della guerra”.
 
La politica italiana è fallimentare, non è capace di dare le risposte necessarie a questo periodo storico e non pare essere interessata alla tutela del cittadino, soprattutto alla sua salute. La crisi è diventata per molti aspetti una scusa per eliminare definitivamente dall’agenda politica argomenti come la tutela del paesaggio, del patrimonio storico e ambientale della nazione; argomenti di scarso interesse per i politici italiani, sebbene previsti tra i 12 principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico e dall’art. 9 della Costituzione. Il problema non è solo la crisi, ma quanto sarà concesso ai soliti noti e impuniti di poter approfittare di questo paese e di questa situazione.
Oltre a ciò, dietro a una legge elettorale palesata “di maggiore stabilità governativa” si è assistito a ruberie di ogni sorta e delibere totalmente opposte all’interesse dei cittadini. Poche e non rappresentative persone decidono per tutti, democraticamente non espugnabili, avendo d’ufficio una maggioranza assoluta.
L’organo legislatore, anche con le leggi regionali, ha creato una falsa partecipazione pubblica sul governo del territorio. Abbiamo visto come  VAS, VIA, osservazioni ecc siano paragonabili alla nobile arte delle “tre carte” dove in una delle tre dovresti trovare la partecipazione, ma mischiandole abilmente non la trovi mai.  

Un Parco da salvaguardare insieme

E il Parco Agricolo Sud Milano dove si colloca in tutto questo? Il nostro Parco Sud è  emblematicamente la prima linea di difesa ambientale a ridosso della metropoli e del centro della Pianura padana, motori economici e politici, purtroppo anche inquinanti, del nord Italia. Un parco che è necessario difendere centimetro per centimetro. Un parco frammentato, più difficile da difendere, facile da offendere, che paga per primo le conseguenze di decisioni spesso incompetenti o, a volte, prese nell’interesse di quei cittadini più vicini alla politica rispetto ad altri.

È un parco che già oggi e ancora di più nei prossimi anni pagherà per la scellerata voglia di costruire una nuova tangenziale che, nell’assurdità della politica italiana attuale, oltre a quanto costerà in termini economici (che gira e rigira sono soldi pubblici) andrà ad aggravare ulteriormente una situazione ambientale già compromessa.
È un Parco AGRICOLO che in vista dell’EXPO (il cui tema principale è l’agricoltura) si sta suicidando a causa del BioGas, dove un agricoltore guadagna di più nel “bruciare” il raccolto  che nel produrre alimenti. Questo è un doppio fallimento etico ed economico, oltre che politico che evidenzia il non aver saputo incentivare adeguatamente la produzione di qualità su un territorio che da sempre ha segnato la ricchezza e l’importanza della città di Milano e della Lombardia.
Il Parco Sud potrebbe essere un EXPO a cielo aperto e permanente, invece ne viene compromessa l’integrità con nuove strade, che neppure raggiungono la sede espositiva, le cascine vengono abbandonate, i contadini espropriati, si vogliono stralciare aree di Parco e non si applica nessuna seria politica ambientale.

É possibile fare un augurio positivo per il 2014 con tutta questa mistificazione e falsificazione? Certo! Anche se ci vogliono far credere che una nuova autostrada creerà più verde di quello che distrugge. Anche se scrivono che tra i principi fondamentali delle azioni di governo del territorio è prevista la tutela dell’ambiente, ma in Lombardia, sommando le previsioni dei vari PGT, la popolazione quasi raddoppierebbe; anche se per fare un’esposizione universale sul cibo si compromette il Parco Agricolo più grande d’Europa, anche se per valorizzare un’area verde degradata si sceglie di costruirci sopra e via discorrendo.
Una certa sensibilità si sta diffondendo tra i cittadini, anche se in maniera a volte confusa, e la gente inizia ad essere stufa e a “reagire”. Ed è un buon segno.
Il Parco sud può diventare una “barricata” contro la cementificazione, contro chi se ne frega della salute dei cittadini, contro chi intende la gestione di un paese solo dal punto di vista economico, contro chi ha una visione del futuro ridotta alla propria vita politica.
Però bisogna essere sempre di più, bisogna che tutti, nel nostro piccolo, troviamo il tempo di dedicarci a ciò che ci circonda: il Parco può essere un ottimo contenitore dove sviluppare reali tematiche sulla tutela  dei cittadini, di queste Terre che ci ospitano e della loro salute.
Interessarsene e attivarsi non è più un hobby o una sensibilità: è ormai una necessità che tutti noi siamo chiamati ad affrontare.
Partecipate con noi alla difesa del Parco Sud. Vi aspettiamo nel 2014!

Kisito Prinelli, presidente associazione per il Parco Sud Milano

 

I nostri auguri a voi per far vivere il Parco Sud

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