Mirasole, quando i monaci
fanno rivivere
le abbazie del Parco Sud

Sono arrivati a ottobre. Due mesi di duro lavoro -assistiti da volontari (anche quelli della Protezione civile di Opera), da idraulici, elettricisti e pittori- hanno consentito ai nuovi arrivati di “abitare” l’abbazia di Mirasole di Opera: sono i 14 monaci premostratensi, che a distanza di cinque secoli dalla partenza dei precedenti inquilini, i frati Umiliati, si sono insediati nella “nuova casa” per far rifiorire questo luogo di culto, ricco di arte e di storia.
Un evento reso possibile grazie al concordato firmato a febbraio dello scorso anno con la Fondazione Policlinico, proprietaria del complesso monastico, che ha affidato a questo ordine lo storico complesso di Mirasole in comodato gratuito per 99 anni.

Mirasole, quando i monaci
fanno rivivere
le abbazie del Parco Sud

Sono arrivati a ottobre. Due mesi di duro lavoro -assistiti da volontari (anche quelli della Protezione civile di Opera), da idraulici, elettricisti e pittori- hanno consentito ai nuovi arrivati di “abitare” l’abbazia di Mirasole di Opera: sono i 14 monaci premostratensi, che a distanza di cinque secoli dalla partenza dei precedenti inquilini, i frati Umiliati, si sono insediati nella “nuova casa” per far rifiorire questo luogo di culto, ricco di arte e di storia.
Un evento reso possibile grazie al concordato firmato a febbraio dello scorso anno con la Fondazione Policlinico, proprietaria del complesso monastico, che ha affidato a questo ordine lo storico complesso di Mirasole in comodato gratuito per 99 anni. E il contratto prevedeva che fossero i monaci a occuparsi della manutenzione dell’edificio e a sostenerne le spese. Tra i loro compiti, oltre a quello di aprire quotidianamente il complesso come luogo di accoglienza spirituale, vi è anche quello di farne una meta turistica e culturale. Così, per esempio, quando il 24 ottobre è stata indetta la festa della strada delle abbazie, Mirasole ha accolto centinaia di visitatori alla scoperta di questo patrimonio. Un rito che, per i curiosi della fede e dell’arte, si ripete ogni domenica pomeriggio: un frate li guiderà nell’abbazia per raccontarne la storia e le bellezze.

Chi sono i nuovi monaci

L’ordine dei Premostratensi è poco conosciuto in Italia. Ha infatti origini normanne ed è stato fondato da San Norberto di Xantes: il 25 dicembre 1121, Norberto e i suoi seguaci si insediarono a Prémontré (in latino Premonstratum, da cui il nome dell’ordine), dove presero i voti e iniziarono a condurre vita comune secondo la regola di Sant’Agostino, che divenne l’abbazia madre del nuovo ordine. In Italia sono un ordine giovane: infatti, il Priorato (ora con sede a Mirasole) è stato fondato a Rivalba, in diocesi di Torino, solo il 29 giugno 1990.
I canonici regolari premostratensi sono sacerdoti che alla vita contemplativa uniscono l’esercizio del sacro ministero (culto liturgico, ministero parrocchiale, ma anche educazione della gioventù e apostolato missionario). Sono circa 1.300 -tra frati e monache- i componenti dell’ordine, presente in europa, Russia, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Congo, Brasile, Perù, India e Australia.


Un’abbazia con vocazione agricola

L’abbazia di Mirasole, che risale agli inizi del 1200, è una delle testimonianze artistiche e di civiltà più interessanti del Parco Agricolo Sud Milano. Fondata dall’Ordine degli Umiliati, era una delle cascine-abbazie dove i monaci si dedicavano alla coltivazione dei campi e alla fabbricazione di panni di lana con sistemi innovativi per l’epoca. 
Del complesso fanno parte gli edifici agricoli, la chiesa di Santa Maria Assunta del XIV e il chiostro, gemma dell’abbazia, risalente alla fine del ‘300  e costituito da un loggiato di colonne in cotto. 
La struttura della cascina lombarda in età moderna trae spunto proprio da questa tipologia di edificio, in parte monastero e in parte fattoria: che prende il nome di grangia. Nel complesso dell’abbazia c’erano due ingressi, uno dalla città, l’altro dai campi, che immettevano nella corte circondata da stalle, laboratori e abitazioni. L’ordine degli Umiliati fu soppresso nel 1582 e l’abbazia fu officiata dagli Olivetani. I beni passarono al Collegio elvetico e nel 1797 passò all’Ospedale Maggiore di Milano, che dal 1981 vi ha condotto una serie di restauri e vi ha trasferito la biblioteca.
Mirasole, dall’inizio del 1900 è sostanzialmente disabitata; negli ultimi 30 anni, è stata aperta solo qualche ora al giorno e, saltuariamente, ha ospitato concerti e convegni.
La nascita dell’Associazione per l’Abbazia di Mirasole nel 1981 permise di dare avvio a radicali lavori di restauro dell’intero complesso. Protagonista fu Franca Chiappa – il cui sogno era di trasferire a Mirasole la quadreria (920 ritratti) dei benefattori dell’Ospedale Maggiore – che cominciò ad organizzare al Teatro alla Scala dei concerti benefici a favore di Mirasole. A seguito di questi concerti cominciarono a parlare di Mirasole i giornali e le televisioni e, nel 1983, grazie ai contributi principalmente di Regione Lombardia e di Fondazione Cariplo, iniziarono i lavori di restauro che sono proseguiti, seppur con interruzioni, fino al 2007.


Lo stemma dell’abbazia, prima usato dal comune di Opera e dagli anni ’90 componente principale dello stemma della Provincia di Milano, rappresenta un sole raggiante dal volto umano delimitato dalla falce di luna, entrambi legati ai lavori agricoli. 
Troppo spesso, purtroppo, pur con il suo nome e con il suo stemma, ci si dimentica che questo Parco è dedicato all’agricoltura.

 

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