Agricoltori abbandonati
e piste ciclabili svanite!
Ecco il modus operandi di Tem

Avete visto Maroni pestare i piedi per avere i 30 km di piste ciclabili (in rosso nell’immagine) promesse dalla Tem con tanto di accordo di programma? E per il prolungamento delle linee metropolitane? E per far corrispondere gli indennizzi degli espropri agli agricoltori che hanno abbandonato ormai dal 2012 le loro coltivazioni? Noi No! Ma per avere i 330 milioni di soldi pubblici a favore di un’opera privata, come la Tem, questo sì, continuiamo a vederlo. In realtà si stanno calpestando i diritti dei cittadini e i politici se ne stanno alla finestra.

Tante promesse e pochi manufatti

Ma concentriamoci sulle opere di compensazione della tremenda striscia d’asfalto che ora percorre il Parco a est: i 30 km di piste ciclabili.
Ecco cosa ci propina la società Tem dal suo sito in merito: “La nostra società costruirà molte infrastrutture progettate per servire gratuitamente il territorio e i pendolari, che, da almeno quarant’anni, ne auspicano la realizzazione non meno di quella di Teem, Pedemontana lombarda e Brebemi. Tali interventi, a torto ritenuti minori, non comporteranno, infatti, alcun impiego di denaro pubblico dal momento che verranno, come Teem, interamente finanziati da soggetti privati (e i 330 milioni che hanno appena incassato? n.d.r.).

Agricoltori abbandonati
e piste ciclabili svanite!
Ecco il modus operandi di Tem

Avete visto Maroni pestare i piedi per avere i 30 km di piste ciclabili (in rosso nell’immagine) promesse dalla Tem con tanto di accordo di programma? E per il prolungamento delle linee metropolitane? E per far corrispondere gli indennizzi degli espropri agli agricoltori che hanno abbandonato ormai dal 2012 le loro coltivazioni? Noi No! Ma per avere i 330 milioni di soldi pubblici a favore di un’opera privata, come la Tem, questo sì, continuiamo a vederlo. In realtà si stanno calpestando i diritti dei cittadini e i politici se ne stanno alla finestra.

Tante promesse e pochi manufatti

Ma concentriamoci sulle opere di compensazione della tremenda striscia d’asfalto che ora percorre il Parco a est: i 30 km di piste ciclabili.
Ecco cosa ci propina la società Tem dal suo sito in merito: “La nostra società costruirà molte infrastrutture progettate per servire gratuitamente il territorio e i pendolari, che, da almeno quarant’anni, ne auspicano la realizzazione non meno di quella di Teem, Pedemontana lombarda e Brebemi. Tali interventi, a torto ritenuti minori, non comporteranno, infatti, alcun impiego di denaro pubblico dal momento che verranno, come Teem, interamente finanziati da soggetti privati (e i 330 milioni che hanno appena incassato? n.d.r.). Non faremo, dunque, ricorso alla fiscalità generale che, peraltro, nell’ultimo mezzo secolo, non ha mai assicurato le risorse necessarie per riqualificare arterie intasate come la Via Emilia, la Sant’Angiolina, la Paullese e la Cassanese”. A dare un quadro dello stato di avanzamento delle ciclabili è Il Cittadino del 15 febbraio 2014 (clicca qui). In sintesi, per le opere di compensazione c’è sempre tempo! Purtroppo è noto che spesso di trasformano in nulla di fatto.

Il Cipe cancella la ciclabile Cerca-Binasca

Ci sono notizie che sarebbero battute esilaranti degne del palcoscenico di Zelig se non fosse che sono dette da figure istituzionali che dovrebbero soppesare le parole per evitare il ridicolo. È il caso della motivazione data dal CIPE per cancellare la progettazione della ciclabile prevista a compensazione del progetto stradale Cerca-Binasca. Ecco come la racconta Giulietta Pagliaccio, presidente di FIAB Onlus: “Due parole di chiarimento per chi non conosce la vicenda. La Tem che, comunque la si pensi, non si può negare che sarà una ferita profonda nel territorio, prevede una serie di opere di compensazione e una di queste era una pista ciclabile di collegamento tra Colturano e Melegnano: voglio ricordare che realizzare opere di questo genere è obbligatorio in base alla legge 366. Dopo che l’amministrazione comunale aveva, tramite un accordo di programma, concordato con Tem un certo percorso per questo tracciato, il progetto viene modificato con un tracciato che va verso Rocca Brivio che viene respinto perché il CIPE la ritiene ‘esteticamente non congruente’ con il cono ottico della Rocca”.
Caro CIPE, diteci che non è vera questa affermazione che non solo abbatte il muro del ridicolo, ma ha anche il sapore agro della medicina che ti somministrano con lo zucchero per non farti sentire troppo amaro in bocca. Con che coraggio parlate di “estetica” in un’area dove l’infrastruttura tutta della TEM modificherà qualsiasi cono ottico con buona pace della congruenza estetica da qualsiasi punto lo si guardi!
“Per favore -conclude Pagliaccio- non vi si chiede di dirci che quello che state facendo è devastante, e anche voi un po’ ve ne vergognate, ma non prendeteci in giro”.

E la Tem espropria ma non paga gli agricoltori

Ancora una volta è il quotidiano Il Cittadino (14 febbraio 2014) che ci aggiorno sul poco apprezzabile modus operandi della società Tem: a quasi due anni dall’inizio dei lavori dell’autostrada, a molte imprese agricole espropriate dai loro terreni non sono ancora state saldate le loro spettanze. In totale, Tem spa, a fronte di 938 “esecuzioni forzate”, incluse le circa 230 di espropriazione temporanea, su un totale di circa 120 milioni spettanti, ha sborsato 45 milioni, pari ad appena il 38% del totale dovuto agli agricoltori! Non si tratta di fredde cifre contabili, ma di sopravvivenza per le famiglie degli imprenditori, come per esempio Emilio Dedé, 25 ettari di terreno di cui 3,5 occupati da cantieri, che così spiega la sua situazione “Io sono per metà proprietario e per l’altra metà in affitto. Produco foraggi che in parte vendo e in parte utilizzo per la piccola stalla. Da luglio del 2012 attendo l’indennizzo, che, essendo anche affittuario, avrei diritto di ricevere prima. Sento dire che Melzo è stata ripagata, per i terreni ceduti a Tem, con una biblioteca da 4,5 milioni. Io non ho nulla contro le biblioteche, anzi, ci vado pure io. Ma forse bisognava capire che la priorità dell’autostrada sono quelli che le cedono il posto, cioè noi agricoltori. Soprattutto i piccoli proprietari che ora vivono sul filo del rasoio”.
Da non crederci! Quanti sacrifici, e non solo ambientali, per un’autostrada così inutile e devastante.

Piste ciclabili svanite, agricoltori abbandonati.. Ecco il modus operandi di Tem

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