24 maggio, festa dei Parchi
Che fine farà l’incompiuto Parco Sud
con la nascente Città Metropolitana?

Oggi, 24 maggio, in tutta Europa si festeggia il patrimonio verde: è infatti la Giornata europea dei parchi, iniziativa indetta dalla Federazione europea dei parchi e che ricorda il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco del Vecchio continente. Uno spunto per parlare del Parco Agricolo Sud Milano, che a distanza 25 anni dalla sua nascita rimane incompiuto a causa della scarsissima progettualità dell’Ente Parco e del suo disinteresse alla salvaguardia di questo territorio. Renato Aquilani, presidente dell’associazione per il Parco Sud Milano, tratteggia un bilancio del periodo e mette in risalto i rischi per la stessa sopravvivenza del Parco.

24 maggio, festa dei Parchi
Che fine farà l’incompiuto Parco Sud
con la nascente Città Metropolitana?

Oggi, 24 maggio, in tutta Europa si festeggia il patrimonio verde: è infatti la Giornata europea dei parchi, iniziativa indetta dalla Federazione europea dei parchi e che ricorda il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco del Vecchio continente. Uno spunto per parlare del Parco Agricolo Sud Milano, il grande “incompiuto” a distanza di 25 anni dalla sua nascita.

Istituito nel 1990 come parco di cintura urbana per decongestionare l’area metropolitana, ma anche e soprattutto, come parco agricolo, il Parco Sud nasce con l’imprimatur di parco regionale in modo tutt’altro che lineare: già dagli anni ‘70 era stato delineato in forma embrionale, poi ripreso e concretizzato da urbanisti illuminati del Pim (Centro Studi di Programmazione intercomunale dell’area Metropolitana), che si rifacevano all’esperienza londinese della green belt. “Arriva poi -spiega Renato Aquilani, presidente associazione per il Parco Sud Milano- la spinta determinante delle associazioni e dei comitati di Milano e dei comuni dell’hinterland: la volontà era quella di bloccare le spinte all’urbanizzazione delle grandi immobiliari, che stavano sviluppando mega lottizzazioni residenziali e terziarie nell’indisturbato, sino ad allora, territorio agricolo del sud Milano”.
Associazioni e comitati costituirono, nel 1985, l’Associazione per il Parco Sud Milano ed elaborarono, nel 1987, una proposta di legge popolare con tanto di cartografia, supportata da  5mila firme autenticate. La proposta fu bocciata, ma si arrivò a un compromesso, con grandi e piccoli “buchi” per accontentare le  immobiliari (Berlusconi, Cabassi, Ligresti in testa) e i sindaci interessati.

Un bilancio molto amaro

A quasi 25 anni dalla sua creazione, il bilancio di questo parco è molto deficitario sia sotto il profilo dello sviluppo di progetti di fruizione da parte dei cittadini sia relativamente alla protezione e salvaguardia del territorio. L’Ente Parco (la Provincia di Milano) non ha opposto una ferma difesa contro i grandi progetti di urbanizzazione: cancellazione di aree dal Parco come nel caso del Cerba (620.000 mq nel sud Milano), a Rosate e a Vignate (in totale 150.000 mq), nonché contro lo sfascio del sistema agricolo, consentendo l’impatto devastante della Tangenziale est esterna (Teem). E anche per la zona ovest il futuro è nero: il nuovo Piano territoriale della Provincia (Ptcp) ha previsto, senza clamore da parte dell’Ente Parco, nuove mega infrastrutture stradali.
“Ma ancora più colpevole -aggiunge Aquilani- è stata la trascuratezza dell’Ente Parco sul lato della progettualità. La legge istitutiva, infatti, prevedeva piani settoriali, ma la maggior parte di questi sono rimasti lettera morta, come il piano della fruizione: un Parco che non si offre ai cittadini rimane sulla carta, misconosciuto ai cittadini che lo abitano”.
Vi è poi la mancata pianificazione dei piani di cintura urbana: sono aree di confine tra la città e la campagna, estremamente delicate e dove si concentrano le “pulsioni negative” della metropoli: discariche, campi nomadi abusivi, prostituzione e spaccio. Terra di nessuno.

Le spinte positive arrivano dal basso

“Fortunatamente -prosegue Aquilani- è cresciuta la pianificazione dal basso da parte dei cittadini, associazioni, comitati e di alcuni amministratori avveduti: “pezzi di Parco” a ridosso dell’urbanizzato sono stati realizzati o messi in progetto, come il Parco Teramo, Ticinello, Bosco in città. Progetti dove convivono agricoltura e fruizione, destinati a durare perché, in genere, si è stati attenti a prevedere una gestione oculata, spesso effettuata dagli agricoltori”.
Altro aspetto positivo, certo non stimolato dall’Ente Parco,  è stata l’autoriforma del settore agricolo. “In questo periodo -conferma Aquilani- si è assistito a un profondo rivolgimento avviatosi proprio negli anni della crisi, che ha portato alla nascita dei consorzi e dei distretti  rurali quali il Dam, Desr, Riso e Rane, Delle Tre Acque. Gli agricoltori, in precedenza sempre più deboli e sulla difensiva, hanno imboccato la strada della progettualità. Una auto-riorganizzazione del settore, indipendente dalle rappresentanze sindacali, che ha portato allo sviluppo della multifunzionalità: non più la massimizzazione della produzione, ma l’affiancamento di agriturismi, vendita diretta dei prodotti, didattica e soprattutto tutela del territorio, vista anche come traino per l’immagine di qualità dei propri prodotti”.
Certo, non ha interessato tutti gli agricoltori, ma le nuove generazioni hanno ormai capito che questa nuova visione, banalizzando, più lontana dalla chimica e più vicina ai cittadini, permette di aumentare gli introiti, al riparo delle fluttuazioni dei prezzi di mercato, ottenendo nel contempo un migliore controllo del territorio: il territorio esce “allo scoperto”, acquista visibilità e importanza, e il degrado si allontana.

Ombre sul futuro del Parco

E ora, con la cancellazione della Provincia e la nascita della città metropolitana, il Parco Sud si trova ad affrontare un periodo di incertezze che può offrire opportunità, ma anche rischi di snaturamento, se non addirittura la sua cancellazione. “Come associazione -conclude Renato Aquilani- siamo impegnati su diversi tavoli informali per seguire l’iter del traghettamento verso la città metropolitana: le idee originarie del Parco Agricolo Sud Milano non devono essere tradite. Vogliamo continuare a essere tra i Parchi europei che festeggiano questa giornata”.

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