Podestà al tramonto
aumenta anche del 50% i compensi
ai pezzi grossi delle controllate

“La Provincia decade, ma arrivano tante assunzioni e consulenze last minute. Ricollocamento garantito per il cerchio magico del presidente Podestà: posti e stipendi nelle società controllate da Palazzo Isimbardi. Compresa la Pedemontana, che non ha fondi per ultimare i cantieri”. Così scrive oggi, 3 luglio, il quotidiano La Repubblica (qui sotto il testo). Ma, aggiungiamo noi, non basta: in data 1 luglio 2014, come si legge da un documento online della Provincia, il compenso per Marzio Agnoloni, presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa, è passato da 80mila a 100mila euro (+25%), mentre alla vicepresidente Antonella Faggi è andata meglio: un aumento del 50%, ovvero da 40mila a 60mila euro. Marzio Agnoloni, dal dicembre 2012 è anche amministratore delegato di Pedemontana: non conosciamo il compenso per questa sua carica, ma il passivo della società sì: 3.009.000 (anno 2012)!

Podestà al tramonto
aumenta anche del 50% i compensi
ai pezzi grossi delle controllate

“Milano, la Provincia decade, ma arrivano tante assunzioni e consulenze last minute. Ricollocamento garantito per il cerchio magico del presidente Podestà: posti e stipendi nelle società controllate da Palazzo Isimbardi. Compresa la Pedemontana, che non ha fondi per ultimare i cantieri”. Così scrive oggi, 3 luglio, il quotidiano La Repubblica (qui sotto il testo). Noi aggiungiamo che Serravalle (per il 52,9% della Provincia di Milano), controllante di Pedemontana per l’80%, pur con debiti stratosferici (al 30 settembre 2013, la posizione finanziaria netta consolidata era negativa per 469 milioni di euro, oltre al patrimonio netto), ha continuato ad assumere senza sosta (in 10 anni i costi del personale sono passati da 29,7 milioni a 43,4 milioni). Ma non basta: in data 1 luglio 2014, come si legge da un documento online della Provincia, il compenso per Marzio Agnoloni, presidente di Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa, è passato da 80mila a 100mila euro (+25%), mentre alla vicepresidente Antonella Faggi è andata meglio: un aumento del 50%, ovvero da 40mila a 60mila euro. Marzio Agnoloni, dal dicembre 2012 è anche amministratore delegato di Pedemontana: non conosciamo il compenso per questa sua carica, ma il passivo della società sì: 3.009.000 (anno 2012)! Per la cronaca, i bilanci 2013 delle due società non sono ancora stati approvati (la scadenza era il 30 giugno), sono “slittati”: il 14 luglio dovrebbe tenersi l’assemblea per Serravalle.
Ora la palla dovrebbe già essere passata alla Regione, poiché, secondo la legge Delrio sul superamento delle Province “la Regione Lombardia, anche mediante società dalla stessa controllate, subentra in tutte le partecipazioni azionarie di controllo detenute dalla Provincia di Milano nelle società che operano direttamente o per tramite di società controllate o partecipate nella realizzazione e gestione di infrastrutture comunque connesse all’Esposizione Universale denominata Expo 2015”. Comprese quindi Serravalle, Tem e Pedemontana.
Ovvio che questo aprirà la strada a nuove nomine in queste società! La coda per collocarsi sulle poltrone è lunga. Ma intanto leggete cosa scrive oggi La Repubblica.

Milano, la Provincia decade ma arrivano tante assunzioni e consulenze last minute
Una, la Pedemontana, rischia di dover bloccare i cantieri perché non ha soldi per terminare infrastrutture fondamentali per la viabilità in regione. L’altra, la Serravalle, ha avuto un crollo di valore dopo anni di gestione dissennata. Eppure nelle due società della Provincia di Milano c’è sempre un posto e uno stipendio se sei nel cerchio magico del presidente Guido Podestà. Fino a pochi giorni fa, per consiglieri comunali e provinciali del Nuovo centrodestra, per assistenti del presidente e funzionari della provincia, Pedemontana e Serravalle sono state un porto sicuro al riparo dalle turbolenze della politica.
Mentre il componenti di Palazzo Isimbardi è decaduto con l’ultima seduta dello scorso 23 giugno, due suoi componenti avevano già trovato una scrivania libera in Pedemontana. Il consigliere provinciale Paolo Gatti, Ncd, presidente della commissione Urbanistica, per esempio, è stato assunto lo scorso 16 aprile 2013 con un contratto a tempo determinato che scadrà nell’aprile 2015. «Ho saputo del bando pubblicato sul sito di Pedemontana — conferma — Mi occupo dei rapporti con le amministrazioni locali interessate ai lavori, guadagno circa 1.500 euro netti al mese». Una sua collega di partito, Maria Maddalena Scognamiglio, passata dall’Italia dei Valori a Forza Italia e poi finita in Ncd, è stata assunta in Pedemontana lo scorso 7 gennaio e ci rimarrà fino al 31 dicembre 2016.
Nel palazzo di Milanofiori ad Assago troveranno Gianbattista Fratus, che ha avuto un contratto a tempo determinato già nel dicembre 2012. Fratus, consigliere provinciale della Lega dal 2009, candidato del Carroccio a sindaco a Legnano nel maggio 2012, e da allora consigliere comunale, resterà in Pedemontana almeno fino al dicembre 2015, quando scadrà il suo contratto. «C’era un bando per una posizione da contabile. Avendo lavorato 35 anni in un’azienda privata, ho fatto la domanda col curriculum, poi dei colloqui — spiega — Sono all’ufficio acquisti. Guadagno 1.500 euro mensili più straordinario». Fratus smentisce collegamenti con la politica. «Ero già in Provincia, ma ho fatto i colloqui normalmente con il direttore e con l’ufficio del personale. Con l’amministratore delegato di Pedemontana, Marzio Agnoloni, ho parlato solo quando c’è stata la firma».
È invece a tempo indeterminato, dal primo luglio 2013, il rapporto di lavoro di un altro fedelissimo di Podestà, Marcovalerio Bove, ora capogruppo Ncd in Comune a Palazzo Marino. Bove, ex consigliere in Zona 5, è stato assunto come impiegato. «Ero già a tempo determinato in un’altra azienda — spiega Bove — Quando ho fatto il passaggio ho chiesto di mantenere lo stesso contratto, senza aumenti. La mia è stata solo una scelta professionale». Marcovalerio è figlio dell’ingegnere Luigi Bove, consulente di Serravalle e amico di Podestà. Il comitato elettorale del consigliere comunale, alle ultime amministrative, era in via Scarlatti 30, sede delle società del presidente della Provincia.
Bove junior respinge però qualsiasi sospetto di favoritismi da parte di Podestà. «Ho una laurea in Bocconi e un percorso professionale chiaro. Ho partecipato a un bando pubblicato sul sito di Pedemontana, in un momento di grande espansione della società». Dello stesso gruppo di collaboratori del presidente fa parte anche Marzio Ferrario, 26 anni, assistente politico di Podestà prima di essere nominato assessore alle Partecipate, qualche giorno fa, nel rimpasto di una giunta che decadrà a dicembre. E dopo aver lavorato a fianco di Podestà, come segretaria con un contratto a termine, due giorni fa — il primo luglio — è stata assunta in Pedemontana anche Clara Tessarin. Il suo contratto scadrà il 30 giugno 2015.
Una storia a sé è quella di Adriana Rita Pavin, una dipendente di Palazzo Isimbardi di 71 anni, andata in pensione. La donna, amica della famiglia Podestà, l’11 ottobre 2013 ha ottenuto un “conferimento di incarico gratuito di collaboratore di staff del presidente”, «considerato — si legge nell’atto — che occorre avvalersi di una figura professionale idonea a fornire supporto al presidente con particolare riferimento alle attività di comunicazione con interlocutori istituzionali e con i cittadini». Un mese dopo, a novembre, Pavin ottiene però un altro incarico, questa volta ben retribuito, da Serravalle. Una consulenza “aziendale” da 30mila euro per dieci mesi, scadenza il prossimo settembre, per “supporto nelle relazioni istituzionali, accademiche, commerciali e internazionali”.
In Serravalle, società che negli ultimi anni ha visto andare a picco il suo valore, ha trovato posto anche Leone Talia, un funzionario della prefettura passato poi in Provincia. Dopo tre anni da responsabile del settore Appalti, è stato assunto nel dicembre 2012 come risk manager in Serravalle. «C’era un bando, ho partecipato a una normale selezione di cui sono venuto a conoscenza. Ho una posizione da quadro. Talia ha partecipato anche alla campagna elettorale di Podestà. «Conosco bene Podestà e lo stimo — replica lui — È una gran brava persona, per tre anni ho lavorato molto bene».
In Serravalle l’ultima new entry ha un nome noto. Almeno a chi conosce la storia di Afol, l’Agenzia di formazione e orientamento al lavoro, finita sotto accusa da parte della Corte dei conti per le assunzioni e le consulenze fuori controllo, oggetto di numerose denunce in consiglio da parte del consigliere provinciale Massimo Gatti (Rifondazione). Di Afol, dal settembre 2012, dopo essere stata inserita dal 2010 in cda da Podestà, è presidente Silvia Sardone. Che oggi compare fra le più recenti assunzioni in Serravalle. Ha un contratto a tempo indeterminato da impiegato, ha preso servizio da due giorni come “specialista in risorse umane”. «Afol è un incarico politico a zero euro, in Serravalle invece ho partecipato a una selezione pubblica — si difende Sardoni, 32 anni — Ho due figli, una laurea e un dottorato di ricerca, ho cercato un lavoro e ho ottenuto questo posto. Non voglio essere discriminata perché faccio politica».

Podestà al tramonto aumenta anche del 50% i compensi ai pezzi grossi delle controllate

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