Il Tar del Lazio conferma:
a Sedriano, nel Parco Sud,
il Consiglio è sciolto per mafia

Paesotto di circa 11mila abitanti del Parco Agricolo Sud Milano, Sedriano si è meritato l’inquietante riconoscimento di primo comune lombardo il cui Consiglio viene sciolto per infiltrazioni mafiose. Il Tar del Lazio lo ha riconfermato con sentenza depositata l’8 gennaio 2015.
La cronaca ci porta all’ottobre del 2013: l’ex sindaco Alfredo Celeste del Pdl, accusato di essere legato mani e piedi alla ‘ndrangheta, viene arrestato ed è tutt’ora imputato per corruzione nel maxi processo al tribunale di Milano sui rapporti tra politica e mafia. Da allora, l’amministrazione è gestita da tre Commissari prefettizi.
Ma, nonostante le gravi evidenze rilevate dalla Commissione d’indagine, il 18 dicembre del 2013 Silvia Stella Fagnani (ex consigliera), Massimiliana Marazzini (ex assessore urbanistica), Adelio Achille Pivetta (ex vicesindsaco), Gennaro Rusciano (ex assessore al tempo libero), Silvia Rita Camilla Scolastico (ex assessore pubblica istruzione) presentano ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento del decreto di scioglimento.
La sentenza (leggi) dell’8 gennaio 2015: rigetta il ricorso con, tra l’altro, motivazioni molto eloquenti quali “Gli elementi sono concreti, in quanti fondati su esame documentale, evidenze probatorie…

Il Tar del Lazio conferma:
a Sedriano, nel Parco Sud,
il Consiglio è sciolto per mafia

Sedriano, paesotto di circa 11mila abitanti, che si trova nel Parco Agricolo Sud Milano, si è meritato l’inquietante riconoscimento di primo comune lombardo il cui Consiglio viene sciolto per infiltrazioni mafiose. Il Tar del Lazio lo ha riconfermato con sentenza depositata l’8 gennaio 2015.
La cronaca ci porta all’ottobre del 2013: l’ex sindaco Alfredo Celeste del Pdl, accusato di essere legato mani e piedi alla ‘ndrangheta, viene arrestato ed è tutt’ora imputato per corruzione nel maxi processo al tribunale di Milano sui rapporti tra politica e mafia. Da allora, l’amministrazione è gestita da tre Commissari prefettizi.
Ma, nonostante le gravi evidenze rilevate dalla Commissione d’indagine, il 18 dicembre del 2013 Silvia Stella Fagnani (ex consigliera), Massimiliana Marazzini (ex assessore urbanistica), Adelio Achille Pivetta (ex vicesindsaco), Gennaro Rusciano (ex assessore al tempo libero), Silvia Rita Camilla Scolastico (ex assessore pubblica istruzione) presentano ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento del decreto di scioglimento.
La sentenza (leggi) dell’8 gennaio 2015: rigetta il ricorso con, tra l’altro, motivazioni molto eloquenti quali “Gli elementi sono concreti, in quanti fondati su esame documentale, evidenze probatorie acquisite nelle indagini penali e audizione dei diretti interessati, univoci, perché evidenziano che la direzione verso cui si muoveva l’organizzazione comunale (anche con le sue omissioni, parzialità e illegittimità diffuse) era stabile a beneficio, sia pure indiretto ma incontestabile, di esponenti della malavita stanziale di origine “mafiosa”, rilevanti, dato che riguardavano la gestione dell’intreccio economico-finanziario che è particolarmente ambito dalla criminalità organizzata, anche ai fini di riciclaggio”.

Una storia di lungo corso

Un’indagine della magistratura, già nell’ottobre del 2012 aveva portato in carcere politici e affaristi dell’hinterland di Milano, fra cui l’ex assessore regionale Pdl Domenico Zambetti, mettendo a nudo una verità da tempo sospettata: le cosche calabresi sono ormai una realtà ben radicata, istituzionalizzata. Il sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste, viene arrestato per corruzione all’interno della medesima inchiesta che coinvolge politici e malavitosi che, secondo l’accusa, avrebbero favorito l’affermarsi della famiglia ‘ndranghetista ‘Di Grillo-Mancuso’ sul territorio dell’Alto Milanese.
“Amicizie e favori -si legge sul giornale Stampomafioso.it- sembrano legare il primo cittadino accusato di corruzione a faccendieri ed imprenditori dal basso profilo etico sin dalla sua candidatura nel 2009: secondo la magistratura non è un caso che Eugenio Costantino e Silvio Marco Scalambra, entrambi arrestati nel corso della medesima operazione, siano rispettivamente padre e marito della consigliere comunali di maggioranza Teresa Costantino e Silvia Stella Fagnani. Il primo è titolare di un negozio di compravendita dell’oro, settore prediletto del riciclaggio della criminalità organizzata di stampo mafioso, e secondo l’accusa avrebbe stretti legami con le cosche della ‘ndrangheta; il secondo è un chirurgo con studio nei pressi di Pavia e con il pallino dell’edilizia, meglio conosciuto in paese come il ‘faccendiere del sindaco’. “Se c’è di mezzo la ‘ndrangheta perché nessuno ha denunciato? Io certi nomi non li conosco e non li voglio nemmeno sentire nominare”, commentava il vicesindaco Adelio Pivetta durante le perquisizioni dei Carabinieri negli uffici comunali: fino a pochi giorni prima dell’arresto del suo superiore, dichiarava che i problemi del paese si sarebbero risolti con installazioni di autovelox e messa al bando della prostituzione, gettando scredito su chi faceva invece notare che quattro auto incendiate nel parcheggio del Comune e sei colpi d’arma da fuoco contro un’auto parcheggiata di fronte al bar gestito da imprenditori di slot machine non sono fatti tanto normali. Era stato un cittadino a trovare i bossoli, li ha raccolti e se li è messi in tasca, ed è toccato ai giornalisti avvertire la Polizia Locale. In quel caso l’Amministrazione comunale cercò di non rendere pubblica questa storia, tappando la bocca alla stampa locale con minacce di denuncia per molestie. Sedriano come Palermo, anche qui a detta del sindaco e del suo vice il problema fino a ieri sembrava essere il traffico”.

Concessioni urbanistiche, sempre al centro

Sempre dal medesimo giornale online si apprende che “Al centro della bufera giudiziaria il Bennet, nuovo shopping mall inaugurato nel 2011 dalla Giunta Celeste: secondo la Procura il sindaco sarebbe intervenuto in favore di Costantino con una serie di raccomandazioni fra cui permessi speciali per l’apertura di un locale-gelateria all’interno del centro commerciale e la gestione dell’appalto per la manutenzione del verde pubblico di Sedriano, oltre che per la piattaforma ecologica e smaltimento rifiuti. Il sindaco inoltre in occasione del Piano d’Intervento Integrato denominato ‘Villa Colombo-Ex Serre’ avrebbe ceduto alle pressioni urbanistiche di Silvio Marco Scalambra, marito della prorompente consigliera Fagnani già al centro dei pettegolezzi sedrianesi per una presunta liaison con il primo cittadino. Influente sui voleri della Giunta, il medico chirurgo sarebbe l’anello che lega Celeste a Costantino, avendo introdotto l’amico imprenditore dell’oro nella politica sedrianese per trarre vantaggio nella gestione delle proprie cooperative a sfondo sociale. Altro che amministrazione comunale inquinata: all’indomani dell’ordinanza di custodia cautelare, le relazioni fra le cosche e il duo Costantino-Scalambra, le consigliere di maggioranza e il sindaco sono talmente chiare che la cittadinanza chiede che il Consiglio”.
Dunque, mafia e corruzione spadroneggiano anche nel Parco Sud. Come nel resto d’Italia e anche oltre. Il governo deve accelerare l’approvazione del disegno di legge anticorruzione. Perché, associandoci a Libera “La nuova mafia si chiama corruzione che inquina i processi  della politica, minaccia il prestigio e la credibilità delle  istituzioni, inquina e distorce gravemente l’economia, sottrae  risorse destinate al  bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura  democratica”.

 

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