‘Ndrangheta, a Trezzano intimidazioni
il sindaco crea rete antimafia, denuncia
e chiede aiuto a Milano e Governo

Non è la prima volta che Trezzano sul Naviglio è protagonista di eventi legati al malaffare. Già nel febbraio 2010, in seguito a indagini della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulle infiltrazioni mafiose nei comuni a sud di Milano, viene arrestato Tiziano Butturini (Pd), allora sindaco, e viene notificata un’ordinanza di custodia anche all’imprenditore Andrea Madaffari, vicepresidente della immobiliare Kreiamo spa, già arrestato nell’operazione “Parco Sud” del novembre 2009 assieme ad altre 16 persone, tra cui il boss della ‘ndrangheta Domenico Barbaro e i figli Salvatore e Rosario, della cosca Barbaro-Papalia, radicata a Buccinasco. In carcere nel nuovo filone è finito anche Gino Terenghi, geometra comunale di Trezzano. Nel maggio 2013, vi furono nuovamente diversi arresti per tematiche legate al PGT (Piano di Governo del Territorio) e a luglio dello stesso anno, la giunta, guidata dall’allora sindaco Giorgio Tomasino (Pdl), venne sciolta e il comune commissariato con decreto del Presidente della Repubblica.
Lo scorso anno, in seguito a nuove elezioni, viene nominato sindaco Fabio Bottero (Pd): in questi giorni, con un’intervista rilasciata ai microfoni di Klauscondicio, su youtube, il neo sindaco denuncia tutta una serie di intimidazioni di cui è fatto mira, insieme alla sua squadra politica.

‘Ndrangheta, a Trezzano intimidazioni
il sindaco crea rete antimafia, denuncia
e chiede aiuto a Milano e Governo

Non è la prima volta che Trezzano sul Naviglio è protagonista di eventi legati al malaffare. Già nel febbraio 2010, in seguito a indagini della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulle infiltrazioni mafiose nei comuni a sud di Milano, viene arrestato Tiziano Butturini (Pd), allora sindaco, e viene notificata un’ordinanza di custodia anche all’imprenditore Andrea Madaffari, vicepresidente della immobiliare Kreiamo spa, già arrestato nell’operazione “Parco Sud” del novembre 2009 assieme ad altre 16 persone, tra cui il boss della ‘ndrangheta Domenico Barbaro e i figli Salvatore e Rosario, della cosca Barbaro-Papalia, radicata a Buccinasco. In carcere nel nuovo filone è finito anche Gino Terenghi, geometra comunale di Trezzano. Nel maggio 2013, vi furono nuovamente diversi arresti per tematiche legate al PGT (Piano di Governo del Territorio) e a luglio dello stesso anno, la giunta, guidata dall’allora sindaco Giorgio Tomasino (Pdl), venne sciolta e il comune commissariato con decreto del Presidente della Repubblica.
Lo scorso anno, in seguito a nuove elezioni, viene nominato sindaco Fabio Bottero (Pd): in questi giorni, con un’intervista rilasciata ai microfoni di Klauscondicio, su youtube, il neo sindaco denuncia tutta una serie di intimidazioni di cui è fatto mira, insieme alla sua squadra politica.

La denuncia – appello del sindaco

Il primo cittadino -come dichiara online- racconta di aver ricevuto due lettere anonime con contenuto minaccioso e ingiurioso che ha consegnato alle forze dell’ordine di Trezzano e di Corsico. E segnala altri episodi da collegare alla ‘ndrangheta: quella del mese di agosto, quando è stata bruciata una casetta in legno di fianco al Comune, all’indomani di un consiglio comunale sulla legalità nel corso del quale si era prospettata l’intenzione di costituire una commissione antimafia. A fine settembre, una seconda casetta con attrezzi utilizzati per gli orti comunali subisce la medesima sorte. “Ma c’è anche il fatto -racconta ancora Bottero- che una mia consigliera comunale si è ritrovata la porta di casa con scritte quali Trezzano è nostra”. Inoltre, tipico comportamento mafioso, diverse vetrine di esercizi pubblici sono state spaccate anche ricorrendo allo sfondamento con automobili.
“Siamo preoccupati -aggiunge il sindaco- ricordiamo che la zona è controllata da famiglie potenti. Sappiamo della ‘ndrangheta, come assodato da tutte le inchieste da dove emergono i nomi dei Barbaro e Papalia, ma c’è anche un sottobosco di nomi a me sconosciuti, che poi escono da inchieste: sono intorno a noi molto più vicino di quanto si pensi. Ci sentiamo indifesi, pur avendo la massima fiducia nelle forze dell’ordine di Trezzano e di Corsico, collaboriamo anche con Libera, stiamo facendo rete, ma ci serve un aiuto dal governo nazionale che investa in questa guerra contro la criminalità, e anche dalla Città metropolitana: nessun comune deve rimanere solo”.
Trezzano, infatti, non è l’unico comune del Parco Sud infiltrato dalle mafie: da Melegnano a Binasco, da Buccinasco a Corsico per non parlare di Sedriano, primo comune in Lombardia sciolto per mafia. Speriamo che l’appello alle istituzioni del sindaco Bottero venga raccolto e che sindaci e cittadini sappiano creare un’adeguata rete di contrasto. Non c’è solo EXPO da tenere d’occhio!

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