Parco Sud, Legambiente, WWF
si mobilitano per dissuadere Mediglia
dal consumo di suolo: 385mila mq

Domani sera, 17 febbraio, a Mediglia, promosso da Associazione per il Parco Sud, Desr (distretto economia solidale rurale) parco agricolo sud milano, Legambiente Lombardia, WWF Sud Milano si svolgerà un dibattito aperto sulla mega variante al Piano di Governo del territorio (PGT), che porterebbe da 144mila mq a 385mila i mq di consumo di suolo, tutte aree verdi e agricole: tra questi, 132mila mq sarebbero sottratti al Parco Sud, per far posto alla nuova sede direzionale della Mapei (azienda chimica multinazionale dell’imprenditore Giorgio Squinzi, attuale presidente di Confindustria), che qui, dove da anni vi è una delle sue industrie, trasferirebbe i dipendenti degli uffici di Milano.
Se possono considerarsi comprensibili le ragioni imprenditoriali di accorpamento degli uffici della Mapei nel milanese, queste non possono andare contro tutte le normative esistenti in materia urbanistica e di consumo di suolo, tese a tutelare e valorizzare il territorio e la funzione strategica dell’agricoltura.
Tanto più che esistono valide alternative: a ridosso del complesso industriale della Mapei sono infatti presenti due aree, una dismessa e una non utilizzata, con dimensioni sufficienti a rispondere alle esigenze aziendali (vedi immagine). Il fatto che le due aree limitrofe all’impianto…

Parco Sud, Legambiente, WWF
si mobilitano per dissuadere Mediglia
dal consumo di suolo: 385mila mq

Domani sera, 17 febbraio, a Mediglia, promosso da Associazione per il Parco Sud, Desr (distretto economia solidale rurale) parco agricolo sud milano, Legambiente Lombardia, WWF Sud Milano si svolgerà un dibattito aperto sulla mega variante al Piano di Governo del territorio (PGT), che porterebbe da 144mila mq a 385mila i mq di consumo di suolo, tutte aree verdi e agricole: tra questi, 132mila mq sarebbero sottratti al Parco Sud, per far posto alla nuova sede direzionale della Mapei (azienda chimica multinazionale dell’imprenditore Giorgio Squinzi, attuale presidente di Confindustria), che qui, dove da anni vi è una delle sue industrie, trasferirebbe i dipendenti degli uffici di Milano.
Se possono considerarsi comprensibili le ragioni imprenditoriali di accorpamento degli uffici della Mapei nel milanese, queste non possono andare contro tutte le normative esistenti in materia urbanistica e di consumo di suolo, tese a tutelare e valorizzare il territorio e la funzione strategica dell’agricoltura.

Possibili alternative

Se possono considerarsi comprensibili le ragioni imprenditoriali di accorpamento degli uffici della Mapei nel milanese, queste non possono andare contro tutte le normative esistenti in materia urbanistica e di consumo di suolo, tese a tutelare e valorizzare il territorio e la funzione strategica dell’agricoltura.
Tanto più che esistono valide alternative. A ridosso del complesso industriale della Mapei sono infatti presenti due aree, una dismessa e una non utilizzata, con dimensioni sufficienti a rispondere alle esigenze aziendali (vedi immagine). Il fatto che le due aree limitrofe all’impianto siano nel comune di Peschiera Borromeo non può essere considerato un impedimento né un limite in quanto -anche in un’ottica di pianificazione di area vasta metropolitana- l’attuale normativa urbanistica (l.r. 12/05 art. 44 e artt. 9 e 10 del PTCP) già oggi prevedono la possibilità che gli oneri di urbanizzazione siano suddivisi tra i comuni confinanti dove il nuovo insediamento ha impatti significativi.

Cari amministratori, il 2015 è l’anno internazionale del suolo sostenibile

Tutto questo accade nell’anno in cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 anno internazionale dei suoli, allo scopo di sensibilizzare e promuovere un uso sostenibile di questa risorsa cruciale.  
Ovvie banalità in una regione come la Lombardia dove il consumo di suolo ha raggiunto i 719 mq/abitante/anno (quasi 3,5 volte rispetto a quello rilevato negli anni ‘50), un valore doppio di quello medio italiano ed europeo.
E non bastano tutti i PGT dei comuni della Regione Lombardia che nel complesso pianificano cemento per oltre 500milioni di mq, qualcosa come 3/4 volte l’estensione della città di Milano. Non bastano neppure i milioni di mq agricoli consumati da Tem, Brebemi, Pedemontana (ma sulla carta c’è ancora una lunga lista di autostrade in progetto).
Possiamo ricordare ai nostri amministratori che i suoli sani non solo costituiscono la base per la produzione di cibo, ma sono anche essenziali per i nostri ecosistemi, visto che ricoprono un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio, immagazzinano e filtrano l’acqua e aiutano a fronteggiare inondazioni, siccità?
La conversione del territorio naturale in urbanizzato causa la perdita della biodiversità, l’instabilità idrogeologica e contribuisce al cambiamento climatico per effetto dell’uso inappropriato delle risorse. Inoltre, il consumo di suolo incrementa il rischio alimentare sottraendo terra fertile all’agricoltura.

Impermeabilizzare i terreni provoca inondazioni

Ma il sindaco di Mediglia dichiara che questi terreni non sono più utilizzati per l’agricoltura. Eppure, Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine nazionale dei geologi, è solito sottolineare che la causa delle inondazioni è la perdita dei terreni della capacità di ritenzione idrica: abbiamo calcolato che in Italia, ogni giorno, 70 ettari di terreno sono impermeabilizzati e questo comporta una minore capacità di ritenzione idrica per circa 100 milioni di tonnellate l’anno. Teniamo conto, infatti, che un suolo pienamente funzionante immagazzina acqua fino a 3.750 tonnellate per ettaro”. Non è un caso quindi che tra le città maggiormente colpite dalle inondazioni ci sia Milano, in questi giorno allagata in alcune zone della città.
“L’eccessivo consumo di suolo, ovvero il passaggio da coperture agricole e naturali a coperture urbane e la conseguente progressiva impermeabilizzazione, oltre a riguardare la sfera squisitamente ecologica, sta esponendo a rischi sempre più gravi il territorio nel frequente susseguirsi di eventi meteorologici severi e talora estremi. È prioritario contenere drasticamente il nuovo consumo di suolo”, conclude Graziano.
Geologi, agricoltori e ambientalisti non rimarranno Cassandre inascoltate, se i cittadini si mobilitassero in  difesa del territorio: molti lo sono già coinvolti, ma si può fare di più.

Vi attendiamo numerosi. Appuntamento per il 17 febbraio, ore 21 – sala consigliare Comune di Mediglia – via Risorgimento – Triginto

 

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