La più antica chiesa di Rozzano
sarà il più moderno nonsenso!
Noi ci opponiamo fortemente

A Rozzano esiste, sin dal 1400, una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio, in cui si possono ammirare numerosi affreschi che datano dalla fine del Quattrocento al Seicento. Un patrimonio storico che sarà stravolto da un progetto che, quantomeno, suscita perplessità.
Tutto ha inizio intorno al 2007, quando l’Arcidiocesi di Milano e il parroco della chiesa, a causa un incremento degli abitanti a causa delle forti edificazioni nel circondario, decidono che la chiesa è troppo piccola per contenere il potenziale aumento di fedeli. E propongono alla Soprintendenza di Milano un progetto (nella foto in alto l’attuale edificio di culto e sotto dopo l’ampliamento) che determinerà lo stravolgimento della chiesa quattrocentesca: a nostro avviso una deturpazione inaccettabile per un bene storico così importante e non solo per la comunità di Rozzano. Purtroppo, già a luglio 2010, la Soprintendenza approva il progetto!
A noi la notizia dell’ampliamento è pervenuta solo ad aprile del 2012: a maggio di quell’anno l’Associazione per il Parco Sud, Italia Nostra e il locale comitato Occhi Aperti presentano richiesta di rivedere il progetto. A giugno la Soprintendenza risponde che “ha valutato le opere proposte compatibili con i criteri di tutela”.
Non ci siamo arresi e abbiamo scritto al Ministero dei Beni Culturali e ambientali (12 le Direzioni a cui abbiamo fatto appello)…

La più antica chiesa di Rozzano
sarà il più moderno nonsenso!
Noi ci opponiamo fortemente

A Rozzano esiste, sin dal 1400, una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio, in cui si possono ammirare numerosi affreschi che datano dalla fine del Quattrocento al Seicento. Un patrimonio storico che sarà stravolto da un progetto che, quantomeno, suscita perplessità.
Tutto ha inizio intorno al 2007, quando l’Arcidiocesi di Milano e il parroco della chiesa, a causa un incremento degli abitanti a causa delle forti edificazioni nel circondario, decidono che la chiesa è troppo piccola per contenere il potenziale aumento di fedeli. E propongono alla Soprintendenza di Milano un progetto (nella foto in alto l’attuale edificio di culto e sotto dopo l’ampliamento) che determinerà lo stravolgimento della chiesa quattrocentesca: a nostro avviso una deturpazione inaccettabile per un bene storico così importante e non solo per la comunità di Rozzano. Purtroppo, già a luglio 2010, la Soprintendenza approva il progetto!
A noi la notizia dell’ampliamento è pervenuta solo ad aprile del 2012: a maggio di quell’anno l’Associazione per il Parco Sud, Italia Nostra e il locale comitato Occhi Aperti presentano richiesta di rivedere il progetto. A giugno la Soprintendenza risponde che “ha valutato le opere proposte compatibili con i criteri di tutela”.
Non ci siamo arresi e abbiamo scritto al Ministero dei Beni Culturali e ambientali (12 le Direzioni a cui abbiamo fatto appello) affinché venissero prese in considerazione le nostre perplessità. Il 20 di gennaio di quest’anno, abbiamo ricevuto (per conoscenza) una lettera firmata da Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario ai Beni Culturali e Ambientali (già vicepresidente del FAI), che, nel ritenere che “l’operazione appare in effetti molto delicata e suscita qualche dubbio” chiede al responsabile della Soprintendenza di Milano “un eventuale riesame del progetto e relativa autorizzazione”.

Raccolta firme per proseguire con il devastante progetto

Il parroco, che dal pulpito della sua chiesa e da tutte quelle di Rozzano, ha annunciato il blocco dei lavori (in attesa di un -speriamo- ripensamento del progetto) a causa di gente malevole, a sua volta non si arrende e chiede a tutti i parrocchiani di firmare una petizione per andare avanti. A chi si ribella e chiede invece ai cittadini di non firmare, arrivano insulti e improperi diretti: è accaduto ad Adriana Andò, presidente del comitato Occhi Aperti di Rozzano, aggredita a male parole dal prete, che ci ha raccontato il poco edificante episodio.
Siamo disposti anche noi ad prendere insulti, purché la chiesa venga preservata nella sua integrità. Le soluzioni prospettate, fino a poco tempo fa esposte all’interno della chiesa, preoccupano non solo molti parrocchiani, ma anche la nostra e le altre associazioni che hanno a cuore la conservazione del patrimonio storico e artistico del territorio in cui operano.
Rimaniamo pertanto fortemente contrari all’ampliamento della chiesa di S. Ambrogio, sia per le demolizioni che ne conseguiranno sia per il tipo di intervento depauperante l’antica struttura, un progetto minimamente coerente né correttamente inseribile nell’esistente. Inoltre, le nostre preoccupazioni sono rivolte anche al prezioso organo ottocentesco, che dovrà essere spostato dalla controfacciata e ricollocato, secondo il progetto, su un ponte sospeso a metà della nuova navata. Queste preoccupazioni sono motivate in quanto strumento musicale non predisposto a quella posizione, sia storicamente sia acusticamente.
Speriamo che il buon senso prevalga e che, invece di tanti nuovi palazzi destinati a rimanere vuoti, si realizzi una nuova e più grande chiesa, utilizzando l’antico edificio di culto per cerimonie come battesimi, matrimoni ecc. Salvaguardando così il patrimonio storico, di proprietà della Curia, ma anche dell’intera comunità.

 

La più antica chiesa di Rozzano sarà il più moderno nonsenso! Noi ci opponiamo fortemente

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