Accordi di programma Teem,
il prolungamento metro a Paullo
rimane solo sulla carta

Mentre la Teem continua a ritmi serrati a sbancare i fertili territori del Parco Sud, il prolungamento della metropolitana fino a Paullo, come invece previsto, non si farà! Lo conferma a chiare lettere anche il Piano urbano per la mobilità sostenibile del Comune di Milano. Tanto per cambiare, infatti, gli accordi “vincolanti” del 2007 tra Ministero infrastrutture, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano per bilanciare l’impatto della Tangenziale est esterna milanese (Teem) sono ormai da tempo divenuti carta straccia. Ostinatamente, gli ambientalisti continuano a battere il ferro sul tema della mobilità sostenibile, senza alcuna speranza: a dicembre 2014, il circolo Legambiente Arcobaleno si è attivata con 28 banchetti tenuti nei vari comuni del territorio, coinvolgendo 26 Amministrazioni i cui Sindaci e/o Assessori e/o Consiglieri che hanno firmato la petizione insieme a 8.400 cittadini. Ma ovviamente ci vuole ben altro per ottenere quanto spetterebbe di diritto.
Eppure, i prolungamenti delle linee metropolitane della M3 San Donato-Paullo est e della M2 Cologno Nord-Vimercate erano previsti svilupparsi in parallelo alla Tem. Infatti, come si legge all’art. 9 dell’Accordo di Programma per la realizzazione della Tangenziale esterna est di Milano e il potenziamento del sistema della mobilità dell’est milanese e del nord lodigiano sottoscritto nel 2007 da Ministero infrastrutture, Regione Lombardia …

Accordi di programma Teem,
il prolungamento metro a Paullo
rimane solo sulla carta

Mentre la Teem continua a ritmi serrati a sbancare i fertili territori del Parco Sud, il prolungamento della metropolitana fino a Paullo, come invece previsto, non si farà! Lo conferma a chiare lettere anche il Piano urbano per la mobilità sostenibile del Comune di Milano. Tanto per cambiare, infatti, gli accordi “vincolanti” del 2007 tra Ministero infrastrutture, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano per bilanciare l’impatto della Tangenziale est esterna milanese (Teem) sono ormai da tempo divenuti carta straccia. Ostinatamente, gli ambientalisti continuano a battere il ferro sul tema della mobilità sostenibile, senza alcuna speranza: a dicembre 2014, il circolo Legambiente Arcobaleno si è attivata con 28 banchetti tenuti nei vari comuni del territorio, coinvolgendo 26 Amministrazioni i cui Sindaci e/o Assessori e/o Consiglieri che hanno firmato la petizione insieme a 8.400 cittadini. Ma ovviamente ci vuole ben altro per ottenere quanto spetterebbe di diritto.
Eppure, i prolungamenti delle linee metropolitane della M3 San Donato-Paullo est e della M2 Cologno Nord-Vimercate erano previsti svilupparsi in parallelo alla Tem. Infatti, come si legge all’art. 9 dell’Accordo di Programma per la realizzazione della Tangenziale esterna est di Milano e il potenziamento del sistema della mobilità dell’est milanese e del nord lodigiano sottoscritto nel 2007 da Ministero infrastrutture, Regione Lombardia, assessore regionale trasporti, Provincia Milano, Provincia Lodi (successivamente anche Provincia Monza Brianza), Concessioni Autostradali Lombarde (CAL), Anas, sindaci di Melzo, Paullo, Agrate Brianza, Casalmaiocco, Cassano d’Adda, “Le parti si impegnano a fare quanto necessario affinché la realizzazione delle opere relative al sistema ferroviario e metropolitano trovino la loro attuazione in coerenza con i tempi di realizzazione e ultimazione della Tangenziale est esterna di Milano”.
C’è di più: il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 ottobre 2008 ha definito le opere connesse all’evento della manifestazione universale di Expo, includendo tra quelle da finanziare il prolungamento delle linee metropolitane M2 e M3 di Milano e il prolungamento della M2 Cologno Nord-Vimercate per 9,75 chilometri e il prolungamento della M3 San Donato-Paullo est per 14,86 km. Inoltre, da quanto previsto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1 marzo 2010, il finanziamento per le due opere risulta pari a 316,20 milioni di euro a carico degli enti locali e a 210,80 milioni di euro a carico dello Stato, per il prolungamento della M2, e a 473,54 milioni di euro a carico degli enti locali e 315,76 milioni di euro a carico dello Stato, per il prolungamento della M3: nella seduta del 13 maggio 2010, il Cipe ha approvato i nuovi progetti preliminari di entrambe le opere, ma la sezione centrale della Corte dei conti, nell’adunanza del 9 dicembre 2010, con delibere del 29 dicembre 2010, ha ricusato nuovamente il visto alle delibere Cipe, per la mancanza della copertura finanziaria dell’intera realizzazione delle opere.

Ma che strano, non ci sono i fondi

Mancanza di fondi, è la ragione del mancato rispetto degli accordi! Eppure per la Teem -nonostante sia un’opera in project financing- si sono reperiti bei soldoni pubblici: dopo l’elargizione di 330 milioni a fondo perduto dal Governo, ne arrivano altri 275 dalla Cassa Depositi e Prestiti, da sommare ai 700 milioni garantiti dalla Banca Europea. Tutto denaro pubblico, ma che non andrà a incidere sulla gestione privata della nuova autostrada, ora praticamente in mano al gruppo Gavio: per 50 anni incasserà i salati pedaggi senza nulla dovere al pubblico.
E il rispetto dell’accordo di programma che prevedeva lo sviluppo in parallelo di Tem e delle infrastrutture su ferro: quanto credete siano i fondi stanziati? La questione è stata oggetto -il 27 novembre 2013- di un’interpellanza posta da parlamentari leghisti all’attenzione del ministro delle Infrastrutture (autostradali private, aggiungiamo noi). Gli esponenti del Carroccio hanno dovuto incassare la risposta negativa da parte del ministero, che ha indicato il prolungamento come particolarmente oneroso e quindi difficilmente fattibile in tempi brevi. In base a quanto sostenuto allora direttamente dall’ex ministro Lupi, “l’opera non potrà essere certamente effettuata entro Expo 2015”.
A maggio del 2014, sulla Teem, il consigliere regionale lombardo Fabio Pizzul, che aveva presentato una mozione per sollecitare la società Tangenziali esterne al pagamento agli agricoltori espropriati dal 2012, aggiungeva “Non va, infine, dimenticato che l’accordo di programma della Teem prevedeva anche i prolungamenti delle linee della metropolitana a Paullo (MM3) e Vimercate (MM2): qui tutto pare fermo. Bisogna al più presto riaprire la partita per far sì che subito dopo Expo si possa dare il via ai lavori dei due nuovi tracciati di metropolitana, magari anche grazie a qualche ritocco sul progetto della MM2 che potrebbe rendere meno oneroso l’investimento necessario”.

Ricordiamo anche l’appello delle associazioni ambientaliste (Associazione per il Parco Sud Milano, Legambiente Lombardia, Wwf Lombardia,  Italia Nostra Sud Est Milanese, No Tem Casalmaiocco, inviato nel dicembre 2013 ai 34 sindaci che hanno la Teem sotto casa, per denunciare l’accordo truffaldino del 2007: hanno preferito non rispondere!   

Slogan della falsità

Avete notato che tutti, da Maroni all’ex presidente della Provincia di Milano Podestà, dal decaduto Lupi all’ex premier Letta, a Renzi (300 milioni alla Brebemi) si sono agitati per avere finanziamenti per le devastanti Tem, Pedemontana, Brebemi (tutte opere in project financing). E li hanno ottenuti. Chissà perché non si sono notate altrettante richieste per i mezzi di trasporto pubblico? Forse il trasporto sostenibile, che abbatte l’inquinamento (a Milano, come rileva un recentissimo studio di EpiAir, ogni anno muoiono 154 persone per smog per mancato rispetto delle norme comunitarie) non porta abbastanza fondi nelle tasche dei soliti amici? 
Ma perché questi politici della vecchia (e nuova?) guardia che si riempiono la bocca con slogan farciti dal chimerico (finché ci saranno loro) sviluppo sostenibile, non si prendono qualche lezione di rispetto degli interessi generali della comunità, di attenzione al territorio, di trasparenza?


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