Agricoltori spargono veleno per le nutrie
ma avvelenano anche acque e altri animali
E i sindaci tacciono  

Quest’inverno, Tony Bruson, nostro socio e solerte sentinella del Parco, ci aveva segnalato di avere rinvenuto -tra Pieve Emanuele e Basiglio- una volpe e alcuni eccelli (gazze) morti. E non riusciva a spiegarsene il motivo, visto che non avevano alcun segno di ferite da arma da fuoco (qui, inoltre, la caccia è vietata) e nemmeno fratture. In questi giorni, in una delle sue tante perlustrazioni del territorio del Parco ha risolto il mistero delle morti: si è imbattuto, più o meno nelle stessa area, ma più vicino a Lacchiarella, in una serie di sacchetti di topicida ai lati di campi agricoli! “Ora ho capito che alcuni contadini risolvono il problema delle nutrie in questo modo, senza pensare che uccidono anche altri animali selvatici”, ci spiega Tony.
Il fatto non è solo quello: il veleno, poi, si dissolve nelle acque delle rogge, le stesse da cui gli agricoltori attingono per irrigare i campi. Il veleno entra così nel ciclo alimentare. Un problema così grave …  E i sindaci, a cui abbiamo scritto, tacciono!

Agricoltori spargono veleno per le nutrie
ma avvelenano anche acque e altri animali
E i sindaci tacciono  

Quest’inverno, Tony Bruson, nostro socio e solerte sentinella del Parco, ci aveva segnalato di avere rinvenuto -tra Pieve Emanuele e Basiglio- una volpe e alcuni eccelli (gazze) morti. E non riusciva a spiegarsene il motivo, visto che non avevano alcun segno di ferite da arma da fuoco (qui, inoltre, la caccia è vietata) e nemmeno fratture. In questi giorni, in una delle sue tante perlustrazioni del territorio del Parco ha risolto il mistero delle morti: si è imbattuto, più o meno nelle stessa area, ma più vicino a Lacchiarella, in una serie di sacchetti di topicida ai lati di campi agricoli! “Ora ho capito che alcuni contadini risolvono il problema delle nutrie in questo modo, senza pensare che uccidono anche altri animali selvatici”, ci spiega Tony.
Il fatto non è solo quello: il veleno, poi, si dissolve nelle acque delle rogge, le stesse da cui gli agricoltori attingono per irrigare i campi. Il veleno entra così nel ciclo alimentare. Un problema così grave non può essere affrontato da semplici volontari che, per amore della natura, dedicano il loro tempo libero alla perlustrazione di quanto accade sul territorio.
Alla legge Legge Regionale 7 ottobre 2002, n.20, lo scorso 25 novembre sono state apportate modifiche contestate dagli animalisti: “Le nutrie, roditori che arrecano ingenti danni all’agricoltura e ai corsi d’acqua, possono essere eliminate su tutto il territorio lombardo, incluse le zone dove è vietata la caccia, anche con le armi da sparo, il gas, le trappole e le armi da lancio individuale (tipo fionde, archi ecc per intenderci, ma anche per sorridere)”.
Questa legge, secondo la Lav (Lega antivivisezione) non risolve il problema nutrie: solo una campagna di cattura e sterilizzazione porterà a risultati di riduzione del  numero di esemplari. Ma questo costa di più rispetto a qualche proiettile. La nutria è una specie alloctona proveniente dal nord America e, ricordiamolo, importata per motivi economici. Venivano allevate come animali da pelliccia. Poi, rivelatesi un investimento poco redditizio, sono state liberate, alcune sono fuggite, e sono andate a riprodursi e a vivere in quelle zone più simili a quelle da cui provengono. Solo che negli anni sono diventate tantissime, creando problemi all’agricoltura e ai corsi d’acqua.
Ma il veleno non è contemplato nelle nuove norme per sua la evidente pericolosità e ricadute sull’ecosistema.

Sindaci indifferenti al problema

Ovviamente, Tony Bruson, ormai esperto del territorio, ogni volta contatta i vari enti preposti alla salvaguardia (Polizia locale, provinciale ecc).
E, all’inizio di aprile, dopo averci segnalato il grave problema delle acque inquinate delle tante rogge che percorrono i comuni di Assago, Basiglio, Buccinasco, Locate Triulzi, Opera, Pieve Emanuele, Rozzano, unitamente al Comitato Occhi aperti di Rozzano, la nostra associazione, in data 7 aprile, ha scritto raccomandate a tutti i sindaci di questi comuni, oltre che alla polizia metropolitana, al sindaco della Città metropolitana e al presidente dell’ente Parco Agricolo Sud Milano (tra i destinatari della missiva è stato inserito anche l’Istituto Clinico Humanitas, che in aree limitrofe e all’interno dell’area parcheggi ha corsi d’acqua inquinati), affinché affrontassero il problema.
Purtroppo, a parte Buccinasco (Basiglio ha solo messo il tema all’ordine del giorno in Commissione ambiente, senza poi dar seguito e comunque senza dare riscontro alla missiva), nessun altro ente ci ha fornito delucidazioni sul pietoso stato delle acque che irrigano i campi agricoli!
A voi questi temi sembrano così irrilevanti da non meritare attenzione da parte dei nostri amministratori?

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