In fumo il progetto di recupero
del castello di Cusago
per l’ennesimo cambio di proprietà

Un brusco ritorno al passato stoppa il progetto di recupero del Castello di Cusago, che ora vede il ritorno in scena di Vincenzo Scotti, nuovo proprietario del maniero visconteo. Già nel 2012, l’imprenditore, azionista di maggioranza della Finscott, aveva annunciato di volere acquisire il bene e investire 20 milioni nel castello, per trasformarlo in un polo di eccellenza del made in Italy, senza escludere la possibilità di farne la sede del Parco Agricolo Sud Milano. La notizia era stata annunciata nel convegno culturale organizzato da Castelli del Ducato, tenutosi all’interno del Castello di Cusago: a fianco dell’imprenditore, gongolava l’allora presidente della Provincia, Guido Podestà.
Ma poi non se ne fece niente. E la società Il Castello di Cusago srl -formata da una cordata di imprenditori che nel 2003 acquistò il maniero dall’immobiliare Coriasco (capofila la famiglia Rappo, gestori di attività di servizi per la manutenzione del verde e proprietari della catena di negozi Viridea)- ben poco si è prodigata per la salvaguardia di questo magnifico bene storico-architettonico: fino a quando Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago, era riuscita, coinvolgendo la proprietà, a trovare la soluzione per ridare splendore a quello che è il simbolo e l’orgoglio di Cusago, ma anche patrimonio dell’Italia: il maniero, un tempo residenza “di delizia” dei Visconti e degli Sforza, è il fratello minore del più famoso Castello Sforzesco situato nel cuore della metropoli lombarda.
Nel concreto, il progetto della sindaca avrebbero consentito di ottenere dalla proprietà il consenso alla cessione indivisa del 51% del Castello, creando i presupposti per accedere a finanziamenti pubblici (i beni tutelati dalla Sovrintendenza hanno diritto a fondi statali e/o regionali solo se di proprietà demaniale). Sarebbe poi seguita la nascita della Fondazione “Merito et tempore”…

In fumo il progetto di recupero
del castello di Cusago
per l’ennesimo cambio di proprietà

Un brusco ritorno al passato stoppa il progetto di recupero del Castello di Cusago, che ora vede il ritorno in scena di Vincenzo Scotti, nuovo proprietario del maniero visconteo. Già nel 2012, l’imprenditore, azionista di maggioranza della Finscott, aveva annunciato di volere acquisire il bene e investire 20 milioni nel castello, per trasformarlo in un polo di eccellenza del made in Italy, senza escludere la possibilità di farne la sede del Parco Agricolo Sud Milano. La notizia era stata annunciata nel convegno culturale organizzato da Castelli del Ducato, tenutosi all’interno del Castello di Cusago: a fianco dell’imprenditore, gongolava l’allora presidente della Provincia, Guido Podestà.
Ma poi non se ne fece niente. E la società Il Castello di Cusago srl -formata da una cordata di imprenditori che nel 2003 acquistò il maniero dall’immobiliare Coriasco (capofila la famiglia Rappo, gestori di attività di servizi per la manutenzione del verde e proprietari della catena di negozi Viridea)- ben poco si è prodigata per la salvaguardia di questo magnifico bene storico-architettonico: fino a quando Daniela Pallazzoli, sindaco di Cusago, era riuscita, coinvolgendo la proprietà, a trovare la soluzione per ridare splendore a quello che è il simbolo e l’orgoglio di Cusago, ma anche patrimonio dell’Italia: il maniero, un tempo residenza “di delizia” dei Visconti e degli Sforza, è il fratello minore del più famoso Castello Sforzesco situato nel cuore della metropoli lombarda.
Nel concreto, il progetto della sindaca avrebbero consentito di ottenere dalla proprietà il consenso alla cessione indivisa del 51% del Castello, creando i presupposti per accedere a finanziamenti pubblici (i beni tutelati dalla Sovrintendenza hanno diritto a fondi statali e/o regionali solo se di proprietà demaniale). Sarebbe poi seguita la nascita della Fondazione “Merito et tempore” (per merito e con il tempo), ovvero il motto degli Sforza, che avrebbe dovuto gestire le attività dapprima di messa in sicurezza dei tetti, e in seguito il recupero architettonico e l’avvio di attività socio-culturali.
Nei fatti, sempre operando insieme alla società proprietaria del Castello, il progetto era ormai giunto a una fase molto avanzata.
Ma lo scorso 10 febbraio, durante il Consiglio comunale, in risposta alle interpellanze presentate dai gruppi consiliari Tempo di Dialogo per Cusago e da Tradizione e innovazione per Cusago e Monzoro, è stato comunicato che: “La società Il Castello di Cusago srl, proprietaria del Castello Visconteo, comunica all’Amministrazione comunale di aver ceduto il 100% delle quote della società a un nuovo acquirente, cambiando radicalmente gli sviluppi del progetto che il Sindaco Daniela Pallazzoli aveva annunciato e studiato assieme all’Amministrazione per dare un nuovo futuro al bene”.
Un comunicato del Comune di Cusago riporta che “Il promissario acquirente è la società FINSCOTT srl amministrata dal Dott. Vincenzo Scotti, che si era proposta anche nel 2012; la cessione, stando agli impegni presi nel preliminare, avverrà tra giugno e ottobre 2016. Al richiamo dell’amministrazione sull’urgenza di eseguire gli interventi sul tetto, la società informa che sono in attesa del nulla osta dalla Sovrintendenza di Milano sul presentato progetto di rifacimento integrale delle coperture. Nei prossimi mesi, il compito dell’Amministrazione comunale sarà quello di vigilare sull’esecuzione degli interventi urgenti e necessari alla salvaguardia del bene storico, in conformità con il parere della Sovrintendenza in arrivo. Sarà necessario anche un incontro con il promissario acquirente per conoscere le ipotesi di sviluppo legate all’acquisizione delle quote societarie e, di conseguenza, della proprietà del Castello”.
È palpabile la delusione dell’Amministrazione comunale, che condividiamo e comprendiamo bene vista anche la qualità del progetto. Speriamo che questo non rappresenti l’ennesima ferita a questo Castello, fatto decadere dall’incuria dei proprietari susseguitesi negli anni.

In fumo il progetto di recupero del castello di Cusago per l’ennesimo cambio di proprietà

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