Abbattimento e ricostruzione dello Stadio Meazza?
Per i cittadini la partita rimane aperta.
Azioni concrete in corso

11 novembre 2025. La sofferta approvazione in consiglio comunale milanese della (s)vendita dello stadio e delle aree circostanti non è la conclusione di tutto. Come titolava l’incontro di sabato scorso, organizzato dal Coordinamento per la Tutela del Verde Cintura Urbana di Milano Parco Ovest, la partita rimane aperta e riguarda il futuro di Milano. E non solo. Oltre 200 persone hanno testimoniato che, nonostante la disinformazione, le mosse in campo per contrastare l’iter sono diverse, e ognuna ha la possibilità di inceppare e di far saltare l’affare. Prima di concentrarci sulle queste contromosse, vediamo di capire chi ci guadagna e chi ci perde.
Abbattimento e ricostruzione dello Stadio Meazza?
Per i cittadini la partita rimane aperta.
Azioni concrete in corso
Numeri impietosi
Impietosi perché dimostrano chi è che fa l’affare, e non è certo la collettività. Lo stadio è stato venduto al prezzo di 73 milioni di €: considerato che il canone annuo di concessione era di 10 milioni/anno, il prezzo di acquisto delle proprietà di Inter e Milan equivale a 7 anni di affitto: vendereste voi un appartamento al conduttore a queste condizioni?
Le aree circostanti, pari a 280mila mq, sono passate alle società con 124 milioni: circa 442 €/mq. Visto l’elevato livello di infrastrutture (strade a sei corsie verso la tangenziale, fermate della metro, ecc.), anche qui indovinate chi fa l’affare.
Noi tutti ci rimetteremo anche in altre maniere. Per far posto al nuovo stadio, dovrà essere effettuato il rifacimento completo del tunnel Patroclo: Il servizio è privato (servirà a garantire l’accesso alle auto allo stadio, ai nuovi uffici, centro congressi, servizi commerciali e quant’altro), ma gli 80 milioni necessari li tirerà fuori la collettività.
Se per le nostre tasche va male, per i nostri polmoni non va meglio, anzi. La demolizione e la ricostruzione dello stadio produrranno 210mila tonnellate di CO2 e alzerà il livello delle polveri sottili a livelli non sostenibili. Bontà loro, nel progetto si parla di compensazione ambientale e 210mila ettari saranno riconvertiti a foresta. Tutto bene? Mica tanto: la forestazione avverrà in qualche paese sperduto, ma i nostri polmoni sono qua.
Tante azioni legali e altro
Iniziamo con il ricorso del consigliere Enrico Fedrighini, che contesta l’iter della discussione in Consiglio comunale della delibera di vendita: non solo sono saltate le commissioni che avrebbero dovuto discutere la delibera, ma è stato fatto passare l’emendamento “tagliola” che avrebbe leso la possibilità di discussione in aula.
Lo stesso giorno della vendita dello stadio e aree annesse è stata aperto in procura un fascicolo per turbativa d’asta: per partecipare al bando di vendita, agli altri soggetti interessati sono stati dati solo 37 giorni di tempo (contro i cinque anni di negoziazione concessi alle due squadre di calcio). Inoltre, accorpando la vendita delle altre aree a quella dello stadio, si è tagliato fuori chi aveva interesse alla ristrutturazione di San Siro, non all’abbattimento e al business immobiliare.
Molto attivo è anche il comitato Sì Meazza: da un lato con un esposto alla Magistratura che, tra le altre cose, contesta il costo per i cittadini del tunnel Patroclo, dall’altro con un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, contestando anche che lo stadio sarebbe già sotto vincolo della Sovrintendenza. Ultima diffida, questa volta rivolta ai notai dell’atto di vendita, contesta la vendita della tribuna ovest, dove sono presenti targhe celebrative, riconosciute ufficialmente come “archivio pubblico” e quindi sono inalienabili.
Tra le azioni di contrasto alla vendita in corso, non mancano quelle che cercano sponde all’estero. Un reclamo è stato indirizzato alla Commissione Europea, nella persona della commissaria all’ambiente Jessika Roswall. E un appello a vigilare e monitorare sul caso San Siro è stato indirizzato al direttore esecutivo di C40, l’organismo che coordina le azioni climatiche di quasi cento città internazionali.
Per concludere: mentre i mezzi d’informazione patinati fanno a gara per darci un quadro rassicurante, con interviste ad archistar e rappresentazioni futuristiche del nuovo quartiere, la realtà è ben diversa. Su questa questione continueremo ad aggiornarvi, perché ne va di mezzo la salute dei nostri polmoni e l’impoverimento della qualità della vita dei cittadini.
Abbattimento San Siro: i danni e le risposte dei cittadini
