Con che coraggio! E che noia!

10 febbraio 2026, articolo di Renato Aquilani.

Passato un po’ sotto silenzio, in questi giorni la Regione Lombardia (ri)propone la medesima nuova autostrada che unisca A1 e A7: la TESM, Tangenziale Esterna del Sud Milano.

Questo infatti possiamo ritrovare nelle pagine dell’aggiornamento del Piano Regionale Mobilità e Trasporti (PRMT) già adottato dalla Giunta regionale e in questi giorni in discussione in Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.

Proprio non si comprende la testardaggine regionale nel riproporre costantemente il progetto di un’opera inutile e dannosa. E certamente non nuovo…

         

Gli albori

Era il marzo del 2011, quasi quindici anni fa! Provincia di Milano -presieduta da Giudo Podestà (ex amministratore delegato della famosa Edilnord dei fratelli Berlusconi) e con assessore al territorio Fabio Altitonante (oggi sindaco di Montorio al Vomano in provincia di Teramo)-  presenta la bozza del nuovo PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Nella tavola 6, dedicata agli “interventi infrastrutturali”, compare una linea gialla che parte da Cerro al Lambro, dallo svincolo della Tangenziale Est Esterna allora in costruzione, prosegue nel Parco Sud oltre Binasco e arriva ad Albairate dove si innesta nella Vigevano-Malpensa, anch’essa allora in progetto. Non solo. Da Bereguardo un nuovo tratto autostradale si stacca dall’A7 Milano-Genova per andare verso nord-ovest fino ad innestarsi sulla nuova tangenziale nei pressi di Gudo Visconti.

Di fronte a queste proposte irricevibili nasce un vasto movimento di opposizione formato da associazioni ambientaliste, associazioni di agricoltori e sindaci. È un movimento forte e diffuso che ottiene il risultato pieno: due anni dopo nel PTCP approvato non c’è traccia di quella che allora si chiamava TOEM.

 

Provaci ancora

Ma gli “stradini” non si rassegnano. Maggio 2015. Questa volta è Regione Lombardia che, con la prima bozza del PRMT (Piano Regionale Mobilità e Trasporti) inserisce nella tavola degli “interventi sulla rete viaria” una fila di pallini gialli, sempre da Cerro al Lambro ad Albairate: il tracciato è appena abbozzato ma l’intenzione è chiara. Anche in questo caso rinasce il movimento di quattro anni prima e anche questa volta ottiene il risultato: nel PRMT approvato l’anno successivo e tuttora vigente i “pallini gialli” si fermano a Binasco ma, cosa più importante il testo, laddove elenca alcuni possibili futuri interventi, dice che Nella logica di rafforzamento della maglia infrastrutturale primaria si potranno in prospettiva approfondire, valutandone con attenzione la proponibilità rispetto ai profili di utilità pubblica (analisi costi/benefici), di sostenibilità tecnica/finanziaria e ambientale (…) il miglioramento della connessione tra la TEEM e la A7, potenziando e riqualificando la SP 40.

 

Terzo tentativo

Nel 2020 Regione Lombardia, fingendo di “studiare” il problema della Binaschina, ancora una volta ripropone l’ipotesi di una nuova autostrada, questa volta da Cerro a Casarile e questa volta spendendo centinaia di migliaia di euro per uno studio di fattibilità piuttosto corposo. La cosa piuttosto curiosa è che nel medesimo documento tecnico si cita uno studio del traffico della Binaschina nel quale si rileva che più del 90 % del traffico “ha origine o destinazione del territorio servito”, ovvero solo il 10% percorre l’intera Binaschina da Melegnano a Binasco o viceversa. Allora, a che e a chi serve l’autostrada?

 

Nuova sigla, stesso progetto

E si arriva così ai nostri giorni in cui, sempre Regione Lombardia, ripropone la medesima nuova autostrada che unisca A1 e A7 e, forse per confondere il lettore, le trova un nuovo nome, non più TOEM ma TESM, Tangenziale Esterna del Sud Milano.

Questo infatti possiamo ritrovare nelle pagine dell’aggiornamento del PRMT già adottato dalla Giunta regionale e in questi giorni in discussione in Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva.

 

E per la verità non si comprende nemmeno la totale inerzia della Provincia di Milano prima e di Città Metropolitana oggi: stante che la SP 40 è di proprietà di Città Metropolitana – che per altro ha la totale competenza sulle strade provinciali e ha gli uffici tecnici competenti sulla materia – da questo ente ci si aspetterebbe la redazione di un progetto di riqualificazione  e forse, ove possibile, anche di potenziamento di una connessione stradale che indubbiamente accusa i suoi settanta anni di età e il traffico cresciuto a dismisura. E poi ci aspetterebbe anche che i sindaci – che giustamente insorgono contro l’ipotesi autostradale – cessino di pianificare nei loro Comuni nuovi insediamenti di logistica o di data center che certo non aiutano a diminuire la congestione stradale.

 

La Regione (ri)propone una nuova (?) proposta di autostrada nel sud Milano

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