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Lacchiarella, al Tar piace il cemento. Ma Legambiente non si arrende


Il Tar della Lombardia boccia il ricorso presentato da Legambiente contro una nuova cementificazione di 45 mila metri quadrati, su suolo agricolo, per far spazio a ben 17 palazzine. E ricorre al Consiglio di Stato.

L'ennesima colata di cemento per un territorio che, tra poli logistici e centri commerciali, ha subito ogni tipo di trasformazione, guadagnandosi un ruolo primario tra i comuni che hanno consumato più suolo agricolo nella provincia di Milano.
Dal 1999 al 2010, Lacchiarella ha “seminato” cemento su oltre 1,3 milione di metri quadrati di aree verdi e agricole. Per bloccare questo ulteriore tentativo di speculazione Legambiente, insieme ad un comitato locale, aveva presentato un ricorso al TAR della Lombardia.
Il pesante intervento urbanistico, a pochi metri dal Parco Agricolo Sud Milano, in una zona di interesse naturale in ambito rurale, rischia infatti di perpetrare l'ennesimo sfregio al polmone di verde di Milano e provincia.

Ma, anziché tutelare il territorio è sempre più evidente come i Comuni del Parco Sud siano sempre più interessati a favorire i privati, soprattutto se si tratta di immobiliari.


Nel merito del ricorso dell'associazione ambientalista, assistita in questa vicenda dall'avvocato Emanuela Beacco, si denunciava la mancanza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), l'inadempimento delle prescrizioni imposte dalla Provincia per il contenimento del consumo di suolo, l'alterazione dell'alveo di due corsi d'acqua minori, nonché l'assenza della valutazione sul paesaggio da parte della Soprintendenza e l'illegittimità dello strumento urbanistico adottato.
Legambiente ha annunciato l’immediato ricorso al Consiglio di Stato: “Vogliamo vederci chiaro in questo nuovo business immobiliare” ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente dell’associazione ambientalista in Lombardia.

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Il video del mese

Un video dedicato all’agricoltura del Parco Agricolo Sud Milano: visitarlo è come entrare in un grande monumento i cui artefici, oltre alla natura, sono decine di generazioni di agricoltori e, in passato, i monaci delle abbazie e i signori dei castelli e dei palazzi, edifici che ancor oggi troneggiano in tutti i comuni del parco. Rogge, canali, navigli, mulini, strade di campagna e filari alberati, una miriade di fontanili, grandi cascine: opere scolpite nel territorio che si estende dalla Valle del Ticino a quella dell'Adda, cesellata da mani sapienti nel corso di due millenni. La campagna milanese ha rifornito i mercati della città e oggi, in una economia agricola profondamente mutata, continua a fornire i propri servigi: un paesaggio rurale tutto da godere, profumi e sapori di un tempo, un abbraccio verde intorno ai quartieri di una metropoli soffocata dallo smog. Il Parco (61 comuni su 47mila h) è stato voluto da un vasto movimento di associazioni e gruppi di volontariato -ancor oggi riuniti sotto la sigla Associazione Parco Sud- ma anche da intellettuali, amministratori e, in un crescendo di consenso, dalle associazioni che rappresentano le oltre 1400 aziende agricole che vi operano. Il parco resta lo strumento per limitare l'avanzata del cemento e valorizzare un grande patrimonio, di paesaggio e di cultura, in passato ingiustamente trascurato. E speriamo rimanga sempre così! (Ringraziamo La Città Metropolitana per il video).

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